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Il
mondo simbolico nel "Gioiello dello Yoga"
Gabriella
Cella Al Chamali
Insegnante Yoga della
"Yoga Vedanta Forest Academy Himalaya
(India) Hatha Yoga, Meditazione, Ayurveda.Insegnante Yoga
Ratna
Fondatrice S.I.Y.R. Scuola
di formazione a approfondimento
Gli
antichi cultori dello Yoga ebbero delle intuizioni veramente
straordinarie a ancora attualissime ai nostri giorni,
osservando tutto il mondo a loro circostante e facendo
assumere al proprio corpo innumerevoli forme, in grado di
ricalcare ciò che apparteneva al mondo vegetale, animale,
umano e divino.
Gli
Yoghin "rappresentavano" ogni cosa per
"divenire" quella stessa cosa mettendosi così
strettamente in relazione con l'oggetto rappresentato ne
prendevano la stessa energia vitale: un meraviglioso
processo analogico perciò, in grado di mettere l'adepto
dello Yoga nella possibilità di sperimentare tutte le forme
e tutti i processi per essere in sintonia con l'universo
tutto, fino ad assumere caratteristiche "divine".
Per
questo lo Yoga è così difficile da praticare e l'uomo di
ogni tempo ha cercato di semplificarlo, a volte anche
troppo, spogliandolo così della sua vera natura, della sua
profonda essenza. Così, non solo in Occidente ma anche
nell'India stessa, si trovano tantissime scuole che
presentano in modi differenti lo Yoga, chi guardandone
l'aspetto più fisico dimenticando quello spirituale, chi
prediligendo pratiche mentali ignorando il corpo.
Eppure
la parola Yoga significa "Unione", e l'unione per
l'individuo avviene tra tre componenti: Corpo (Sarira) -
Mente (Manas) e Spirito (Atman). Riguardando più
dettagliatamente all'aspetto simbolico dello Yoga troviamo
che le asana dell'Hatha Yoga, le posture da far assumere al
corpo, hanno un ipotetico numero di 8.400.000, lo stesso
della somma di tutte le specie esistenti.
Troviamo
anche che la somma di questo numero (8+4) da 12, rappresenta
il "ciclo finito", sottolineando la divisione
spazio-temporale dell'universo nei dodici settori dello
zodiaco a nei dodici mesi dell'anno. Se osserviamo poi
meglio le asana, anche quelle tradizionali più conosciute a
gli esercizi che muovono il corpo con la guida del respiro e
dei suoni, come il saluto al Sole, di nuovo abbiamo la
conferma che tutto lo Yoga è basato sul lavoro simbolico.
Così
se ad esempio un maestro contemporaneo mette a punto ones
sua" asana", questa non può essere inventata a
caso, ma deve avere un senso simbolico ben preciso,
altrimenti cade tutto il discorso di conoscenza profonda
degli antichi Yoghin. Ogni asana deve perciò avere un nome
che rappresenti la sua natura, femminile o maschile, e di
conseguenza la sua forza, lunare o solare, in armonia con il
movimento-elemento cosmico di terra, acqua, fuoco, aria o
etere e perciò deve portare ona azione sui punti locali
energetici, i Chakra, corrisponndenti agli organi interni
del corpo, che a loro volta sono relati ad un elemento.
Non
credo proprio che ci sia un'altra via, un'altra spiegazione
perché gli Yoghin, sgombri da ogni processo razionale, che
appartiene solo alla nostra cultura, riuscivano a
"sentire" così bene il loro corpo, così in
profondità, tanto da produrne ona mappa precisa, con tutti
i vari canali energetici e organi evisceri, con differenti
colori a forme.
Tutto
ciò senza potersi servire di sofisticati strumenti come
quelli che abbiamo oggi a disposizione, che comunque ci
hanno permesso di verificare quanto la loro antica
esposizione dell'anatomia a della fisiologia del corpo umano
non fosse affatto solo "mistica", come per anni
era stato supposto. Tornando ad esempi pratici: Surya
Namaskara, il Saluto al Sole, è l'antico saluto dei
Guerrieri del Sole che lo eseguivano perché l'energia del
Sole entrasse in loro.
La
tradizione lo attribuisce al Maestro Drona, the to insegnò
ai principini Pandava e Kaurava per istruirli alla sapienza
a all'arte della guerra, dove il nemico da affrontare erano
le avversità della vita. Il Saluto al Sole è formato da
dodici movimenti, ognuno dei quali rappresenta una
particolare forma ed è relato a Bija Mantra, piccoli
suoni-seme che vibrano in sintonia coi vari
movimenti-elementi del nostro corpo, nonché a Mantra
completi (formule) the indicano dodici aggettivi del Sole.
E'
un esercizio fortemente energizzante a riscaldante, che si
esegue al mattino appena svegli ed agisce particolarmente
sull'elemento fuoco, mantenendo anche gli altri elementi-
movimenti corporei (Terra, Acqua, Aria, Etere) in
equilibrio. Il Saluto al Sole tonifica tutti i muscoli,
massaggia gli organi interni ed elasticizza lo scheletro,
aumentando anche la capacità respiratoria.
E'
l'ideale per iniziare bene un nuovo giorno a attivare la
forma solare-maschile che è latente in ognuno di noi. Così
come Chandra Namaskara, il Saluto alla Luna che io ho messo
a punto unendo dodici posizione relate alla nostra parte più
femminile, si esegue alla sera prima di coricarsi perché
facilita il sonno, è rilassante e rinfrescante ed agisce
particolarmente sull'elemento Acqua, anch'esso tenendo
comunque in equilibrio energetico gli altri elementi
corporei.
Ancora
più marcato è il lavoro simbolico sulle asana, posture che
si mantengono a lungo nella completa immobilità, perché
rappresentano una forza che viene agita a mantenuta affinché
possa essere attivato un preciso punto focale, un Chakra:
durante gli esercizi dei Namaskara (i vari saluti alle
rappresentazioni del "divino") avvengono invece
solo stimolazioni energetiche, cioè "movimenti",
ma non attivazioni vere a proprie di Chakra, come nelle
asana.
La
prima asana the voglio descrivere per spiegare ancora di più
l'aspetto simbolico è quella di Adity. Adity è la madre
dei dodici Aditya, i segni zodiacali, dei dodici Màsa, i
mesi dell'anno edi tutti gli Dei. E' la grande Madre del
Mondo, Jagadamba. Il suo nome significa la Vasta, l'Estesa,
colei che tutto pervade, l'illuminata- Adity è anche il
sinonimo di Libertà.
Per
eseguire Adityasana ci si pone seduti a terra con le
ginocchia piegate a divaricate e le piante dei piedi uniti.
La base del corpo diviene un quadrato, tra le gambe e il
bacino, come la Terra, primo elemento che rappresenta. Le
mani, con le dita intrecciate vanno sotto le punte dei
piedi, gli avambracci scendono al suolo fino ai gomiti, al
di là delle gambe, e la fronte si appoggia sui talloni.
C'è
una grande forza nel bacino, che si espande. Il Chakra
Muladhara, la Radice della Terra, che è alla base della
colonna vertebrate viene stimolato ed il Chakra Svadhisthana,
relato all'Acqua, nella profondità dei genitali, viene
attivato.
L'apparato
genito-urinario si massaggia e tonifica, e tuttti i canali
energetici in cui scorre il liquido corporeo divengono più
fluidi. Il bacino si apre, diviene più flessibile, si
espande: questa asana è adattissima per preparare la futura
madre al parto. La potenzialità sessuale aumenta con la
capacità di lasciarsi andare all'asana, dove si giunge a
vivere meglio la parte più femminile di noi, uomini o donne
che siano.
Sul
piano fisico viene facilitata l'eliminazione delle impurità,
di tutto ciò che deve uscire dal corpo, sul piano psichico
si acquietano lira, l'invidia, l'avidità (funzioni del
Ghakra Muladhara). La seconda asana che vi porto ad esempio
è quella di Virabadra, il guerriero, l'eroe dall'immensa
forza, di natura solo maschia, manifestazione terrifica
dell'ira di Shiva, esprime tutta la potenza del maschile che
sta dentro di noi.
Per
eseguire Virabadrasana ci si porta in piedi a gambe ben
divaricate, con le braccia tese in avanti, le mani giunte e
i pollici accavallati. Una profonda inspirazione accompagna
il busto the ruota verso destra, mentre il piede destro
ruota sul tallone per portarsi di profilo.
Il
ginocchio destro si flette durante una vigorosa espirazione.
L'inspirazione porta le braccia tese al cielo e l'espiro
accompagna il capo che scende all'indietro, perché gli
occhi possano guardare al cielo. L'asana si mantiene, il più
a lungo possibile nella completa immobilità a viene
ripetuta con gli stessi tempi sul lato sinistro.
Rafforza
il corpo intero aumentando la potenza muscolace delle gambe,
delle braccia e del torace, permette inoltre di vivere più
intensamente la nostra parte solare-maschile. Attiva
particolarmente il Fuoco assicurando sul piano fisico la
"trasformazione" della materia grossolana e sul
piano psichico il "potere" sull'elemento Fuoco.
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