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Ignatia
amara e i disurbi del sonno
Mara
Marenzana
Farmacologa
DESCRIZIONE
BOTANICA: il nome botanico è Strycnos
Ignatii. È una liana delle Filippine e appartiene
alla famiglia delle Loganiaceae.
Le Loganiaceae è una famiglia eterogenea i cui membri
crescono soprattutto in regioni tropicali, tuttavia alcuni
crescono anche in zone dai climi temperati. Sono molto
frequenti in Australia e soprattutto i generi Logania, Mistrasacme
e Strycnos. La famiglia delle Loganiaceae è eterogenea: i suoi
membri presentano affinità con le Scrophulariaceae,
le Apocynaceae e
le Rubinaceae.
Essa è stata suddivisa in quattro famiglie:
q BuDDlejaceae:
Buddleja asiatica, Buddleja davidii, Buddleja dysophyllus, Buddleja
salviifolia, Buddleja madagascariensis.
q SPIGELIACEAE.
q POTALIACEAE.
q STRYCHNACEAE:
Strychnos Ignatii e Strychnos
Nux vomica.
Le
Buddlejaceae e il Gelsemium
sempervirens sono soprattutto piante ornamentali.
Le
Strychnos, invece, sono coltivate per i loro semi da cui si
ottengono gli alcaloidi stricnina e brucina usate per le
loro proprietà farmacologiche. La Strychnos Ignatii, anche chiamata “Fava di Sant’Ignazio”, presenta foglie quasi sessili, ovali,
acute, con fiori a corolla bianca, con frutto nero, a polpa
verdastra contenente dodici semi. I semi, che costituiscono
la droga, sono irregolarmente ovoidali, con 4-5 facce dovute
alla reciproca pressione dei semi del frutto, di colorito
grigio-bruno (internamente sono bruni), inodori (odore
sgradevole a caldo), di sapore amarissimo, di dimensioni
pari a quelle di una nocciolina (1-2 per 2-3 cm.); hanno la
superficie finemente sagrinata, granulosa, ricoperta di
numerosi peli caduchi, con una depressione o ilo in una
delle estremità, ben visibile, di consistenza pietrosa, a
frattura bruna semitraslucida. In sezione longitudinale si
osserva un tegumento provvisto di peli all’esterno, albume
all’interno, nello spessore del quale si trova
l’embrione di forma molto allungata.
DESCRIZIONE
CHIMICA E STORICA.
Etimologia:
Strychnos, dal
greco “strnjnos =
amaro”. Ignatii (e Ignatia)
secondo diversi autori, ad esempio Lemery
(1698), un gesuita spagnolo fece conoscere per primo il
seme ad alcuni mercanti portoghesi e gli assegnò il nome di
“Fava di Sant’Ignazio” in omaggio al fondatore del suo
ordine, Sant’Ignazio di Lojola. Secondo altri (Roi,
1995), il primo a far conoscere la droga fu padre Kamel (o Kamell), gesuita tedesco missionario alle Filippine, che
inviò i semi al botanico inglese Giovanni
Ray il quale, in collaborazione con Petivier,
classificò la pianta pubblicando una relazione in “Transactions of the royal society” (1698). Altro padre gesuita in
seguito, missionario in Cina, p. Raux,
fece conoscere, con lettere a Delatour,
l’uso terapeutico nella medicina cinese (Pechino
1770-1771).
Nome volgare:
Ignazia amara, Igasur
(Filippine) – da cui acido igasurico, Noce
pepeta, Jesuit’s
Bean, Liu song kouo (cinese), Fava
indica, Fava
febbrifuga.
Habitat: isole Filippine (Samar, Bohol, gruppo delle Visaya),
coltivata in Cina, Cocincina, India.
Parti usate:
i semi.
Componenti
principali: 2-3% di alcaloidi, di cui circa
2/3 sono costituiti da stricnina ed il resto da brucina. Un
altro alcaloide, struxina è stato estratto dai semi
deteriorati. La composizione chimica della stricnina e della
brucina è stata definitivamente stabilita dopo esser stata
oggetto di lunghe ricerche, che hanno condotto a più di 200
pubblicazioni in questo secolo. I più notevoli studi sono
quelli dovuti a Tafel,
Pictet, Leuchs, Perkin e Robinson,
Wieland,
Ciusa, Prelog, Woodward. La stricnina, C21H22O2N2,
è stata isolata per la prima volta nel 1818 dai semi di Strychnos Ignatii da Pellettier
e Caventou. In seguito gli
stessi autori la estrassero anche dai semi della Strychnos Nux vomica e da altre specie di Strychnos. La composizione centesimale, qual è indicata sopra, è
stata stabilita da Regnault. La formula di struttura, dopo la completa definizione
dovuta all’esito degli studi cristallografici ed alla
sintesi totale, è la seguente:
La
brucina, C23H26O4N2,
è stata ottenuta per la prima volta nel 1819 da Pelletier e Caventou
dalla corteccia di Strychnos
Nux vomica e fu poi trovata nella Strychnos
S. Ignatii ed in diverse altre specie di Strychnos.
La formula grezza, C23H26O4N2,
è stata determinata da Regnault.
Nella formula di struttura la brucina differisce dalla
stricnina per la presenza di due gruppi metossilici, che
sono stati assegnati alle posizioni 2 e 3 dell’anello I
della formula della stricnina. La struxina, C21H30O4N2,
è stata estratta da semi deteriorati ed è considerata
quale prodotto di decomposizione della stricnina e della
brucina. Nei semi della Strychnos
Ignatii è stato trovato il glicoside loganina, che si
trova anche nei semi di Nove vomica ed al quale in un primo tempo fu assegnata la formula
grezza C26H36O14 oppure C25H34O14.
Secondo l’esito degli studi più recenti, alla loganina è
stata data la formula C17H26O10,
mentre la formula di struttura non è stata sinora
definitivamente stabilita; Birch
e Smith
hanno proposto la formula:
Secondo
Mertz e Lehmann,
invece la probabile struttura è la seguente:
Mediante
processo idrolitico con emulsina la loganina si scinde
nell’aglucone loganetina, C11H16O5
e glucosio. Nei semi di Strychnos
Ignatii sono stati trovati inoltre acido caffettanico,
saccarosio 8,6%, resina, amido, mannogalattano, ceneri 4%.
Contenuto percentuale di alcaloidi totali nei semi di Strychnos
Ignatii
|
%
Alcaloidi
|
Autori
|
|
3,11
– 3,224,29
2,5
– 3,2
3,11
– 3,3
|
Sandor
Gerok
e Skippari
Leger
Ruckstuhl
|
Contenuto percentuale di stricnina e di brucina negli alcaloidi totali
|
Stricnina
|
Brucina
|
Autori
|
|
60,7
– 62,82
60
56,8
– 73,5
74,98
|
40
25,07
|
Sandor
Dufilho
Lachaise
Ruckstuhl
|
Proprietà farmacologiche e impiego terapeutico: l’azione
della Fava di
Sant’Ignazio è uguale a quella della Noce
vomica con la sola differenze, di ordine quantitativo,
che la sua tossicità è superiore in relazione alla maggior
percentuale di stricnina che contiene. La stricnina è il
farmaco tetanizzante tipico. La sede prevalente
dell’azione della stricnina è il midollo spinale, e, di
esso, non gli elementi motori, ma quelli sensitivi.
Nell’animale stricnizzato si ha un aumento
dell’eccitabilità dei riflessi a qualsiasi stimolo: le
contrazioni assumono il carattere di contrazioni tetaniche,
e si estendono a tutti i muscoli dello scheletro. In piccole
dosi la stricnina stimola tutte le funzioni organiche, ed in
modo speciale i muscoli a fibre lisce restano eccitati.
L’apparato circolatorio subisce vasocostrizione
e poi ipertensione ed acceleramento del cuore; in
seguito si ha reazione con azione vasodilatatrice. Per via
riflessa si ha pure aumento delle secrezioni e della motilità
gastrica. L’uso eccessivamente prolungato di stricnina dà
luogo facilmente a fenomeni di intolleranza per accumulo del
farmaco, che si manifesta con formicolio e spasmi muscolari
e sensibilità esagerata agli stimoli esterni; nei casi
gravi, si possono anche avere: convulsioni tetaniche,
trisma, cianosi, midriasi, ecc.
Preparazioni usuali e formule:
Tintura,
Estratto
fluido Fava Sant’Ignazio
g. 10
Alcool
di 70°
g. 90
(10-20
gocce 3-4 volte pro die).
Pozione antigastragica:
Gocce
Amare Baumé 30 gocce
Elisir
pepsina
g. 30
Infuso
tiglio
g. 120
Sodio
carbonato
g. 5
(un
cucchiaino prima dei pasti).
Estratti preparati:
Estratto
fluido (g. 1 = LV gocce)
(titolo chimico: 1,5% alcaloidi)
(Dosi:
1-2 gocce, sino a 8 gocce pro die).
Un
tempo da essa di preparava la Tintura
di Baumé:
Rasura
di Fava di Sant’Ignazio
g. 100
Carbonato
neutro di potassio
g. 2,50
Fuliggine
preparata
g. 0,50
Alcool
di 70°
g. 500
S./
“fa digerire 10 giorni, spremi e filtra. Da XV a L. gocce
prima dei pasti in un po’ d’acqua (11 gocce per anno).
Questa Tintura di Baumé era anche usata per preparare una
mistura tonica da somministrare ai bambini: circa XX gocce.
Ai pasti:
Tintura
di Baumé g.
5
Tintura
di Genziana
g. 10
Tintura
di Anice
g. 10
È
un tonico-amaro ed eccitante nervoso dei centri spinali,
analogo alla Noce vomica, ma più attivo, perché più ricco
di stricnina.
DESCRIZIONE
OMEOPATICA
Le
Materie Mediche si differenziano principalmente in due tipi:
1.
Materie Mediche Analitiche: contengono i sintomi
riscontrati nella clinica e guariti dal rimedio.
2.
Materie Mediche Sintetiche: danno un’immagine
del rimedio che viene descritto come una persona con pochi
tratti essenziali.
Considerate
queste differenze e volendo rendere la descrizione dell’Ignazia
più completa, vengono di seguito riportate citazioni da
opere di vari autori.
SAMUEL HAHNEMANN: Ignatia compare nella lista dei rimedi
sperimentati sull’uomo da parte di Samuel
Hahnemann, su “Organon
dell’arte del guarire”.
J.T. KENT: J.T.
Kent afferma che l’Ignatia
amara è specialmente utile nei bambini
e nelle donne
isteriche: donne leggere, sensibili, raffinate e
educate. Ignatia
è per lui un rimedio per i disturbi
che seguono a controversie; a forti inquietudini, a
grandi angosce, ad amori delusi o ad altre forti scosse
morali. Ignatia ha tremolio alle gambe, eccitamento nervoso, debolezza di tutto il
corpo; è nervosa, triste. Bambini che dopo puniti hanno
convulsioni nel sonno e convulsioni nel primo periodo della
dentizione o per sofferta paura; possibili manifestazioni
epilettiformi e paralisi isteriche. Ignatia è piena di
sorprese: il dolore della gola diminuisce deglutendo cibi,
il dolore ad un’articolazione migliora per una forte
pressione. Anche le funzioni gastriche sono stranamente
capricciose: non sopporta cibi delicati ma predilige cibi
grossolani e freddi. Tosse da irritazione di gola come per
bisogno di espellere qualche cose, e più tossisce più
l’irritazione aumenta. Un lievissimo dispiacere, un minimo
disturbo o una paura possono provocare forte irritazione
laringea e laringismo stridulo. Affezioni nervose le più
varie possono insorgere nel periodo vanno verso
l’ombelico. Ignatia è il medicamento
di soggetto che hanno sofferto surmenage intellettuale ed
emotivo. Timore, odio, ansietà, ipersensibilità mestruale.
Dismenorrea, dolori ovarici, grande eccitamento. Prolasso
vaginale e rettale e dolori strappanti che dall’ano
…………………………………………………….….
e tendenza al pianto si provano in questo rimedio. Ignatia
soffre di cefalee
congestizie, pressanti, strappanti o come se un chiodo fosse
conficcato nella tempia, migliorate dal calore e aggravate
dal freddo, cefalee da abuso di caffè, dal fumare,
dall’alcool e dal fissare molto l’attenzione. Presenta
sete durante il brivido, ma adipsia durante la febbre. È
utile nella febbre intermittente specialmente quando si
osserva in donne e bambini nervosi.
GIOVANNI ETTORE
MENGOZZI. Mengozzi
la consiglia per gli effetti patogenici più disparati:
“Si può consultare nelle affezioni specialmente delle
persone sensibili, di temperamento nervoso ed ipocondriaco.
È proprio delle convulsioni dei ragazzi, delle donne nella
pubertà e nei giorni critici e nelle isteriche. È utile
nelle conseguenze di una mestizia concentrata da un amore
infelice. Affezioni spasmodiche specialmente consecutive ad
uno spavento o ad una contrarietà. Crampi d’utero.
Dismenorrea. I sintomi più facilmente attaccabili con l’Ignatia sono freddo con
sete, calore
senza sete. Ha poi la facoltà di prevenire le febbri
periodiche; nelle affezioni prodotte dai vermi, tetano;
nelle convulsioni epilettiche dei ragazzi e nell’epilessia
da spavento. Nei crampi cronici; emicrania; gastralgia;
dolori dei denti per abuso di caffè. Vene emorroidali.
Prolasso dell’ano. Nei patimenti vari della milza.”.
Antidoti: Arnica montana, Chamomilla, Pulsatilla, Coffea.
Durata d’azione: nelle malattie acute da 1 a 4 ore; nelle
croniche qualche volta fino a 9 giorni.
TREVOR SMITH.
Trevor Smith non
dedica molto spazio all’Ignatia:
“Indicata per dolore soppresso e reazioni da perdita,
paziente sta male per un lutto o uno shock. Sono usuali
crampi anali e spasmi con emorroidi. Lo stato mentale è
quello di un soggetto lacrimoso ed ansioso e spesso isterico
(sensazione di nodo in gola).”.
GRANATA.
Granata pone i
disturbi del sonno nel capitolo delle alterazioni
psico-emotive e malattie organiche, specificatamente nelle
psicosomatizzazioni ma non indica l’Ignatia
che è invece citata nei disturbi a carico della testa:
nella cefalea nervosa, psicosomatica o indotta da nevrosi
d’ansia, come rimedio di terzo e di massimo grado e nelle
vertigini durante crisi d’ansia. Ignatia
viene poi citata nella somatizzazioni seguenti: uditive;
gastrointestinali (secchezza bocca, deglutizione), dolore
stomaco, appetito capriccioso, eruttazioni, disturbi
all’evacuazione; cardiocircolatori (falsa angina);
respiratori (torace stretto); nervosi, isterismi; amenorree,
vaginiti; crampi dopo dispiacere o lutto; tremori, freddo,
febbre, magrezza. L’Ignatia
è pure citata in: passioni irascibili, litigiosità,
aggressività (demenza senile), impazienza, depressione,
pianto involontario, allucinazioni fantasiose, anoressia
mentale e disperazione.
EDWARD WHITMONT.
Whitmont descrive
l’Ignatia come una persona isterica, spesso di cattivo umore e
facile al pianto. È citata, insieme con altri otto rimedi,
in caso di persone eccessivamente o costantemente
insofferenti o in una persona tranquilla la quale sia colta
da un’acuta crisi d’insofferenza. L’insofferenza di Ignatia
nasce da una confusione emotiva; emozioni contraddittorie o
in conflitto con le esigenze della realtà. I pazienti di Ignatia,
gente fine, ben educata, di animo gentile, sono sopraffatti
da conflitti emotivi causati da perdita della persona amata
o da delusione amorosa, sono capaci di compiere stranezze e
di avere scoppi di passione. La loro insofferenza, che
scaturisce da questo stato di eccitazione quasi isterica è
l’espressione di un disperato tentativo di liberarsi dalla
rete in cui si sentono impigliati.
JEAN MEURIS.
Jean Meuris tratta
l’Ignatia
nei rimedi non classificabili. Essa è l’omologo femminile
della Nux vomica:
tanto Ignatia, derivato dalla Fava
di Sant’Ignazio, quanto Nux
vomica, ottenuto a partire dalla Noce
vomica, debbono gran parte della loro efficacia alla
stricnina contenuta nei prodotti vegetali da cui sono
tratti; la differenza delle proporzioni, nelle rispettive
formule chimiche, dà due quadri patogenetici che per certi
aspetti coincidono, ma per altri si oppongono.
Psichismo: umore mutevole con manifestazioni paradossali. Ignatia
morta di stanchezza ritorna subito in piena forma se
le si propone di divertirsi. Molto emotiva e
impressionabile. Si chiude in se stessa, silenziosa,
rimuginando preoccupazioni e dispiaceri. Ha tendenza alle
lacrime e ai singhiozzi. Intolleranza alle contraddizioni.
Aggravamento: al mattino. Per effetto del tabacco, del caffè,
dei dolciumi e per effetto della consolazione.
Miglioramento: per effetto del calore. Sdraiata sul lato
malato. Grazie ad un abbondante emissione di urine pallide.
Segni essenziali: variabilità dei sintomi e loro carattere
paradossale.
Emotività: sensazione di noto nervoso che sale dallo stomaco
alla gola. Digerisce male un pasto dietetico, benissimo un
pasto pesante. Diarrea emotiva. Frigidità femminile, con
alternanza di eccitazione. Amenorrea dopo un dispiacere.
Mestruazioni troppo frequenti e troppo abbondanti si sangue
nero con coaguli, maleodorante.
Ignatia viene considerato
il rimedio acuto di Natrum
muriaticum. Quando troviamo i segni di questo rimedio,
possiamo riscontrare comunemente anche qualche sogno di Ignatia.
In tal caso, conviene prescrivere Ignatia il primo giorno e Natrum
muriaticum l’indomani. Ciò non significa in ogni caso
che l’indicazione di Ignatia
si limiti al solo terreno muriatico Se la si trova
soprattutto nei magri, accade tuttavia che ne abbiano
bisogno anche i sulfurici grassi, soprattutto se di sesso
femminile.
HODIAMONT.
Hodiamont si
differenzia decisamente nel descrivere l’Ignatia dagli altri autori citati. La Fava di Sant’Ignazio contiene, come la Nux vomica, stricnina e brucina; ma poiché le contiene in
proporzioni diverse, la patogenesi dei due rimedi rivela
delle notevoli differenze assieme a delle sicure
somiglianze; mentre le dosi forti di questi veleni violenti
non possono che manifestare un’azione violenta a livello
generale. Gli alcaloidi degli Strychnos esercitano
un’azione generale eccitante sul sistema nervoso;
aumentando le dosi quest’azione diventa convulsivante ed
accresce in modo notevole la riflessità, soprattutto quella
midollare, e ciò può arrivare fino a provocare contrazioni
tetaniche. I sintomi fondamentali in Ignatia
come in Nux vomica,
saranno dunque essenzialmente spastici. Le differenze
essenziali tra esse: Nux
agisce innanzitutto sulla riflessività diretta, mentre Ignatia
lo fa maggiormente sulla riflessività secondaria alla sfera
psichica; Nux è prima di tutto irritabile, i suoi spasmi sono conseguenti ad
un’irritazione, un affaticamento, una collera, Ignatia è invece emotivo,
i suoi spasmi sono causati da emozioni, pensieri, dispiaceri
ed in esso domina la malinconia che lo fa tendere alle
lacrime.
È
predominante la sfera dell’emotività che può essere
sconvolta dalla vita in società oppure può essere
compressa o repressa e finire per creare in molti ammalati
dei complessi nervosi, uno sregolamento totale del sistema
nervoso simpatico e di conseguenza della vita vegetativa
dell’individuo, poiché questa è interamente sotto la
dipendenza del sistema nervoso autonomo. Sul piano fisico
vedremo dunque prodursi nel soggetto Ignatia
un disordine parziale o completo delle funzioni della vita
vegetativa. Sul piano mentale o psichico assisteremo ad
alterazioni dell’atteggiamento dell’individuo nei
confronti della vita e della società, cioè nevrosi. Si può
affermare che il soggetto è il proteiforme, egli può
assumere il tipo di quasi tutte le malattie della vita
vegetativa, oppure ricalcare i sintomi di quasi tutti i
rimedi, quindi, per individuarlo, è opportuno tenere conto
delle circostanze eziologiche della comparsa della malattia
o delle causalità psichica, quelle cioè che riguardano la
sfera emotiva.
Le
cause più note sono il dispiacere, la perdita di una
persona cara o del lavoro o della situazione sociale.
Troveremo spesso Ignatia indicato dai sintomi degli
individui che presentano una “psicologia del
fallimento”. Per quanto riguarda i bambini, più sono
viziati e più sono soggetti a diventare Ignatia. Spesso alla base
dei sintomi che richiedono Ignatia,
c’è una “nevrosi da civilizzazione”; tuttavia non
bisogna commettere l’errore di farla per abitudine a tutti
i nevrotici. Troveremo in Ignatia come in Nux
vomica, tutta una serie di spasmi localizzati e diffusi.
Possiamo così considerare diversi tipi particolari di
“malato”: il soggetto sofferente di emicrania, il
cardiaco, l’epatico, il gastrico, l’aerofagico, il
costipato, l’iperteso, il vertiginoso, lo
pseudo-appendicolare, il malato di gola e il depresso. Gli
spasmi digestivi sono tra i più frequenti: gli individui
presentano nausea, vomito frequente e conti-nuo,
accompagnato o no da emicranie ed all’aerofagia.
Sfortunatamente il “veleno mortale” che intossica lo
psichismo di questo malato non può venire cambiato, ed i
sintomi riappaiono ogni due o tre mesi, così a questo punto
bisognerà somministrare una dose ulteriore.
q Spasmi
gastrointestinali: talvolta non sono gli spasmi
gastrici a predominare, ma quelli intestinali: il malato
presenta dolori diffusi, coliche intermittenti, diarree
emotive o costipazione ostinata e tutti questi sintomi
appaiono o si aggravano alla minima contrarietà.
q Spasmi
appendicolari: il soggetto Ignatia presenta, in nove casi su dieci, un punto dolente nella
regione ileocecale, punto riflesso che è stato descritto da
Weihe e questo
punto è molto affidabile per la diagnosi di Ignatia.
q Spasmi
epatici: il dotto coledoco e cistico e lo sfintere
vanno in spasmo con molta facilità dando vari disturbi
epato-digestivi.
q Spasmi
cardiaci e vascolari: il malato ha spesso
palpitazioni, affanno, “punture al cuore”, dolori
cardiaci, sensazioni di soffocamento e a volte anche dolori
d’angor tipici con l’irradiazione al braccio sinistro o
la barra a livello dello sterno. Gli spasmi possono pure
presentarsi a livello del sistema vascolare dando al malato
un’ipertensione marcata ma essenzialmente variabile: il
malato oscilla per esempio tra 180 e 220 secondo i momenti
della giornata o secondo il suo stato di nervosismo. Questi
spasmi possono addirittura provocare l’endoarterite
obliterante.
q Spasmi
alla gola: si ritrova frequentemente nel malato il
“bolo nervoso” o “bolo isterico”. Lo spasmo faringeo
impedisce al malato di mangiare e gli toglie l’appetito:
può ingoiare solamente liquidi.
Frequenti
in Ignatia sono le emicranie:
cefalea semplice o la grande emicrania cataclisma; la
cefalea è di tipo battente, pressante o a casco, con la
sensazione di avere un chiodo conficcato nella testa; queste
cefalee compaiono alla minima contrarietà, al minimo
nervosismo, e possono essere quotidiane o periodiche. Quando
il mal di testa è più accentuato da un solo lato, il
malato è alleviato coricandosi sul lato dolente. Possono
anche comparire disturbi
oculari: dolori pressanti, fotofobia, lacrimazione.
Un altro grande sintomo sono le vertigini
che danno la sensazione di vacillare o di stare per cadere
in avanti.
Un
altro grande sintomo è l’insonnia.
Assistiamo dunque in Ignatia
ad una serie di sindromi le più svariate, ad una turba del
funzionamento dell’intero sistema nervoso autonomo e di
conseguenza di tutti gli organi viscerali: disturbi
gastrici, epatici, cardiaci. Una caratteristica importante
è la subitaineità dell’apparizione dei sintomi. Questo
soggetto presenta spesso una certa incoordinazione motoria e
gli spasmi possono raggiungere fino alle convulsioni, che si
manifestano nei bambini dopo una contrarietà, mentre negli
adulti assume l’aspetto di convulsioni isteriche. Si
potranno vedere movimenti clonici-spastici o incoordinati ed
anche crisi epilettiche. L’incoordinazione motoria potrà
giungere fino a turbe organiche quali l’emiplegia e la
sclerosi a placche. Solitamente esiste un’ipersensibilità
generale che fa si che il malato reagisce in modo eccessivo
ad ogni stimolo esterno: i dolori sono eccessivi, la luce,
gli odori, gli sono insopportabili.
Un
sintomo non molto conosciuto ma che è anch’esso frequente
una grande
sensazione di stanchezza: questo malato si sente in
generale spossato dallo stato di tensione nervosa perpetua
nella quale egli vive per il consumo di energia nervosa che
richiedono i suoi conflitti coscienti e incoscienti. Infine
si vedono spesso questi malati fare dei profondi
sospiri senza una ragione apparente. Le modalità di
Ignatia
corrispondono evidentemente alla sua nevrosi ed alla sua
ipersensibilità. È aggravato dai dispiaceri, dai pensieri,
dalle contrarietà. È aggravato dal freddo come tutti gli
ipersensibili, e si adatta male al caldo forte. Tutto ciò
che eccita il suo sistema nervoso già troppo irritato lo
aggrava: il caffè, il tabacco, il rumore, la luce viva, il
minimo contatto, Migliorato mangiando, ma si aggrava dopo i
pasti in quanto in quel momento gli spasmi riprendono
contemporaneamente alle contrarietà dello stomaco. Spesso
è aggravato di mattina a causa della sua insonnia, ma
quando questa non è presente, egli presenta pur tuttavia un
certo aggravamento mattutino dovuto alla sua ansietà
nevrotica latente. Il movimento ed il cambiamento di
posizione migliorano in un primo tempo, ma il movimento
prolungato lo aggrava a causa della fatica che ben presto
sopraggiunge.
RUGGERO DUJANY.
Ruggero Dujany è
un sostenitore della differenza tra la Nux
vomica e l’Ignatia
che pur contenendo lo stesso principio attivo tossico, la
stricnina, differiscono notevolmente come quadro
sintomatologico. Questa differenza evidenzia ancora una
volta il fenomeno, così famigliare all’Omeopatia, che gli
effetti del veleno più attivo sono modificati dalla
presenza di sostanze che sembrano a prima vista
trascurabili. Nella sfera emotiva Ignatia presenta una
singolare differenza da Nux
vomica: contrariamente all’esplosivo, irascibile Nux,
sempre pronto alla discussione, Ignatia
evita i dibattiti, le controversie, non si impunta
ma si ritira in se stessa in silenzio. Nella crisi Nux
è aperto e disinibito, giunge al comportamento violento,
alla rissa, alla crudeltà. In Ignatia, invece,
l’emozione è contenuta ed occulta e si sfoga soltanto in
sospiri e in singhiozzi e compatimento per se stessa. Mentre
l’irritabilità e lo spasmo cono le caratteristiche di Nux,
l’instabilità emotiva e la contraddizione sono
l’aspetto prominente di Ignatia.
La grande caratteristica mentale di Ignatia
è la rapida alternanza di umore che ricorda Pulsatilla e Crocus. Non
c’è la collera e l’irritabilità di Nux
benché la (più spesso donna) paziente non sia così
malleabile, quieta, arrendevole come Pulsatilla.
C’è comunque differenza tra la Pulsatilla
e l’Ignatia:
Pulsatilla mostra
una marcata autocommiserazione infischiandosi delle
sofferenze altrui, mentre Ignatia,
benché instabile, è meno egoista, anzi può essere persino
sensibile alle disgrazie altrui. Gli umori di Ignatia sono mutevoli e
contraddittori, risa e lacrime si succedono e si alternano,
il desiderio di solitudine lascia spazio al desiderio di
compagnia. Il bambino irritabile e ribelle improvvisamente
diventa docile, la depressione e malinconia si tramutano in
gioia selvaggia accompagnata da risa incontrollabili per i
motivi più futili. Il cambiamento avviene senza
avvertimento e di colpo evidenziando uno stato emotivo
squilibrato che si avvicina ad alcune condizioni isteriche,
anche se non è un medicamento specifico per l’isteria. Ignatia rimugina vecchie
offese, ma non sbotta mai, detesta essere consolata, si
sente incompresa, è ipersensibile al rimprovero e alla
contraddizione, è scrupolosa, soggetta a paure senza
motivo.
L’irrazionalità
di questi sintomi sono un esempio della distorsione psorica
della mente. Può essere così imbronciata da essere
impossibile rallegrarla. Può essere così affrettata da
fare sbagli nel parlare o nello scrivere. Il suo scrupolo si
esercita nelle futilità. È ostinata, non dimentica gli
insulti, detesta stare sola. Non sopporta i dolori, i
rumori, può essere facilmente messa di malumore da cose di
nessun conto. Non sopporta il fumo del tabacco, specialmente
quello degli altri. Ignatia è la grande frustata: amori infelici, non corrisposti;
dolori per morte o malattia di persone care. Ignatia è piena di paure,
quindi ottimo rimedio per gli effetti di spavento; rimedio
nelle convulsioni e spasmi dei bambini dopo spaventi,
rimproveri, punizioni o altre forti emozioni.
Sintomi generali: appetito paradossale, avversione per dieta
normale, per carni e cibi caldi; appetisce fortemente cibi
indigesti o esotici; può esserci fame insaziabile per pane
e acidi. Scosse degli arti addormentandosi, sogni eccessivi,
tutta la notte lo stesso sogno. Sudore sul viso mangiando. Ignatia è aggravata dal freddo fino alla pelle d’oca, ma è
immediatamente migliorata dal caldo. Dolori appaiono e
scompaiono repentinamente spesso in aree circoscritte. I
sintomi di Ignatia sono stranamente
contraddittori:
§
nonostante l’ipersensibilità ai dolori
questi vengono calmati dalla pressione;
§
senso di vuoto allo stomaco non alleviato
mangiando;
§
angina aggravata deglutendo a vuoto e da
liquidi; migliorata inghiottendo cibi solidi;
§
acufeni migliorati dalla musica;
§
emorroidi meglio camminando;
§
riso spasmodico quando è addolorata;
§
desiderio sessuale anche se impotente;
§
sete durante il brivido e non durante la
febbre;
§
febbre alta e desiderio di coprirsi;
§
faccia rossa quando rabbrividisce;
§
la tosse invece di alleviare lo stimolo alla
gola, lo peggiora;
§
più tossisce più desidera tossire.
Ignatia è migliorata da
attività che la distraggono dalle sue preoccupazioni,
mentre mangia, cambiando posizione, camminando.
Ignatia in Pediatria:
essa è compresa da Borland
tra i “tipi nervosi”. Il bambino Ignatia ha il sistema nervoso ben sviluppato, molto teso,
brillante, precoce, fa molto bene a scuola, ma se viene
troppo stimolato o se gli si chiede troppo può presentare
il quadro di Ignatia. Prima
caratteristica è una cefalea di tipo nervoso, da stanchezza
alla fine della giornata dopo un periodo di stress. Poi
diventa leggermente tremolante, la sua grafia non è più
così buona. Seconda caratteristica è un’espressione
tirata del volto, è una “keynote” maggiore di Ignatia
nei non isterici Può andare da una leggera tensione
muscolare del volto ad una vero smorfia quando il bambino
parla, può peggiorare in corea facciale, corea generale,
difficoltà nel parlare e nell’articolare. Il bambino
diventa eccessivamente eccitabile, incredibilmente
ipersensibile ai rumori. Il bambino diventa matto se un
rumore lo disturba durante i compiti, ha un attacco di
collera poi scoppia in lacrime. Dopo stress di questo tipo
non è quasi capace di lavorare. Il cervello non funziona,
non impara nulla, non può ricordare né pensare. Il bambino
torna da scuola con cefalea congestizia che migliora con
applicazioni calde, stranamente. Se i nervi del bambino
incominciano a logorarsi, egli diventa spaventato, teme gli
esami, teme che qualcosa accada, perde iniziativa, fino a
temere di uscire da solo. Fa indigestioni con cibi
digeribili e digerisce cose pesanti. La faringe è dolente e
l’unico sollievo è trangugiare cibi solidi. In un
ambiente chiuso, con molta gente possono soffocare,
diventare irascibili, svenire. Un bambino di questo tipo che
era brillante, vivace, intelligente ed ora va in crisi
incomincerà a rimproverarsi, a pensare che il fallimento
sia da imputare a mancanza di applicazione ed in tal modo
precipita nella depressione e nella malinconia. Tosse
spasmodica, che sopravviene nei momenti più inopportuni e
non cessa perché lo stimolo permane, possono aversi spasmi
laringei. Reumatismi i cui dolori sono alleviati da
pressione forte.
SINTOMI
GUIDA
TESTA:
§
cefalee e vertigini
§
dolore come un chiodo estratto dalla testa,
migliorato comprimendo la cefalea si stende agli occhi o
alla radice del naso ed è associata a visione confusa a
zigzag
§
questa cefalea è migliorata dal vomito ma
aggravata dal movimento può sopravvenire per forti odori,
fumo di tabacco (degli altri)
§
in genere le cefalee di Ignatia
sono aggravate dal parlare o da ogni sforzo mentale
o emozioni insolite. Miglioramento chinando il capo,
coricandosi sul lato del dolore o urinando una grande
quantità di urina pallida.
FACCIA:
§
distorta, pallida, espressione incavata, occhi
cerchiati di blu
§
distorsione dei muscoli facciali e convulsioni
quando parla
OCCHI:
§
sabbia negli occhi, palpebre agglutinate di
mattina
ORECCHIO:
§
acufeni, rumori migliorati dalla musica
§
prurito del meato esterno
§
tinnito aggravato dalla preoccupazione
APPARATO
RESPIRATORIO:
§
sospirosa, prende lunghi respiri
§
bolo isterico che ritorna su dopo averlo
inghiottito, aggravato bevendo acqua
§
angina aggravata bevendo liquidi e deglutendo
a vuoto, migliora paradossalmente da cibi solidi ed
eruttando
§
afonia isterica e laringospasmo stridulo
dovuto a spasmo
§
la tosse è dovuta ad una sensazione di
polvere o fumo in trachea ma più tossisce più la
sensazione aumenta
§
dolori alla gola come punture migliorate
inghiottendo cibi solidi o dolori solo tra le deglutizioni
§
tonsillite follicolare
§
dolori folgoranti al petto che inducono
profonde inspirazioni
APPARATO
ALIMENTARE:
§
spesso bocca amara, forte riflesso di amarezza
di spirito
§
gusto acido
§
dolori puntori dal palato alle orecchie
§
odontalgia migliorata mangiando, aggravata
dopo il pasto
§
parlando, mangiando si morde la lingua o la
guancia
§
pirosi, rigurgiti acidi, singhiozzo aggravato
dal fumo e dal cibo
§
sensazione di svenimento all’epigastrio con
desiderio di profonda inspirazione
§
il “vuoto di stomaco” non migliora dopo il
pasto
§
dispepsia da prostrazione nervosa
§
dolori taglienti al ventre
§
tenesmo molto marcato (come Nux vomica),
desiderio di evacuare senza riuscita
§
il passaggio di feci molli è più doloroso di
quello di feci formate
§
emorroidi migliorate camminando, peggiorate
quando si siede
§
proctalgia, spasmo anale essenziale
§
prolasso anale anche per sforzi moderati
§
sensazione di retto pieno di aghi
§
in seguito ad emozioni diarrea indolore
improvvisa
§
stipsi in viaggio
APPARATO
URINARIO:
§
bisogno di urinare con impossibilità per
spasmo dello sfintere
APPARATO
GENITALE MASCHILE:
§
contrazione del pene che diventa piccolo
§
ulcere e dolori al margine del pene
APPARATO
GENITALE FEMMINILE:
§
irregolarità mestruali dovute ad influenze
psichiche sull’equilibrio ormonale
§
regole molto scure, maleodoranti, con coaguli
§
soppressione delle regole da dispiacere
§
dismenorrea a tipo colica migliorata dalla
pressione, coricati, cambiando posizione
SISTEMA NERVOSO
CENTRALE:
§
specie nei bambini, convulsioni per spaventi o
punizioni, corea, tic, sussulti muscolari
§
paralisi funzionale dopo grandi emozioni
§
convulsioni e spasmi che terminano con un
lungo respiro
APPARATO
LOCOMOTORE:
§
collo, grattare porta sollievo, ma il prurito
compare da un’altra parte
FEBBRE:
§
sete durante il brivido e non in altri momenti
§
brivido migliorato da caldo esterno
§
febbre aggravata da coperte
§
faccia rossa durante il brivido
AGGRAVAMENTI:
§
da tabacco, caffè, brandy, toccamento,
movimento, dolori forti, l’emozione aumenta i dolori
MIGLIORAMENTO:
§
da caldo, pressione forte, inghiottire,
camminare, cambiando posizione.
IGNATIA È
ANTIDOTATO DA PULSATILLA:
§
antidota gli effetti di caffè, brandy,
camomilla, tè, tabacco, zinco metallico
§
è incompatibile con: Coffea,
Nux vomica, Thabacum
§
è cronico di Natrum muriaticum, Sepia
§
è antipsorico
Fava di Sant’Ignazio costituita dai semi della Strycnos Ignatii
A destra in sezione longitudinale
Ignatia in veterinaria.
Pseudogravidanza:
Asa foetida,
Pulsatilla, Apis, Cyclamen, Urtica urens.
Ignatia: per le
cagne sensibili nervose e molto eccitabili, esse possono
dimostrarsi aggressive anche nei confronti del proprietario,
alternando periodi di tranquillità, a periodi di
eccitazione. Presentano peggioramento solitamente mattutino.
(30
CH, tre-quattro granuli tre volte die per sette giorni).
I
DISTURBI DEL SONNO
Il
sonno è uno stato psicofisico periodico che si manifesta
con un insieme di fenomeni: un abbassamento di tutte le
attività fisiologiche ed un attenuarsi di ogni attività
psichica fino allo spegnersi della coscienza vigile, fino al
completo isolamento psichico del dormiente dal monto che lo
circonda. Durante il sonno i muscoli del collo, degli arti e
del tronco sono rilasciati per una profonda diminuzione del
tono, le palpebre sono chiuse, il cuore batte più
lentamente, il respiro è più superficiale, gli organi dei
sensi non avvertono gli stimoli esterni, ogni rapporto con
l’ambiente è sospeso, la temperatura del corpo si
abbassa, la pressione del sangue diminuisce, le pupille sono
miotiche, l’orientamento del sistema nervoso vegetativo si
sposta nel senso di una prevalenza vegetale. La
caratteristica più peculiare del sonno è la perdita di
coscienza; soltanto quando sono soppressi i rapporti tra la
coscienza ed il mondo esterno si può parlare di vero e
proprio sonno. Quando l’attenzione è concentrata e quando
i recettori sensoriali sono stimolati, si verifica la
scomparsa del normale sincronismo delle periodiche
variazioni dei potenziali elettrici celebrali, cioè il
fenomeno di arresto; durante il sonno, invece, il
sincronismo si estende e le oscillazioni dei potenziali si
rallentano e aumentano di ampiezza. Lo stato di veglia è
dovuto all’arrivo, al cervello, degli stimoli provenienti
dall’esterno; il
sonno è un processo passivo dovuto al mancato arrivo dei
messaggi ma nonostante ciò il cervello non cessa di
funzionare. È noto che il sonno si accompagna ad
un’inversione dell’orientamento neurovegetativo: durante
la veglia prevale il tono ortosimpatico, durante il sonno
prevale il tono parasimpatico, con le corrispettive
modificazioni metaboliche di tutto l’organismo. Il sonno
normale nell’uomo si svolge in quattro fasi
elettroencefalografiche, raggruppate in cicli che si
ripetono periodicamente durante la notte ogni 90 minuti
circa:
1)
nella fase
dell’addormentamento il voltaggio delle onde a
diminuisce e compaiono treni d’onde t
di 4-6 c/s;
2)
nella seconda
fase compaiono i cosiddetti fusi, brevi
gruppi di onde rapide (14-16 c/s) ed i complessi K
(brevi onde seguite da un’onda più lenta e quindi un
flusso più rapido) evocati da stimoli sensoriali;
3)
la terza fase
è caratterizzata dalla coesistenza
delle onde t, più
lente che nella fase precedente, e dei fusi;
4)
nella quarta
fase i fusi scompaiono e i potenziali si rallentano
ulteriormente. Si osserva che di tanto in tanto il tracciato
si desincronizza, e nello stesso momento si scorgono, sotto
le palpebre chiuse, dei rapidi movimenti degli occhi: è il
momento in cui il dormiente sogna e questa particolare fase
del sonno è comunemente indicata con la sigla REM
(Rapid Eyes Mouvements).
Si
possono quindi distinguere due tipi di sonno:
¨
il sonno sincronizzato, senza sogni, lento e non–REM: i movimenti del
corpo, del tono muscolare e la maggior parte delle funzioni
fisiologiche si attenuano progressivamente, mentre si ha un
gran apporto di sangue ai muscoli. Questo, infatti
rappresenta la migliore fase di riposo e di recupero fisico.
¨
Il sonno desincronizzato, durante il quale si sogna, rapido o REM;
durante questo tipo di sonno si verificano:
-
movimenti orizzontali e verticali dei bulbi oculari
-
la respirazione e il polso diventano irregolari
-
la pressione arteriosa si alza
-
aumenta il consumo di ossigeno da parte del cervello
-
i muscoli sono completamente rilassati.
La
funzione delle varie fasi del sonno non è ancora stata
chiarita. Si ritiene che il sonno lento comporti un recupero
fisico mentre i periodi di sonno REM risultano collegati
all’attività mentale perché aumentano quando la persona
si trova in situazioni emotive particolari o è sottoposta
ad uno sforzo di concentrazione. Inoltre il sonno REM sembra
sia un’indispensabile ristoro per il nostro cervello. Vi
sono poi i disturbi patologici del sonno che colpiscono un
numero di persone sempre più grande: l’Ipersonnia
e l’Insonnia.
IPERSONNIA.
È un disturbo che consiste nel dormire eccessivamente fino
a compromettere le normali attività quotidiane. Meno
diffusa dell’insonnia, colpisce comunque una folta schiera
di persone, soprattutto donne. Questa è dovuta a vere
malattie come l’encefalite
letargica e la malattia
del sonno ed anche la narcolessia.
Quest’ultima consiste in un improvviso, imperioso bisogno
di dormire in un qualsiasi momento della giornata: si tratta
del sonno REM che si introduce improvvisamente al di là
dell’architettura del sonno stesso, senza rispettare la
normale sequenza e ciclicità delle varie fasi del sonno.
L’INSONNIA.
È un fenomeno più frequente (circa una persona su quattro)
che può essere dovuto a cause diverse:
·
cause
psichiche come la depressione malinconica che accompagna
molte nevrosi,
soprattutto neurastenia,
la nevrosi d’angoscia,
l’ansia, la schizofrenia e
i disturbi della
personalità;
·
disordine nelle abitudini della vita (pasti pesanti la sera, discussioni animose
prima di addormentarsi);
·
abuso
di sonniferi;
·
per malattie come la “sindrome delle gambe pesanti”;
·
insonnie “primitive”, che non sono legate
necessariamente a turbe
di carattere psichico e che sono differenziate in:
-
“idiopatiche”:
che colpiscono già in età adolescenziale,
-
forme che fanno la loro comparsa solo in età adulta.
L’insonnia
può consistere nella difficoltà a prendere sonno, in
continui risvegli durante la notte oppure nell’incapacità
nell’addormentarsi. I disturbi del sonno, inoltre, sono
spesso legati ad una cattiva igiene del comportamento, è
quindi importante seguire alcune regole per migliorare la
qualità e la quantità del sonno:
|
1.
Tentare di coricarsi sempre alla stessa ora.
2.
Evitare alcolici e caffè.
3.
Evitare i pisolini durante il giorno.
4.
Evitare di usare il letto anche per lavorare.
5.
Non dormire più di quanto necessario per
sentirsi in forma.
6.
Fare attività fisica, ma non subito prima di
andare a dormire.
7.
Se non si riesce a prendere sonno, è meglio
alzarsi e dedicarsi a qualche
attività rilassante piuttosto che
obbligarsi a dormire a tutti i costi.
8.
Evitare temperature troppo alte o troppo
basse.
9.
Evitare il fumo, specie la sera.
10.
Cenare relativamente presto e non coricarsi
subito dopo aver mangiato.
11.
Evitare pasti troppo abbondanti e cibi
difficilmente digeribili.
12.
Non abusare mai di sonniferi.
13.
Evitare il più possibile i farmaci che
possono interferire sul sonno:
gli anoressanti, i diuretici ed
alcune medicine per le malattie
cardiovascolari
(clonidina e b
bloccanti).
14.
Evitare luoghi eccessivamente illuminati e/o
rumorosi.
|
Quindi
è di fondamentale importanza che il sonno sia valido sia
dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo.
TERAPIA
TRADIZIONALE.
Le
Ipersonnie sono
curate fondamentalmente tramite stimolanti del S.N.C.:
-
le anfetamine
che possono far accrescere l’attenzione e si dimostrano
efficaci nel ridurre la frequenza delle manifestazioni di
sonnolenza;
-
gli antidepressivi
che possono far diminuire in modo significativo gli attacchi
cataplettici.
Per
curare le Insonnie
si usano soprattutto le benzodiazepine e, più raramente,
gli antistaminici.
Benzodiazepine: non tutte le benzodiazepine sono utili per i
disturbi del sonno, nonostante tutte possiedano effetti
sedativi o calmanti. Il lorazepan, il temazepan e il
triazolam hanno durata d’azione relativamente breve e
perciò, sono usate per indurre il sonno in pazienti con
insonnia ricorrente.
-
Il temazepan è utile nell’insonnia causata
dall’incapacità di restare addormentati (durata
d’azione circa 10-20 ore).
-
Il triazolam è efficace per trattare i soggetti che
hanno difficoltà d’addormentarsi.
-
Il flurazepam riduce in modo efficace sia il tempo
d’induzione del sonno, sia il numero di risvegli e
prolunga la durata del sonno: ha una lunga durata a causa
scarsa insonnia di rimbalzo.
Le
Benzodiazepine agiscono aumentando l’azione inibitoria
GABAergica; esse però possono dare dipendenza psicologica e
fisica e inoltre la brusca interruzione della
somministrazione provoca sintomi d’astinenza, confusione
mentale, ansia, agitazione, irrequietezza e insonnia di
rimbalzo. Inoltre con l’uso possono manifestarsi disturbi
cognitivi: diminuzione della memoria a lungo termine e
dell’acquisizione di nuove conoscenze. Esse, inoltre,
potenziano gli effetti dell’alcool e di altri depressivi
del Sistema Nervoso Centrale.
Gli Antistaminici: possono anche essere usati, per trattare
alcuni tipi di insonnia, come ad esempio la difenidramina,
la doxilamina e la pririlamina; però anch’essi presentano
numerosi effetti collaterali indesiderati in quanto bloccano
i recettori istaminici H, presenti in moltissimi tessuti.
TRATTAMENTO
GEMMOTERAPICO
Si
usa la Tilia tomentosa per
insonnie generiche sia dell’adulto sia del bambino: germogli, Macerato
Glicerico 1 DH, da 50 a 70 gocce, una o due ore dopo cena e
50 gocce da una a tre volte al giorno.
I
semi di Ziziphus jujuba sono prescritti per le insonnie con sonno
disturbato da incubi.
Anche
i piccoli semi della Thuya
occidentali trovano indicazione nell’insonnia.
Della
Salix alba vengono
utilizzate maggiormente le gemme
per l’insonnia da nervosismo e ansia.
Le
gemme di Crataegus
oxyacantha sono indicate più specificatamente per
l’insonnia del soggetto cardiopatico che soffre di
eretismo cardiaco con palpitazioni; il Crataegus
può essere inoltre associato alla Tilia
tomentosa.
Possono
anche essere consigliate per l’insonnia:
Escholtzia californica: T.M.
40 gocce prima di andare a letto
Avena sativa:
T.M. 40
gocce prima di andare a letto
Passiflora:
T.M. 40 gocce prima di andare a letto
Valeriana:
T.M. 40
gocce prima di andare a letto
TERAPIA
OMEOPATICA
L’Ipersonnia: si consigliano rimedi diversi secondo il tipo di
stanchezza:
-
se associata a forte ansietà e spesso dovuta ad
eccessivo lavoro: Calcarea
carbonica: una dose alla 30
CH due volte al giorno;
-
con inquietudine dovuta a preoccupazioni: Arsenicum
album: una dose alla 30
CH due volte al giorno;
-
con irritabilità, dovuta a stress, eccessivo lavoro,
mancanza di sonno: Nux
vomica: una dose alla 30
CH due volte al giorno;
-
se cronica ed associata a tremori, dovuta a stress ed
eccessivo lavoro: Kali
phosphoricum: una dose alla 30
CH due volte al giorno.
L’Insonnia. Per l’insonnia passeggera o nervosa: dopo cena
infuso di Passiflora
e Tiglio. Se vi
è stato abuso qualunque; una causa occasionale, si potrà,
dopo la tisana, trattare con uno dei seguenti rimedi: una
dose (o 5 granuli) alla 9
CH, da ripetersi, se necessario, durante la notte.
Eccessi
alimentari:
-
Abuso di alcolici: Nux
vomica
-
Abuso di caffè: Coffea
-
Eccesso alimentare:
Nux vomica
-
Dopo diarrea o vomito:
China
Eccitazione
psichica:
-
Buona notizia, emozione piacevole:
Coffea
-
Cattiva notizia:
Gelsemium
-
Contrarietà:
IGNATIA AMARA
-
Dopo una collera:
Nux vomica
Disturbo
mentale occasionale:
-
Afflusso di idee: Coffea
-
Agitazione, ansia: Arsenicum
album
-
Dopo uno spavento:
Aconitum
-
Ipersensibilità al rumore:
Theridion
Stanchezza:
-
Fisica da sovraffaticamento:
Rhus
toxicodendron
-
Sovraffaticamento intellettuale passeggero:
Kali
phosphoricum
Piccoli
disturbi che impediscono di dormire:
-
Agitazione alle gambe:
Zincum
metallicum
-
Crampi ai polpacci e alle dita dei piedi:
Cuprum
aceticum (o Cup.
metallicum)
L’insonnia nei bambini: è solamente un sonno non
ristoratore o un’insufficienza della sua durata totale e
quindi si può distinguere questo sintomo secondo diverse
cause e secondo diverse tipologie di bambino:
Le
cause:
-
Mal di pancia:
Colycinthis, Magnesia phos., Dioscorea, Jalapa, Arsenicum album
-
Mal di denti:
Hypericum, Hepar sulfur
-
Naso ostruito:
Sambucus
-
Prurito:
Psorinum
-
Tosse:
Aconitum,
Spongia tosta, Sambucus
-
Tosse nervosa:
Pulsatilla, Sulfur
Tutti
alla 30 K, cinque granuli per tre volte al giorno.
-
Emozione o cambiamento: IGNATIA AMARA,
Valeriana, Borax, Arsenicum
-
Difficoltà ad addormentarsi:
Arnica
montana, Agaricus, Tarentula
-
Agitazione più psichica che fisica: Aconitum,
Coffea, Pulsatilla, Cypripedium
-
Angoscia di separazione:
Pulsatilla,
Arsenicum album, Stramonium
-
Angoscia dovuta a gelosia:
Lachesis mutus,
Hyosciamus, Causticum
Le
diverse tipologie di bambino:
L
- Capriccioso, nervoso, collerico: Cypripedium
, Chamomilla (due volte al giorno).
L
- Tranquillo di giorno ma la notte si sveglia, gioca, ride e
parla: Cypripedium,
Chamomilla,
Jalapa (due volte al giorno).
L
- Digrigna i denti mentre si addormenta: China,
Podophyllum.
L
- Dorme con la bocca aperta: Nux
vomica, Lycopodium, Sambucus nigra.
L
- Ha le adenoidi: Corizza.
L
- Ha paura di non sapere la lezione: Coffea.
L’IGNATIA
AMARA: nell’Ignatia
l’insonnia può essere causata da spasmi cardiaci: questi,
infatti, possono arrivare fino al punto che le palpitazioni
impediscono al malato di dormire, provocando la sensazione
che il cuore sia troppo grosso nel petto oppure che
quest’ultimo sia schiacciato da un peso. Tutto ciò si
accompagna ad angoscia e ad un’ansietà che lo tiene
sveglio la notte oppure che peggiora l’insonnia già
esistente. Un altro grande sintomo di Ignatia amara è proprio l’insonnia. Non sempre presente, e
molti Ignatia dormono molto bene, ma si instaura quando la nevrosi è
profonda. Quando ci troviamo davanti ad un’insonnia, che
è sempre dovuta ad un’intossicazione del sistema nervoso,
ad una grande disfunzione della cellula celebrale che non è
più in grado di passare attraverso la fase di eliminazione
dei metaboliti costituita dal sonno, bisogna valutare quale
sia la causa generale profonda di quest’insonnia. In Ignatia
amara l’insonnia è dovuta all’alterazione del
sistema nervoso autonomo e l’intossicazione con il
“veleno morale” come lo definisce Hodiamont.
BIBLIOGRAFIA:
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Iatria. Anno 1998-1999, Genova Ottobre 1998 / Giugno 1999.
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3)
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5)
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6)
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Ed. Zanichelli, 1996.
7)
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di farmacologia Omeopatica”. IPSA Ed. Palermo, 1984.
8)
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Medica lezioni classiche sui 179 rimedi essenziali
dell’Omeopatia”. Ed. RED. Como, 1983.
9)
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“Medicamenta”.
IV Edizione, 1933.
10)
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domestica Omeopatica”. Editori G. De Maddalena &
C. 1859.
11)
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comprensione della Omeopatia e Materia Medica, tipologia
Omeopatica e fondamenti scientifici”. Ed. RED. Como.
12)
- PITERA’, F.: “Compendio
di Gemmoterapia Clinica. Meristemoterapia”. Ed. De
Ferrrari. Genova, 1994.
13)
- RIVISTA: “Come
stai?”. Aprile 1997 – Maggio 1998 – Novembre 1998.
14)
- SMITH, T.: “An Encyclopaedia
od Homoeopathy”. Insight editions. Worthing, Sussex.
15)
- TONARELLI, C.: “Perché
e come curare con l’Omeopatia il tuo bambino”. Ed.
Franco Angeli, 1998.
16)
- WHITMONT, E.C.: “Omeopatia
e Psicanalisi”. Red. Studio Redazionale. Como
(Italia), Sowen.
|