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REIKI
SISTEMA
USUI PER LA GUARIGIONE NATURALE
Barbara
Quaranta
Riscoperto
verso la fine dell’800 da un monaco giapponese, Mikao Usui,
il REIKI spesso presentato come una semplice tecnica di
guarigione naturale, è in realtà una filosofia di vita e
un’arte di profonda guarigione olistica. Spesso la moda
New Age ha banalizzato quest’arte terapeutica non
considerando minimamente la profondità di guarigione, di
crescita personale, di spiritualità e di espansione di
coscienza che questa produce. Ciò che mi propongo di
presentare, in questo articolo è la mia visione e la mia
esperienza acquisita nell’arco di dieci anni di lavoro con
l’energia del REIKI.
CHE
COSA E’ IL REIKI
REIKI
è una parola Giapponese che sta ad indicare la connessione
di REI, l’energia vitale universale, e KI l’espressione
individuale di questa energia. REI in Giapponese significa
“essenza spirituale”, l’anima per i Cristiani.
L’ideogramma che lo identifica rappresenta la
“pioggia” che scende dal cielo esprimendo la sua origine
cosmica e spirituale. KI è l’energia originale presente
in ogni essere vivente,
è la forza vitale contenuta all’interno e il suo
significato è spirito, materia, energia. Il KI come forma rappresentativa è il
vapore che fa esplodere il chicco di riso, è l’elemento
immateriale che agisce sul materiale. L’ideogramma
REIKI è l’energia nel suo aspetto primordiale,
assoluto non dualistico.
La
connessione tra REI e KI, ottenuta mediante delle cerimonie
di iniziazione sacre e segrete, produce un’energia
incondizionata, illimitata, potente e dolce al tempo stesso.
E’ un’energia di
origine spirituale che
produce una profonda guarigione a livello fisico, mentale ed
emozionale creando armonia e amore per ristabilire
quell’unità interiore che viene percepita come un
“ritorno a casa”.
Questa
energia d’amore
incondizionato che viene catalizzata
attraverso le quattro cerimonie di iniziazione nel
corso del seminario, fluisce nel corpo per essere trasmessa con l’imposizione
delle mani, attivando la naturale predisposizione del corpo a guarire se stesso. L’energia scorre in profondità
laddove nasce la
malattia, e giunge a ristabilire un equilibrio naturale
attivandosi su quelli che possono essere blocchi emozionali
e aspetti traumatici della nostra vita.
REIKI
deve essere considerato come un’arte olistica di
armonizzazione energetica ,che equilibria le energie del
corpo, scioglie i blocchi, e ristabilisce il funzionamento
degli organi; inoltre purifica l’organismo permettendo
l’eliminazione delle tossine dando vitalità al corpo e
allo spirito.
Mediante
la pratica del Reiki si
può ricevere un’accelerazione della guarigione o della
prevenzione delle malattie in quanto il sistema immunitario
riceve una forte stimolazione. Il Reiki agisce inoltre sulle
ghiandole ,sui plessi nervosi,
sui chakra, (centri energetici e di coscienza) e sui
cinque elementi che sono il principio della nostra vita.
REIKI
porta una profonda consapevolezza che ci consente di
comprendere la causa della malattia e del dolore e
contribuisce a rendere
la persona libera di comprendere
se stessa. Esso rafforza il coraggio, la forza e la
determinazione per trasformare situazioni bloccate nella
nostra esperienza personale. In questo modo aumenta
nell’individuo la capacità di assumersi la
responsabilità della propria esistenza modificandola
in positivo, con una sorta di
evoluzione psicologica. Ovviamente il REIKI non
pretende di sostituire la medicina, ma ne
può essere un valido supporto.
Al
REIKI ci si avvicina per ottenere una guarigione fisica o
emozionale, per crescita personale o spirituale, si apprende
con una facilità sorprendente e i risultati sono immediati
e definitivi. Ciò che lo rende differente da ogni altra
tecnica di guarigione è la semplicità di apprendimento e
il procedimento di attivazione energetica che non aggiunge
alle persone alcun merito personale ma apre la porta a una
innata predisposizione che era stata perduta.
Riguardo
al REIKI è importante adottare il termine “canale
d’Energia”, nel senso che nel momento in cui una persona
è stata iniziata diventa un canale libero e puro di
passaggio di energia. L’energia fluisce attraverso il
corpo del praticante (che diventa esso stesso ricevente) per
essere trasmessa attraverso l’imposizione delle mani. La
persona che trasmette REIKI attinge automaticamente da
questa fonte di vita e questo gli permette di sentirsi
rilassato e nel contempo rigenerato. Essere “canali “
significa dunque lasciar andare il nostro ego, con le sue
aspettative. Ne consegue che anche i conflitti tendono a risolversi nel
desiderio e la raggiunta capacità di affidarsi
completamente con fiducia alla fonte di vita universale.
L’essere “canali” è una modalità di connessione con
gli altri esseri viventi, capace di
ristabilire un
contatto empatico profondo, dove l’assenza del giudizio
permette di sperimentare l’amore e la compassione.
ENERGIA,
EMOZIONI E GUARIGIONE
Quando
l’energia universale e l’energia individuale diventano
un’unità danno origine alla guarigione intesa in senso
globale e olistico del termine ovvero la danza circolare di
mente corpo e spirito.
Gli
elementi costitutivi della vita sono simili a quelli della
materia e della luce, perché tutti formati da atomi e
quindi da energia. Siccome l’energia si presenta sotto
forma di radiazioni possiamo pensare che esiste una
frequenza vibrazionale di fondo che accomuna gli esseri
umani.
Gli
esseri viventi hanno una loro forma vibrazionale e quindi
ogni emozione è pura energia.
Noi
esseri viventi siamo energia e ognuno di noi ha una sua
frequenza vibrazionale, una sua energia per cui
ogni nostra emozione è pura energia.
Nella
nostra esistenza abbiamo imparato che le nostre emozioni
“negative” non vanno generalmente
espresse, ad esempio ai bambini si insegnava che il
pianto è cosa
da femminucce e che
la paura appartiene solo ai deboli e va combattuta. Da qui
l’insegnamento della repressione delle emozioni, ma nel
momento in cui si reprimono le emozioni “negative”
automaticamente neghiamo anche quelle
“positive”. Ed ecco che troveremo
persone che non riescono a vivere la gioia, la
tenerezza, ,il coraggio e che non riusciranno mai a vivere
l’amore per se stessi e il senso di gratitudine per tutto
quello che la vita ci dona.
Le
emozioni in se stesse non possono essere definite né
negative né positive, sono solo emozioni ovvero una forma
molto potente di energia. Basti pensare a una esplosone di
rabbia, quanta potenza ed energia! Immaginiamo solo per un
momento di contenerla e di bloccarla nel nostro corpo, dove
potrà sfociare, dove potrà dare libero sfogo a tutta
questa potenza?
Ecco
che il nostro corpo trova solo una possibilità
per dare libero sfogo
a questa energia, attraverso la somatizzazione della
malattia. E’ solo ascoltando il nostro corpo, le nostre
sensazioni, attraverso il contatto cinestetico che noi
possiamo andare verso la guarigione globale. Il nostro corpo
è una mappa dettagliata dove stanno scritte tutte le nostre
esperienze più o meno dolorose ed è un mappamondo che
ingloba tutte le emozioni vissute dalla vita intrauterina
sino ad oggi. REIKI riporta alla coscienza le esperienze
vissute, donando la capacità di interpretarle
in una forma differente ovvero, con una lucida e
profonda consapevolezza
al posto della rimozione delle emozioni.
Una
mia allieva condivideva che dopo aver ricevuto REIKI aveva
ricominciato a vivere le emozioni come quando era bambina
con la stessa intensità ma anche con lo stesso piacere, con
il grande risultato che la sua insonnia della quale ella
soffriva da quando era in fasce era scomparsa.
Attraverso
il trattamento, con l’imposizione delle nostre mani sul
corpo e su gli organi, su noi stessi o su gli altri abbiamo
la possibilità di integrare emozioni, sensazioni o ricordi
dolorosi dolcemente e in modo definitivo giungendo alla
guarigione.
E’
con il contatto, con il tocco amorevole delle nostra mani
attraverso il fluire morbido dell’energia del REIKI, che
possiamo entrare in connessione con le emozioni, con il
corpo fisico e con il sé, espandendo la nostra coscienza.
Nel
momento stesso in cui guariscono le emozioni vi è la
risoluzione della malattia.
L’approccio
con la malattia cambia, questa diventa un’amica da
ascoltare e non una nemica da combattere. La
malattia indica
all’uomo che nella sua coscienza non c’è più armonia e
questa perdita
di equilibrio interiore viene espressa attraverso il
sintomo. Il sintomo è quello che offre la possibilità di
ascoltare i segnali del corpo e messaggi profondi che ci
invia, ed è importante la sua totale accettazione e
accoglienza uniti alla consapevolizzazione di quello ci sta
trasmettendo. REIKI è prendere coscienza di sé. REIKI, ci
pone in contatto con il nostro corpo fluendo
ininterrottamente in ogni cellula, ascoltandolo, mettendoci
in sintonia con esso lasciando all’unità raggiunta di
emozioni e corporeità a guidarci. La malattia riporta
l’essere umano alla verità e all’equilibrio
ristabilendo un’unione antica. Non si può affrontare il
concetto di guarigione senza affrontare
il tema della polarità che segue l’uomo dal
momento della sua nascita, nell’istante in cui si
interrompe il rapporto simbiotico con la madre vissuto
nell’utero. Nel momento della nascita in cui l’uomo
diventa Io, automaticamente si crea anche
un Tu, ciòè la polarità. Così per tutto il resto
dell’esistenza l’essere umano sarà legato al mondo
degli opposti: interno-esterno, bene-male, luce-ombra,
maschile-femminile etc., non potendo assolutamente percepire
forme di unione.
Ma
nel momento in cui percepiamo che dentro di noi vive un
Universo composto dal tutto, dalla rabbia così come dalla
dolcezza ,dalla paura come dal coraggio, dal dolore e dalla
gioia, allora possiamo accettare tutto questo con
gratitudine. Si entra nell’unità che tutto abbraccia dove
non esiste né tempo né spazio dove il tutto e il nulla
diventano una cosa sola. L’energia del REIKI come il
morbido ma eterno alternarsi delle onde nel mare entrando in
noi muta e arrotonda la visione interiore della dualità e,
lentamente attimo dopo attimo, come onda dopo onda ci
accompagna alla comprensione di unità, compassione e amore.
LA
STORIA DEL REIKI
La
storia del REIKI è stata tramandata oralmente da insegnante
ad allievo. Questa è la storia come è giunta a me e ad
altri.
Il
fondatore del REIKI è il Dottor Mikao Usui, che verso la
fino dell’800 era rettore di una piccola Università
Cristiana a Kyoto, la Doshisha University ed anche un
sacerdote cristiano.
Una
domenica durante una funzione un suo studente gli chiese se
egli credeva agli insegnamenti della Bibbia e in special
modo alle guarigioni e ai miracoli operati da Cristo. Usui
confermò allo studente la sua fede nella Bibbia e nella
parola dei Vangeli, ma
si era insinuata in lui la volontà di dare una risposta
esauriente e la prova che tutto ciò in cui lui credeva
corrispondeva alla verità.
Quindi
il giorno successivo il Dottor Usui si dimise da Rettore e
partì per gli Stati Uniti, a Chicago, dove si iscrisse
all’Università di Teologia conseguendo il dottorato in
Sacre Scritture e dedicandosi alla ricerca di come Gesù e i
suoi discepoli avevano operato guarigioni. Nei
sette anni di permanenza in
America, i suoi
studi continuarono attraverso lo studio dell’induismo, del
buddismo e delle altre religioni del mondo.
Successivamente decise di far rientro in Giappone per
approfondire i suoi studi sul Buddha (anche ad esso
infatti veniva attribuito il potere della guarigione ), con
la speranza di scoprire come poter operare guarigioni. Iniziò
quindi a visitare i templi e i monasteri Buddhisti presenti
a Nara, che era la sede principale e a Kioto. In un tempio
Zen di Kioto , che possedeva la più grande biblioteca
buddhista del Giappone dove il Dottor Usui rimase per
parecchi anni studiando anche le lingue antiche tra cui il
sanscrito, egli trovò finalmente ciò che cercava. In uno
scritto che risaliva al 2.500 a.c. stilato da un ignoto
discepolo del Buddha mentre questi parlava, il Dottor Usui
trovò le formule, i simboli e la descrizione di come
venivano operate le guarigioni.
Tuttavia
questo non era sufficiente poiché egli non aveva il potere
di guarire. Decise quindi dietro suggerimento di un amico
abate di ritirarsi per ventuno giorni in meditazione e in
digiuno su una montagna
sacra alla ricerca della visione che gli poteva
trasmettere la chiarezza definitiva. Giunto sul monte
Kurayama si sedette in posizione meditativa ponendo ventuno
sassolini davanti a sé ed ogni giorno all’alba ne gettava
via uno. Lesse i Sutra, cantò, meditò, finchè alle prime
ore del ventunesimo giorno il Dottor Usui ebbe la visione di
un raggio di
luce che ad una velocità enorme giungeva verso di lui.
Impaurito ma allo steso tempo eccitato e gioioso non si
mosse e nell’istante in cui fu
colpito dalla luce al centro della fronte cadde.
Rimase a lungo in uno stato di trance in cui, in rapida
successione gli apparvero sotto forma di sfere colorate i
simboli che aveva scoperto nei suoi anni di ricerche e la
comprensione del loro significato e di come dovevano essere
usati.
I
simboli dorati ardevano
e si imprimevano nella sua memoria. Risvegliatosi, il Dottor
Usui non sentiva
più la stanchezza, la fame e l’indolenzimento avvertito
negli ultimi giorni di meditazione e pieno di energia si
incamminò sulla via del ritorno. Scendendo dalla montagna
inciampò in una pietra urtò il piede e si ferì
l’alluce, istintivamente prese il dito tra le mani e dopo
qualche istante il dolore scomparve e il sangue cessò di
scorrere. In una locanda ai piedi della montagna dove si
fermò per sfamarsi, Usui incontrò la figlia del
proprietario affetta da un
forte mal di denti, egli chiese il permesso di
prendere le sue guance tra le mani e dopo pochi minuti il
dolore scomparve. Con la certezza di avere il dono della
guarigione nelle sue mani pensò di non poterlo più tenere
per sé e si recò quindi presso un campo di mendicanti
cominciando a guarire gli ammalati e
mettendo le persone giovani e forti in grado di aver
un lavoro. Si accorse però che quelli che lui aveva guarito
e aiutato tornavano al campo e
nelle stesse condizioni in cui li aveva trovati e
quando domandava loro
il perché si sentiva rispondere che preferivano il
loro vecchio modo di vivere.
Il
Dottor Usui ebbe un grande insegnamento dai mendicanti e cioè
che il dono che avevano ricevuto valeva quanto lo avevano
pagato cioè nulla. Decise quindi
di abbandonare il campo e di dare la responsabilità
totale della propria guarigione e della propria vita alle
persone.
Viaggiando
per il Giappone il Dottor Usui cominciò ad insegnare a chi
realmente lo desiderava come curare il proprio corpo fisico
mediante l’imposizione
delle mani, e trasmettendo i
Principi del REIKI
per aiutarli a guarire i propri
pensieri.
Uno
dei suoi studenti, il
Dottor Chujiro Hayashi, comandante della Marina Imperiale in
congedo, cercava
una via per aiutare gli altri, lo seguì e si coinvolse
profondamente nella pratica del REIKI tanto che quando Usui,
sentì che la sua vita era prossima alla fine
lo designò come Maestro del REIKI
e lo incaricò di tramandare i suoi insegnamenti
conservandone intatta l’essenza. Il dottor Hayashi fondò
a Tokio una clinica dove le persone venivano curate
esclusivamente con il sistema di Usui. Nel 1935 giunse alla
clinica di Hayashi una giovane donna, Hawayo Takata perché
affetta da un tumore. Si sottopose ai trattamenti per alcuni
mesi e al termine della cura il tumore era scomparso. Ella
chiese quindi di essere ammessa allo studio del REIKI
e quando terminò il tirocinio di un anno, Takata fece
ritorno nelle Hawaii con le sue figlie
e con il dono del REIKI
riscuotendo un enorme successo. Nel febbraio del 1938
Takata fu iniziata come Maestra del Sistema Usui per la
Guarigione Naturale e fu la tredicesima maestra iniziata da
Hayashi.
Nel
1940 con il presentimento di una guerra imminente non
potendo conciliare l’essere maestro e il dover servire la
Patria, Hayashi decise di lasciare spontaneamente il suo
corpo e riconobbe la Signora Takata come suo successore.
Takata introdusse il REIKI
nel Mondo Occidentale dimostrando un grande impegno
durante tutta la
sua vita. Ella iniziò ventidue maestri domandando loro di
rispettare alla sua morte, avvenuta nel Dicembre 1980, la
leadership della nipote Phyllis Lei Furumoto, attuale Grand
Master.
Phyllis
Lei Furumoto dall’1988 ha dato la possibilità ai maestri
di iniziare altri maestri e da quel momento Reiki si è
diffuso in tutto il mondo nelle più svariate forme.
Restando
fedele alla forma dei suoi predecessori e rispettando
i principi etici della Signora Takata, Phyllis Lei
Furumoto ha fondato la REIKI –ALLIANCE
che è l’associazione più tradizionalista a
livello mondiale.
LE
INIZIAZIONI E I LIVELLI DEL REIKI
I
livelli di conoscenza del REIKI sono tre: primo, secondo e
terzo (che è il livello del Master), che vengono suddivisi
in tre fasi perché
potrebbe essere disequilibrante
essere attivati ad un livello energetico così potente e in
modo simultaneo. Le iniziazioni espandono il livello
energetico e vibrazionale ed è importante assorbirle
gradualmente. Il primo livello (Sho den) si ottiene seguendo
un seminario che generalmente si svolge in due giornate e
che prevede le quattro
cerimonie di iniziazione,
l’insegnamento del trattamento veloce, di base, dell’ autotrattamento, nozioni
sull’energia ,sulla malattia e lo scambio del trattamento
veloce. Infatti già dalla prima cerimonia di iniziazione,
in quanto si è connessi con l’energia, si può
trasmettere REIKI cominciando a percepire variazioni di
temperatura e di energia sia nelle proprie mani che sul
corpo del ricevente. Nella seconda giornata si ricevono la
terza e la quarta iniziazione si scambia il trattamento di
base, si sperimenta l’autotrattamento e
si insegnano altre
possibilità di utilizzo del REIKI
come il trattamento agli animali, alle piante, ai
medicinali (per eliminare gli effetti collaterali), ai
bambini, al cibo etc.
Viene
inoltre insegnato a trasmettere REIKI
alla Terra collegandosi alle ore 18 di tutte le
domeniche. Inviare REIKI al nostro Pianeta ci da la
possibilità di sperimentare ad un livello sottile ed
intenso l’unione con essa, ed è una connessione di pace e
armonia con tutti gli esseri e le forme viventi.
Durante
lo svolgimento delle due giornate del seminario si può
avere una eliminazione delle tossine e si possono avere
delle sensazioni di profondo rilassamento e di pace
interiore. Al termine del seminario di primo livello viene
consigliato di scambiare quattro trattamenti consecutivi e
ventuno giorni di autotrattamento, questo per stabilizzare
il nuovo livello energetico. Solitamente si chiede ai
partecipanti di mantenere un contatto con il proprio maestro
per poter condividere le proprie esperienze ed eventuali
problemi. Alcuni maestri costituiscono gruppi dove
ci si può incontrare per scambiare trattamenti e
condividere le proprie esperienze.
Dopo
aver praticato REIKI almeno per un paio di mesi si può
accedere al secondo livello, (Sho den), e questo avviene
quando una persona si sente interiormente pronta a
impegnarsi nella pratica del REIKI e ad accedere ad uno
stadio interiore più
profondo. Con il secondo livello, vengono trasmessi i
simboli che verranno utilizzati per il potenziamento
dell’energia, il trattamento
mentale, a
distanza e nel
tempo, per le situazioni e la purificazione energetica degli
ambienti. I simboli sono dei veri e propri archetipi
universali, grazie alla loro conoscenza il Dottor Usui ebbe
la possibilità di entrare nella diretta connessione con
l’Energia Universale per poterla successivamente
trasmettere.
L’insegnamento
e l’uso dei simboli avviene nello svolgimento di un
seminario anch’esso di due giornate attraverso una
cerimonia di iniziazione. La loro essenza è sacra e
profonda ed è per questo che sono trasmessi in forma orale
e segreta e la conoscenza grafica dei simboli non ha alcun
valore se non vi è l'attivazione. Takata asseriva che: “I
simboli si tracciano con il corpo, si visualizzano con la
mente e si pronunciano con la spirito”.
Il trattamento a distanza può essere inviato nel
presente e nel futuro sia per guarigione fisica che
per situazioni e nel passato, questo per dare
guarigione ad eventi trascorsi che possono influire
negativamente nella vita attuale. Personalmente ho istituito
un servizio di REIKI a distanza con la partecipazione di una
cinquantina di persone ottenendo nel corso di tre anni dei
risultati ottimi e sorprendenti soprattutto con bambini,
malati terminali o in coma e interventi chirurgici o parti.
I
simboli del REIKI sono quattro i primi tre vengono trasmessi
con il secondo livello
e danno la possibilità
di operare sul
piano fisico (con il1°),mentale
(con il 2°), e oltre i limiti spazio-tempo (con il 3°)
agendo ad un livello più profondo.
Il
quarto simbolo è quello che viene utilizzato e insegnato
nel terzo livello, che è il grado dei Maestri, e per le
cerimonie di attivazione energetica e corrisponde al piano
profondo della coscienza. Al Terzo livello si può accedere
dopo un’adeguata preparazione e in tempi prestabiliti
dal maestro ed è una scelta di vita importante. Per
me la scelta dell’insegnamento è dedicare la propria
esistenza alla crescita
interiore e spirituale,
nutrendo l’integrità, la verità, l’amore e la
compassione in se stessi e negli altri.
RIFLESSIONI
SUL REIKI
La
grande popolarità che REIKI ha ottenuto nel corso degli
ultimi anni secondo il mio punto di vista è imputabile alla
sua efficacia e alla sua semplicità da un lato ma anche
perchè ristabilisce il contatto umano. Oggi viviamo in un
epoca dove spesso i sentimenti, le emozioni, la connessione
con gli altri esseri umani vengono dimenticati.
Apparentemente siamo nell’era delle comunicazioni, usiamo
Internet , cellulari, televisione etc. senza renderci conto
che questi, se utilizzati in forma distorta,
sono i più grossi repressori
delle nostre emozioni. In realtà quelli che vengono
a mancare sono i veri contatti, l’abbraccio, il tocco e la
carezza, lo sguardo, il dialogo con le persone che amiamo ma
anche con “l’uomo della strada”.
REIKI
ha ristabilito per le persone che lo hanno ricevuto la gioia
del sentire profondo attraverso le proprie mani e il proprio
cuore con la consapevolezza che non c’è separazione tra
“me e te” che siamo una cosa sola e che siamo su questo
pianeta per conoscere ed
errare.
Il
mio augurio è che nel prossimo futuro si possa utilizzare
REIKI negli
ospedali, nei ricoveri per anziani, tra i disabili e in
qualsiasi posto dove ci sia la necessità di una guarigione
olistica, senza venire derisi o guardati come stregoni, e
che la medicina allopatica e naturale abbiano la possibilità
di integrarsi.
Crescendo
con REIKI si contribuisce all’equilibrio e all’armonia
di se stessi e del mondo.
REIKI
è il dono di noi a noi stessi.
Bibliografia:
Fran Brown – Reiki : gli insegnamenti originali di Takata
– ed. Amrita
Patrice Gros – Reiki dello spirito – ed. Armenia
Thorwald Dethlefsen – Malattia e destino – ed.
Mediterranee
Fritjof Capra – Il tao della fisica – ed. Adelphi
BARBARA
QUARANTA Master Reiki del Sistema Usui Shiki Ryoho ed
insegnante di tecniche olistiche.
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