Senza principio, né fine,
Senza passato, senza futuro,
Un alone di luce circonda il mondo dello spirito.
Ci si dimentica a vicenda, calmi e puri pieni della
potenza e del vuoto.
Lu Tzu - Il segreto
del Fiore D'Oro
Il trattato
del Fiore d'Oro o del Grande Uno è quasi l'unico testo completo che
si conosca, riguardante le pratiche iniziatiche cinesi ed in particolare il
taoismo operativo. Gli insegnamenti del libro, attribuiti al maestro Lu-Tzu,
che visse fra la fine dell'VIII e il principio del IX secolodc hanno per
oggetto procedimenti di alchimia interiore, spirituale, la quale con particolari
tecniche di meditazione e di direzione delle "correnti sottili" dell'organismo
mira alla trasmutazione ed alla integrazione dell'essere umano, alla dischiusura
della coscienza sulla trascendenza e sull'originario, dischiusura simboleggiata
appunto dal fiore d'oro. Questi insegnamenti si rifanno non solo al taoismo
ma anche alla forma Zen del buddismo. Il Segreto del Fiore d'oro è
un documento assai interessante, unico nel suo genere in cui si trovano
le premesse di gran parte delle Psicologie orientali e delle pratiche yogiche
(Tai chi e Qi-Qong) oggi tanto in voga in occidente.
E' un
testo che si propone di insegnare al praticante la via della immortalità
dell'anima e del corpo.
La singolarità
del pensiero taoista è che l'anima non esiste di per sé ma è
il risultato di una costruzione che in vita viene agita dal meditante sfruttando
come base imprescindibile il corpo materiale. Per giungere a tale risultato,
secondo la tradizione taoista è necessario un lungo lavoro alchemico
durante il quale l'anima ed il corpo immortale si costruiscono misteriosamente
all'interno del corpo materiale, attraverso una complessa pratica meditativa,
che prevede tecniche di respirazione, visualizzazione unite ad una severa
disciplina alimentare.
Quindi
si può dire che il fine ultimo di questo singolare trattato è
l'insegnamento del raggiungimento del cosiddetto corpo di luce, uno stato
di illuminazione in cui l'uomo da umano trasfigura in un essere divino.
Il Segreto
del fiore d'oro, a lungo considerato un classico della letteratura esoterica,
è sicuramente un testo che si presta a molteplici letture e a diversi
registri interpretativi, che vanno da quello fisiologico, a quello psicologico
e filosofico-religioso.
Il trattato
del fiore d'oro non si presenta come l'esposizione sistematica fatta da un
maestra spirituale ma come l'annotazione di elementi del suo insegnamento
ad opera di discepoli, i quali possono anche non avere udito le parole di
chi lo esponeva. Lo sviluppo del testo non è lineare, ma per così
dire a spirale. La logica che compare nel trattato è di tipo assai
diverso rispetto alla nostra. Il pensiero espresso è ricco di metafore,
di analogie tipico del pensiero orientale.Accostandoci a questo testo dobbiamo
preliminarmente considerare che ci stiamo movendo in una mentalità
molto distante dalla nostra, ci troviamo quindi di fronte ad un pensiero
premoderno e prescientifico.
Il trattato
del Fiore d'oro si propone come un vero e proprio manuale di istruzioni dato
all'iniziato per tornare al grande uno da cui è derivato, cioè
per porre fine all'incessante processo dell'individuazione dell'anima nella
materia. Per rendere ciò possibile è necessario che l'individuo
prendendo coscienza di essere lontano dalla luce (vero yang) operi per ritornare
all'unità originaria. La cosa interessante è che all'unità
sarà possibile tornare operando sul proprio corpo, riunendo ciò
che è diviso attraverso una via di meditazione. La assoluta originalità
di questo pensiero riguarda riguarda la concezione dell'anima che non risulta
qualcosa di dato a priori per l'essere umano, ma deve essere costruita durante
la nostra esistenza terrena giorno per giorno attraverso un opera alchemica
che ci vede impegnati in un processo di integrazione e trasformazione dei
nostri livelli esistenziali, fisici e mentali. Il luogo in cui si svolge
la grande opera è il nostro corpo, che assume il valore di atanor.
In termini teologici possiamo dire che è l'individuo che si costruisce
l'anima o meglio opera per ritornare a quel grande uno dal quale è
stato originato per poi individuarsi nella materia. Questa incarnazione nella
materia porta ad una divisione dell'anima in due principi coesistenti nel
corpo che l'uomo attraverso una dura disciplina dovrà ricongiungere.
Si tratta del sing (mente, respiro, emozioni) legato ad una dimensione verticale
e del ming (materia, pulsioni sessuali, umori corporei) dimensione orizzontale
dell'uomo. Il punto di incontro tra le due dimensioni è quel centro
essenziale dell'essere verso il quale converge tutto lo sforzo realizzativi.
Il segreto del fiore d'oro sostiene che sing e ming sono il segreto più
sottile del tao. Per nutrire e fondere insieme sing e ming il mezzo migliore
è ricondurli all'unità.
Per rendere
possibile ciò afferma il Fiore d'Oro è necessario immergere
lo spirito nel basso ventre. In questa frase è sintetizzato un concetto
alchemico fondamentale per il taoismo, ovvero le nozze del fuoco (mente,
respiro- shen e Qi) e acqua (liquido seminale, pulsione sessuale, Jing).
Se anziché far fluire all'esterno il principio liquido (seme-jing)
lo si trattiene con la forza della mente, così che essa sgorghi verso
l'alto nutrirà il corpo ed il cuore. La differenza tra l'uomo comune
e il saggio sta unicamente nel prendere la vita a ritroso; nel linguaggio
taoista questa regressione è espressa con il termine huan yuan (far
ritornare all'origine) o andare controcorrente. Il saggioo attraverso tecniche
di controllo del respiro e dell'energia sessuale anziché aprirsi
al mondo attraverso un atto procreativo utilizza la forza vitale del seme
unito al respiro per dare vita ad una supercoscienza. L'unione del ki con
il jing rappresenta la penetrazione della terra (yin) ad opera del cielo
(Yang), ma anche la risoluzione della dualità cielo-terra. Si ritorna
perciò allo stato anteriore alla separazione di sing e di ming di
spirito e materia ossia alla potenzialità primordiale, ritorno alla
in distinzione del Tai Chi, ossia del grande uno. Questo è il significato
essenziale del metodo a ritroso nonché il fondamento dell'alchimia
interiore e dell'embriologia iniziatica. Con questo procedimento il fuoco-spirito
purifica la materia acqua-seme. Il fuoco e l'acqua si mescolano e si fondono.
Questa unione tra questi due principi permette la costituzione di un embrione,
che in seguitodovrà essere sviluppato mediante il calore e il nutrimento.
Ad avvenuta maturazione del frutto sacro o del fiore d'oro nasce il fanciullo
e torna al vuoto ossia al principio. Il processo è indicato in termini
analoghi da altri testi taoisti come il tao-si king ( Il libro della respirazione
embrionale). L'essenza (seme) e il soffio (Mente) dando luogo all'embrione
(anche nella mitologia ebraico-cristiana il dio insufflando lo spirito nella
materia la rende viva).
Questo
è il procedimento del cinabro inferiore o tan tien che come afferma
Maspero (1973) porta a non morire
Chi muore senza conoscere questo punto
germinale non troverà l'unità di coscienza e vita neppure dopo
mille nascite, né in diecimila eoni
Col ritorno
all'origine ritroviamo un simbolismo noto e universale. Si tratta di una
idea essenziale del taoismo. La restaurazione dell'essere è tale da
procurare una nuova gioventù o in ogni caso la longevità. Lo
stadio embrionale primordiale o edenico a cui si torna è quello partendo
dal quale potranno essere realizzati gli stati superiori dell'essere. Esso
conduce non alla longevità ma alla immortalità.
Solitamente
il misticismo è volto al ricongiungimento con l'uno attraverso una
strada che vede nella negazione del corpo uno dei punti fondamentali (il corpo
come prigione dell'anima). Per il taoismo invece è inconcepibile tornare
al grande uno senza l'utilizzo del corpo che riveste una importanza primaria
per creazione di un'anima e di un corpo imperituri.
Il metodo
del fiore d'oro prevede una discesa al centro della terra, che poi permetterà
l'ascesa vesro il paradiso celeste. ( Riferimento a Carlo Puini scritto del
1920 in cui si mette a confronto i mondi ultraterreni taoisti con quelli
evocati da Dante nella Divina Commedia). Se il soffio bianco (liquido seminale)
verrà fecondato dal soffio rosso (respiro) l'embrione nascerà
da sé. Ma qual è la natura di questo embrione? Per la tradizione
alchemica taoista come per quella buddista oltre al corpo materiale vi è
un corpo chiamato immagine del budda. Si tratta della estrazione di un sé
o corpo fatto di spirito dal corpo fisico. Per il taoismo l'unione di ki
(respiro, energia vitale) e jing produce il jing-ki o corpo sottile. Troviamo
un concetto abbastanza simile in un pensatore rinascimentale come Paracelso
il quale afferma: " chi vuole entrare nel regno di Dio deve anzitutto entrare
col suo corpo nella madre e morirvi" . Da qui il simbolismo di una seconda
nascita ma ad un livello superiore. Il ritorno alla madre significa il raggiungimento
del cinabro divino, della pietra filosofale, dell'elisir di lunga vita?..Queste
cose si possono ottenere solo attraverso un ritorno all'indifferenziato,
ritorno che si realizza con la fusione nel crogiuolo alchemico dei due principi
jing e qi . Se nella tradizione alchemica occidentale il riferimento è
alla antica tradizione metallurgica e alla capacità di trasformare
il metallo vile in oro, nella tradizione alchemica taoista la trasformazione
riguarda processi fisiologici del corpo umano. Il metodo esposto nel nostro
trattato ricorre a tre principi:
l'acqua seminale
il fuoco dello spirito
la terra dei pensieri
L'acqua
si manifesta nel jing principio umido che risiede nei reni (yin), il fuoco
dello spirito si manifesta nel qi (principio igneo-yang). Il prodotto della
loro interazione è il sale (tan) o solfuro di mercurio cinabro. Questa
terra tan è definita sia come il luogo del loro incontro sia come
il loro prodotto. Il solfuro di mercurio o cinabro è visto come oro
puro. Quando è raggiunto il cinabro, l'oro alchemico il corpo è
come legna secca, il cuore come cenere spenta, che uscendo dall'essere e
rientrando nel non essere torna alla vuota infinità?senza principio
e senza fine?senza passato e senza futuro..la coscienza si dissolve in contemplazione.
L'unità di coscienza e vita è il tao, il cui simbolo è
la luce bianca o il fiore d'oro (analoga a quella del Bardo Todol o libro
tibetano dei morti). Questa luce dimora nel pollice quadrato presente tra
gli occhi e si arriva a contattarla nel momento in cui riusciamo ad invertire
la direzione dell'energia. Stiamo parlando di un processo di autoconoscenza
mediante una incubazione di se stessi. Una analoga rappresentazione archetipica
dell'essere umano perfetto è quella dell'uomo platonico completamente
sferico, che unifica in sé anche i due sessi. Durante questa esperienza
le sensazioni corporee scompaiono e ciò indica che la nostra attenzione
viene ritirata ed impiegata a rafforzare la chiarezza della coscienza. Il
fenomeno è di regola spontaneo, sopraggiunge e scompare autonomamente.
La realtà appare con un significato diverso, l'uomo ha l'impressione
di saper conferire senso alla realtà nelle sue molteplici contraddizioni?.questa
esperienza ricorda quella del sé per la psicologia Junghiana e le
esperienze di vetta della psicologia transpersonale.
Qual è
l'atteggiamento per realizzare il fiore d'oro?
Che cosa
hanno fatto i maestri per provocare questo processo alchemico? Il maestro
Lu Tzu insegna a non fare (concetto di Wu - Wei) poiché la luce circola
secondo le sue leggi. E' la legge del non fare alla base della pratica taoista,
è l'abbandonarsi alla pratica ed alla vita come troviamo anche in
maestro Echart il quale affermava che bisogna essere psichicamente in grado
di lasciare accadere. Ed è proprio questa speciale attitudine dello
spirito che insegna il taoismo, l'abbandonarsi con fiducia alla vita diventando
vuoti e senza scopo, come cenere spenta. Ciò tuttavia richiede tempo
e forse proprio a questa consapevolezza legata al tempo necessario si è
sviluppato tutto un filone di studi volto a prolungare la vita, non per un
narcisistico sogno di immortalità, ma al contrario in conseguenza
dell'umile riflessione che per costruire e coltivare un'anima a volte non
sono sufficienti molte vite.
Ma questa
è un'altra storia?.
Questo scritto è dedicato
alla memoria del Dott. Stefano Galizia studioso e maestro del pensiero taoista
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