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Anno IV

Numero I

Gennaio - marzo 2000

 

REIKI

SISTEMA USUI PER LA GUARIGIONE NATURALE

 

Barbara Quaranta

Riscoperto verso la fine dell’800 da un monaco giapponese, Mikao Usui, il REIKI spesso presentato come una semplice tecnica di guarigione naturale, è in realtà una filosofia di vita e un’arte di profonda guarigione olistica. Spesso la moda New Age ha banalizzato quest’arte terapeutica non considerando minimamente la profondità di guarigione, di crescita personale, di spiritualità e di espansione di coscienza che questa produce. Ciò che mi propongo di presentare, in questo articolo è la mia visione e la mia esperienza acquisita nell’arco di dieci anni di lavoro con l’energia del  REIKI.

CHE COSA E’ IL REIKI

REIKI è una parola Giapponese che sta ad indicare la connessione di REI, l’energia vitale universale, e KI l’espressione individuale di questa energia. REI in Giapponese significa “essenza spirituale”, l’anima per i Cristiani. L’ideogramma che lo identifica rappresenta la “pioggia” che scende dal cielo esprimendo la sua origine cosmica e spirituale. KI è l’energia originale presente in ogni essere  vivente, è la forza vitale contenuta all’interno e il suo significato è spirito,  materia, energia. Il KI come forma rappresentativa è il vapore che fa esplodere il chicco di riso, è l’elemento immateriale che agisce sul materiale. L’ideogramma  REIKI è l’energia nel suo aspetto primordiale, assoluto non dualistico.

La connessione tra REI e KI, ottenuta mediante delle cerimonie di iniziazione sacre e segrete, produce un’energia incondizionata, illimitata, potente e dolce al tempo stesso. E’ un’energia  di origine spirituale  che produce una profonda guarigione a livello fisico, mentale ed emozionale creando armonia e amore per ristabilire quell’unità interiore che viene percepita come un “ritorno a casa”.

Questa energia  d’amore incondizionato che viene catalizzata  attraverso le quattro cerimonie di iniziazione nel corso del seminario,  fluisce nel corpo per essere trasmessa con l’imposizione delle mani, attivando la naturale predisposizione del corpo  a guarire se stesso. L’energia scorre in profondità laddove nasce  la malattia, e giunge a ristabilire un equilibrio naturale attivandosi su quelli che possono essere blocchi emozionali  e aspetti traumatici della nostra vita.

REIKI deve essere considerato come un’arte olistica di armonizzazione energetica ,che equilibria le energie del corpo, scioglie i blocchi, e ristabilisce il funzionamento degli organi; inoltre purifica l’organismo permettendo l’eliminazione delle tossine dando vitalità al corpo e allo spirito.

Mediante la pratica del Reiki  si può ricevere un’accelerazione della guarigione o della prevenzione delle malattie in quanto il sistema immunitario riceve una forte stimolazione. Il Reiki agisce inoltre sulle ghiandole ,sui plessi nervosi,  sui chakra, (centri energetici e di coscienza) e sui cinque elementi che sono il principio della nostra vita.

REIKI  porta una profonda consapevolezza che ci consente di comprendere la causa della malattia e del dolore e contribuisce a  rendere la persona libera di comprendere  se stessa. Esso rafforza il coraggio, la forza e la determinazione per trasformare situazioni bloccate nella nostra esperienza personale. In questo modo aumenta nell’individuo la capacità di assumersi la  responsabilità della propria esistenza modificandola in positivo, con una sorta di  evoluzione psicologica. Ovviamente il REIKI non pretende di sostituire la medicina, ma ne  può essere un valido supporto.

Al REIKI ci si avvicina per ottenere una guarigione fisica o emozionale, per crescita personale o spirituale, si apprende con una facilità sorprendente e i risultati sono immediati e definitivi. Ciò che lo rende differente da ogni altra tecnica di guarigione è la semplicità di apprendimento e il procedimento di attivazione energetica che non aggiunge alle persone alcun merito personale ma apre la porta a una innata predisposizione che era stata perduta.

Riguardo al REIKI è importante adottare il termine “canale d’Energia”, nel senso che nel momento in cui una persona è stata iniziata diventa un canale libero e puro di passaggio di energia. L’energia fluisce attraverso il corpo del praticante (che diventa esso stesso ricevente) per essere trasmessa attraverso l’imposizione delle mani. La persona che trasmette REIKI attinge automaticamente da questa fonte di vita e questo gli permette di sentirsi rilassato e nel contempo rigenerato. Essere “canali “ significa dunque lasciar andare il nostro ego, con le sue  aspettative.  Ne consegue che anche i conflitti tendono a risolversi nel desiderio e la raggiunta capacità di affidarsi completamente con fiducia alla fonte di vita universale. L’essere “canali” è una modalità di connessione con gli altri esseri viventi, capace di  ristabilire  un contatto empatico profondo, dove l’assenza del giudizio permette di sperimentare l’amore e la compassione.

ENERGIA, EMOZIONI E GUARIGIONE

Quando l’energia universale e l’energia individuale diventano un’unità danno origine alla guarigione intesa in senso globale e olistico del termine ovvero la danza circolare di mente corpo e spirito.

Gli elementi costitutivi della vita sono simili a quelli della materia e della luce, perché tutti formati da atomi e quindi da energia. Siccome l’energia si presenta sotto forma di radiazioni possiamo pensare che esiste una frequenza vibrazionale di fondo che accomuna gli esseri umani.

Gli esseri viventi hanno una loro forma vibrazionale e quindi ogni emozione è pura energia.

 Noi esseri viventi siamo energia e ognuno di noi ha una sua frequenza vibrazionale, una sua energia per cui  ogni nostra emozione è pura energia.

Nella nostra esistenza abbiamo imparato che le nostre emozioni “negative” non vanno generalmente  espresse, ad esempio ai bambini si insegnava che il pianto è  cosa da femminucce e  che la paura appartiene solo ai deboli e va combattuta. Da qui l’insegnamento della repressione delle emozioni, ma nel momento in cui si reprimono le emozioni “negative” automaticamente neghiamo anche quelle  “positive”. Ed ecco che troveremo  persone che non riescono a vivere la gioia, la tenerezza, ,il coraggio e che non riusciranno mai a vivere l’amore per se stessi e il senso di gratitudine per tutto quello che la vita ci dona.

Le emozioni in se stesse non possono essere definite né negative né positive, sono solo emozioni ovvero una forma molto potente di energia. Basti pensare a una esplosone di rabbia, quanta potenza ed energia! Immaginiamo solo per un momento di contenerla e di bloccarla nel nostro corpo, dove potrà sfociare, dove potrà dare libero sfogo a tutta questa potenza?

Ecco che il nostro corpo trova solo una possibilità  per dare libero sfogo  a questa energia, attraverso la somatizzazione della malattia. E’ solo ascoltando il nostro corpo, le nostre sensazioni, attraverso il contatto cinestetico che noi possiamo andare verso la guarigione globale. Il nostro corpo è una mappa dettagliata dove stanno scritte tutte le nostre esperienze più o meno dolorose ed è un mappamondo che ingloba tutte le emozioni vissute dalla vita intrauterina sino ad oggi. REIKI riporta alla coscienza le esperienze vissute, donando la capacità di interpretarle  in una forma differente ovvero, con una lucida e profonda  consapevolezza al posto della rimozione delle emozioni.

Una mia allieva condivideva che dopo aver ricevuto REIKI aveva ricominciato a vivere le emozioni come quando era bambina con la stessa intensità ma anche con lo stesso piacere, con il grande risultato che la sua insonnia della quale ella soffriva da quando era in fasce era scomparsa.

Attraverso il trattamento, con l’imposizione delle nostre mani sul corpo e su gli organi, su noi stessi o su gli altri abbiamo la possibilità di integrare emozioni, sensazioni o ricordi dolorosi dolcemente e in modo definitivo giungendo alla guarigione.

E’ con il contatto, con il tocco amorevole delle nostra mani attraverso il fluire morbido dell’energia del REIKI, che possiamo entrare in connessione con le emozioni, con il corpo fisico e con il sé, espandendo la nostra coscienza.

Nel momento stesso in cui guariscono le emozioni vi è la risoluzione della malattia.

L’approccio con la malattia cambia, questa diventa un’amica da ascoltare e non una nemica da combattere. La  malattia   indica all’uomo che nella sua coscienza non c’è più armonia e questa  perdita di equilibrio interiore viene espressa attraverso il sintomo. Il sintomo è quello che offre la possibilità di ascoltare i segnali del corpo e messaggi profondi che ci invia, ed è importante la sua totale accettazione e accoglienza uniti alla consapevolizzazione di quello ci sta trasmettendo. REIKI è prendere coscienza di sé. REIKI, ci pone in contatto con il nostro corpo fluendo ininterrottamente in ogni cellula, ascoltandolo, mettendoci in sintonia con esso lasciando all’unità raggiunta di emozioni e corporeità a guidarci. La malattia riporta l’essere umano alla verità e all’equilibrio ristabilendo un’unione antica. Non si può affrontare il concetto di guarigione senza affrontare  il tema della polarità che segue l’uomo dal momento della sua nascita, nell’istante in cui si interrompe il rapporto simbiotico con la madre vissuto nell’utero. Nel momento della nascita in cui l’uomo diventa Io, automaticamente si crea anche  un Tu, ciòè la polarità. Così per tutto il resto dell’esistenza l’essere umano sarà legato al mondo degli opposti: interno-esterno, bene-male, luce-ombra, maschile-femminile etc., non potendo assolutamente percepire forme di unione.

 Ma nel momento in cui percepiamo che dentro di noi vive un Universo composto dal tutto, dalla rabbia così come dalla dolcezza ,dalla paura come dal coraggio, dal dolore e dalla gioia, allora possiamo accettare tutto questo con gratitudine. Si entra nell’unità che tutto abbraccia dove non esiste né tempo né spazio dove il tutto e il nulla diventano una cosa sola. L’energia del REIKI come il morbido ma eterno alternarsi delle onde nel mare entrando in noi muta e arrotonda la visione interiore della dualità e, lentamente attimo dopo attimo, come onda dopo onda ci accompagna alla comprensione di unità, compassione e amore.

LA STORIA DEL REIKI

La storia del REIKI è stata tramandata oralmente da insegnante ad allievo. Questa è la storia come è giunta a me e ad altri.

Il fondatore del REIKI è il Dottor Mikao Usui, che verso la fino dell’800 era rettore di una piccola Università Cristiana a Kyoto, la Doshisha University ed anche un sacerdote cristiano.

Una domenica durante una funzione un suo studente gli chiese se egli credeva agli insegnamenti della Bibbia e in special modo alle guarigioni e ai miracoli operati da Cristo. Usui confermò allo studente la sua fede nella Bibbia e nella parola dei Vangeli,  ma si era insinuata in lui la volontà di dare una risposta esauriente e la prova che tutto ciò in cui lui credeva corrispondeva alla verità.

Quindi il giorno successivo il Dottor Usui si dimise da Rettore e partì per gli Stati Uniti, a Chicago, dove si iscrisse all’Università di Teologia conseguendo il dottorato in Sacre Scritture e dedicandosi alla ricerca di come Gesù e i suoi discepoli avevano operato guarigioni. Nei  sette anni di permanenza in  America, i  suoi studi continuarono attraverso lo studio dell’induismo, del  buddismo e delle altre religioni del mondo. Successivamente decise di far rientro in Giappone per  approfondire i suoi studi sul Buddha (anche ad esso infatti veniva attribuito il potere della guarigione ), con la speranza di scoprire come poter operare guarigioni. Iniziò quindi a visitare i templi e i monasteri Buddhisti presenti a Nara, che era la sede principale e a Kioto. In un tempio Zen di Kioto , che possedeva la più grande biblioteca buddhista del Giappone dove il Dottor Usui rimase per parecchi anni studiando anche le lingue antiche tra cui il sanscrito, egli trovò finalmente ciò che cercava. In uno scritto che risaliva al 2.500 a.c. stilato da un ignoto discepolo del Buddha mentre questi parlava, il Dottor Usui trovò le formule, i simboli e la descrizione di come venivano operate le guarigioni.

Tuttavia questo non era sufficiente poiché egli non aveva il potere di guarire. Decise quindi dietro suggerimento di un amico abate di ritirarsi per ventuno giorni in meditazione e in digiuno su una montagna  sacra alla ricerca della visione che gli poteva trasmettere la chiarezza definitiva. Giunto sul monte Kurayama si sedette in posizione meditativa ponendo ventuno sassolini davanti a sé ed ogni giorno all’alba ne gettava via uno. Lesse i Sutra, cantò, meditò, finchè alle prime ore del ventunesimo giorno il Dottor Usui ebbe la visione di un  raggio di luce che ad una velocità enorme giungeva verso di lui. Impaurito ma allo steso tempo eccitato e gioioso non si mosse e nell’istante in cui fu  colpito dalla luce al centro della fronte cadde. Rimase a lungo in uno stato di trance in cui, in rapida successione gli apparvero sotto forma di sfere colorate i simboli che aveva scoperto nei suoi anni di ricerche e la comprensione del loro significato e di come dovevano essere usati.

I simboli dorati  ardevano e si imprimevano nella sua memoria. Risvegliatosi, il Dottor Usui non  sentiva più la stanchezza, la fame e l’indolenzimento avvertito negli ultimi giorni di meditazione e pieno di energia si incamminò sulla via del ritorno. Scendendo dalla montagna inciampò in una pietra urtò il piede e si ferì l’alluce, istintivamente prese il dito tra le mani e dopo qualche istante il dolore scomparve e il sangue cessò di scorrere. In una locanda ai piedi della montagna dove si fermò per sfamarsi, Usui incontrò la figlia del proprietario affetta da un  forte mal di denti, egli chiese il permesso di prendere le sue guance tra le mani e dopo pochi minuti il dolore scomparve. Con la certezza di avere il dono della guarigione nelle sue mani pensò di non poterlo più tenere per sé e si recò quindi presso un campo di mendicanti cominciando a guarire gli ammalati e  mettendo le persone giovani e forti in grado di aver un lavoro. Si accorse però che quelli che lui aveva guarito e aiutato tornavano al campo e  nelle stesse condizioni in cui li aveva trovati e quando domandava loro   il perché si sentiva rispondere che preferivano il loro vecchio modo di vivere.

Il Dottor Usui ebbe un grande insegnamento dai mendicanti e cioè che il dono che avevano ricevuto valeva quanto lo avevano pagato cioè nulla. Decise quindi  di abbandonare il campo e di dare la responsabilità totale della propria guarigione e della propria vita alle persone.

Viaggiando per il Giappone il Dottor Usui cominciò ad insegnare a chi realmente lo desiderava come curare il proprio corpo fisico mediante l’imposizione  delle mani, e  trasmettendo  i Principi del  REIKI per aiutarli a guarire i propri  pensieri.

Uno dei suoi studenti,  il Dottor Chujiro Hayashi, comandante della Marina Imperiale in congedo,  cercava una via per aiutare gli altri, lo seguì e si coinvolse profondamente nella pratica del REIKI tanto che quando Usui, sentì che la sua vita era prossima alla fine  lo designò come Maestro del REIKI  e lo incaricò di tramandare i suoi insegnamenti conservandone intatta l’essenza. Il dottor Hayashi fondò a Tokio una clinica dove le persone venivano curate esclusivamente con il sistema di Usui. Nel 1935 giunse alla clinica di Hayashi una giovane donna, Hawayo Takata perché affetta da un tumore. Si sottopose ai trattamenti per alcuni mesi e al termine della cura il tumore era scomparso. Ella  chiese quindi di essere ammessa allo studio del REIKI e quando terminò il tirocinio di un anno, Takata fece ritorno nelle Hawaii con le sue figlie  e con il dono del REIKI  riscuotendo un enorme successo. Nel febbraio del 1938 Takata fu iniziata come Maestra del Sistema Usui per la Guarigione Naturale e fu la tredicesima maestra iniziata da Hayashi.

 Nel  1940 con il presentimento di una guerra imminente non potendo conciliare l’essere maestro e il dover servire la Patria, Hayashi decise di lasciare spontaneamente il suo corpo e riconobbe la Signora Takata come suo successore. Takata introdusse il  REIKI  nel Mondo Occidentale dimostrando un grande impegno durante tutta  la sua vita. Ella iniziò ventidue maestri domandando loro di rispettare alla sua morte, avvenuta nel Dicembre 1980, la leadership della nipote Phyllis Lei Furumoto, attuale Grand  Master.

Phyllis Lei Furumoto dall’1988 ha dato la possibilità ai maestri di iniziare altri maestri e da quel momento Reiki si è diffuso in tutto il mondo nelle più svariate forme.

Restando fedele alla forma dei suoi predecessori e rispettando  i principi etici della Signora Takata, Phyllis Lei Furumoto ha fondato la REIKI –ALLIANCE  che è l’associazione più tradizionalista a livello mondiale. 

LE INIZIAZIONI E I LIVELLI DEL REIKI

I livelli di conoscenza del REIKI sono tre: primo, secondo e terzo (che è il livello del Master), che vengono suddivisi in tre fasi  perché potrebbe essere  disequilibrante essere attivati ad un livello energetico così potente e in modo simultaneo. Le iniziazioni espandono il livello energetico e vibrazionale ed è importante assorbirle gradualmente. Il primo livello (Sho den) si ottiene seguendo un seminario che generalmente si svolge in due giornate e che prevede le  quattro cerimonie di iniziazione,  l’insegnamento del  trattamento veloce, di base, dell’ autotrattamento, nozioni sull’energia ,sulla malattia e lo scambio del trattamento veloce. Infatti già dalla prima cerimonia di iniziazione, in quanto si è connessi con l’energia, si può trasmettere REIKI cominciando a percepire variazioni di temperatura e di energia sia nelle proprie mani che sul corpo del ricevente. Nella seconda giornata si ricevono la terza e la quarta iniziazione si scambia il trattamento di base, si sperimenta l’autotrattamento e  si insegnano  altre possibilità di utilizzo del REIKI  come il trattamento agli animali, alle piante, ai medicinali (per eliminare gli effetti collaterali), ai bambini, al cibo etc.

 Viene inoltre insegnato a trasmettere REIKI  alla Terra collegandosi alle ore 18 di tutte le domeniche. Inviare REIKI al nostro Pianeta ci da la possibilità di sperimentare ad un livello sottile ed intenso l’unione con essa, ed è una connessione di pace e armonia con tutti gli esseri e le forme viventi.

Durante lo svolgimento delle due giornate del seminario si può avere una eliminazione delle tossine e si possono avere delle sensazioni di profondo rilassamento e di pace interiore. Al termine del seminario di primo livello viene consigliato di scambiare quattro trattamenti consecutivi e ventuno giorni di autotrattamento, questo per stabilizzare il nuovo livello energetico. Solitamente si chiede ai partecipanti di mantenere un contatto con il proprio maestro per poter condividere le proprie esperienze ed eventuali problemi. Alcuni maestri costituiscono gruppi dove  ci si può incontrare per scambiare trattamenti e condividere le proprie esperienze.

Dopo aver praticato REIKI almeno per un paio di mesi si può accedere al secondo livello, (Sho den), e questo avviene quando una persona si sente interiormente pronta a impegnarsi nella pratica del REIKI e ad accedere ad uno stadio interiore  più profondo. Con il secondo livello, vengono trasmessi i simboli che verranno utilizzati per il potenziamento dell’energia, il  trattamento mentale,  a distanza  e nel tempo, per le situazioni e la purificazione energetica degli ambienti. I simboli sono dei veri e propri archetipi universali, grazie alla loro conoscenza il Dottor Usui ebbe la possibilità di entrare nella diretta connessione con l’Energia Universale per poterla successivamente trasmettere.

L’insegnamento e l’uso dei simboli avviene nello svolgimento di un seminario anch’esso di due giornate attraverso una cerimonia di iniziazione. La loro essenza è sacra e profonda ed è per questo che sono trasmessi in forma orale e segreta e la conoscenza grafica dei simboli non ha alcun valore se non vi è l'attivazione. Takata asseriva che: “I simboli si tracciano con il corpo, si visualizzano con la mente e si pronunciano con la spirito”.  Il trattamento a distanza può essere inviato nel presente e nel futuro sia per guarigione fisica che  per situazioni e nel passato, questo per dare guarigione ad eventi trascorsi che possono influire negativamente nella vita attuale. Personalmente ho istituito un servizio di REIKI a distanza con la partecipazione di una cinquantina di persone ottenendo nel corso di tre anni dei risultati ottimi e sorprendenti soprattutto con bambini, malati terminali o in coma e interventi chirurgici o parti.

I simboli del REIKI sono quattro i primi tre vengono trasmessi con il secondo livello  e danno la possibilità  di operare  sul piano fisico (con il1°),mentale  (con il 2°), e oltre i limiti spazio-tempo (con il 3°) agendo ad un livello più profondo.

Il quarto simbolo è quello che viene utilizzato e insegnato nel terzo livello, che è il grado dei Maestri, e per le cerimonie di attivazione energetica e corrisponde al piano profondo della coscienza. Al Terzo livello si può accedere dopo un’adeguata preparazione e in tempi prestabiliti  dal maestro ed è una scelta di vita importante. Per me la scelta dell’insegnamento è dedicare la propria esistenza alla  crescita interiore e spirituale,  nutrendo l’integrità, la verità, l’amore e la compassione in se stessi e negli altri.

RIFLESSIONI SUL REIKI

La grande popolarità che REIKI ha ottenuto nel corso degli ultimi anni secondo il mio punto di vista è imputabile alla sua efficacia e alla sua semplicità da un lato ma anche perchè ristabilisce il contatto umano. Oggi viviamo in un epoca dove spesso i sentimenti, le emozioni, la connessione con gli altri esseri umani vengono dimenticati. Apparentemente siamo nell’era delle comunicazioni, usiamo Internet , cellulari, televisione etc. senza renderci conto che questi, se utilizzati in forma distorta,  sono i più grossi repressori  delle nostre emozioni. In realtà quelli che vengono a mancare sono i veri contatti, l’abbraccio, il tocco e la carezza, lo sguardo, il dialogo con le persone che amiamo ma anche con “l’uomo della strada”.

REIKI ha ristabilito per le persone che lo hanno ricevuto la gioia del sentire profondo attraverso le proprie mani e il proprio cuore con la consapevolezza che non c’è separazione tra “me e te” che siamo una cosa sola e che siamo su questo pianeta per conoscere ed  errare.

Il mio augurio è che nel prossimo futuro si possa utilizzare REIKI  negli ospedali, nei ricoveri per anziani, tra i disabili e in qualsiasi posto dove ci sia la necessità di una guarigione olistica, senza venire derisi o guardati come stregoni, e che la medicina allopatica e naturale abbiano la possibilità di integrarsi.

Crescendo con REIKI si contribuisce all’equilibrio e all’armonia di se stessi e del mondo.

REIKI è il dono di noi a noi stessi.

 

 

Bibliografia: Fran Brown – Reiki : gli insegnamenti originali di Takata – ed. Amrita

                     Patrice Gros – Reiki dello spirito – ed. Armenia

                    Thorwald Dethlefsen – Malattia e destino – ed. Mediterranee

                    Fritjof Capra – Il tao della fisica – ed. Adelphi

 

BARBARA QUARANTA Master Reiki del Sistema Usui Shiki Ryoho ed insegnante di tecniche olistiche.