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Anno III

Numero I

Gennaio - Marzo 1999

 

Il mondo simbolico nel "Gioiello dello Yoga"

 

 

Gabriella Cella Al Chamali

Insegnante Yoga della "Yoga Vedanta Forest Academy Himalaya
(India) Hatha Yoga, Meditazione, Ayurveda.Insegnante Yoga Ratna

Fondatrice S.I.Y.R. Scuola di formazione a approfondimento

 

Gli antichi cultori dello Yoga ebbero delle intuizioni veramente straordinarie a ancora attualissime ai nostri giorni, osservando tutto il mondo a loro circostante e facendo assumere al proprio corpo innumerevoli forme, in grado di ricalcare ciò che apparteneva al mondo vegetale, animale, umano e divino.

Gli Yoghin "rappresentavano" ogni cosa per "divenire" quella stessa cosa mettendosi così strettamente in relazione con l'oggetto rappresentato ne prendevano la stessa energia vitale: un meraviglioso processo analogico perciò, in grado di mettere l'adepto dello Yoga nella possibilità di sperimentare tutte le forme e tutti i processi per essere in sintonia con l'universo tutto, fino ad assumere caratteristiche "divine".

Per questo lo Yoga è così difficile da praticare e l'uomo di ogni tempo ha cercato di semplificarlo, a volte anche troppo, spogliandolo così della sua vera natura, della sua profonda essenza. Così, non solo in Occidente ma anche nell'India stessa, si trovano tantissime scuole che presentano in modi differenti lo Yoga, chi guardandone l'aspetto più fisico dimenticando quello spirituale, chi prediligendo pratiche mentali ignorando il corpo.

Eppure la parola Yoga significa "Unione", e l'unione per l'individuo avviene tra tre componenti: Corpo (Sarira) - Mente (Manas) e Spirito (Atman). Riguardando più dettagliatamente all'aspetto simbolico dello Yoga troviamo che le asana dell'Hatha Yoga, le posture da far assumere al corpo, hanno un ipotetico numero di 8.400.000, lo stesso della somma di tutte le specie esistenti.

Troviamo anche che la somma di questo numero (8+4) da 12, rappresenta il "ciclo finito", sottolineando la divisione spazio-temporale dell'universo nei dodici settori dello zodiaco a nei dodici mesi dell'anno. Se osserviamo poi meglio le asana, anche quelle tradizionali più conosciute a gli esercizi che muovono il corpo con la guida del respiro e dei suoni, come il saluto al Sole, di nuovo abbiamo la conferma che tutto lo Yoga è basato sul lavoro simbolico.

Così se ad esempio un maestro contemporaneo mette a punto ones sua" asana", questa non può essere inventata a caso, ma deve avere un senso simbolico ben preciso, altrimenti cade tutto il discorso di conoscenza profonda degli antichi Yoghin. Ogni asana deve perciò avere un nome che rappresenti la sua natura, femminile o maschile, e di conseguenza la sua forza, lunare o solare, in armonia con il movimento-elemento cosmico di terra, acqua, fuoco, aria o etere e perciò deve portare ona azione sui punti locali energetici, i Chakra, corrisponndenti agli organi interni del corpo, che a loro volta sono relati ad un elemento.

Non credo proprio che ci sia un'altra via, un'altra spiegazione perché gli Yoghin, sgombri da ogni processo razionale, che appartiene solo alla nostra cultura, riuscivano a "sentire" così bene il loro corpo, così in profondità, tanto da produrne ona mappa precisa, con tutti i vari canali energetici e organi evisceri, con differenti colori a forme.

Tutto ciò senza potersi servire di sofisticati strumenti come quelli che abbiamo oggi a disposizione, che comunque ci hanno permesso di verificare quanto la loro antica esposizione dell'anatomia a della fisiologia del corpo umano non fosse affatto solo "mistica", come per anni era stato supposto. Tornando ad esempi pratici: Surya Namaskara, il Saluto al Sole, è l'antico saluto dei Guerrieri del Sole che lo eseguivano perché l'energia del Sole entrasse in loro.

La tradizione lo attribuisce al Maestro Drona, the to insegnò ai principini Pandava e Kaurava per istruirli alla sapienza a all'arte della guerra, dove il nemico da affrontare erano le avversità della vita. Il Saluto al Sole è formato da dodici movimenti, ognuno dei quali rappresenta una particolare forma ed è relato a Bija Mantra, piccoli suoni-seme che vibrano in sintonia coi vari movimenti-elementi del nostro corpo, nonché a Mantra completi (formule) the indicano dodici aggettivi del Sole.

E' un esercizio fortemente energizzante a riscaldante, che si esegue al mattino appena svegli ed agisce particolarmente sull'elemento fuoco, mantenendo anche gli altri elementi- movimenti corporei (Terra, Acqua, Aria, Etere) in equilibrio. Il Saluto al Sole tonifica tutti i muscoli, massaggia gli organi interni ed elasticizza lo scheletro, aumentando anche la capacità respiratoria.

E' l'ideale per iniziare bene un nuovo giorno a attivare la forma solare-maschile che è latente in ognuno di noi. Così come Chandra Namaskara, il Saluto alla Luna che io ho messo a punto unendo dodici posizione relate alla nostra parte più femminile, si esegue alla sera prima di coricarsi perché facilita il sonno, è rilassante e rinfrescante ed agisce particolarmente sull'elemento Acqua, anch'esso tenendo comunque in equilibrio energetico gli altri elementi corporei.

Ancora più marcato è il lavoro simbolico sulle asana, posture che si mantengono a lungo nella completa immobilità, perché rappresentano una forza che viene agita a mantenuta affinché possa essere attivato un preciso punto focale, un Chakra: durante gli esercizi dei Namaskara (i vari saluti alle rappresentazioni del "divino") avvengono invece solo stimolazioni energetiche, cioè "movimenti", ma non attivazioni vere a proprie di Chakra, come nelle asana.

La prima asana the voglio descrivere per spiegare ancora di più l'aspetto simbolico è quella di Adity. Adity è la madre dei dodici Aditya, i segni zodiacali, dei dodici Màsa, i mesi dell'anno edi tutti gli Dei. E' la grande Madre del Mondo, Jagadamba. Il suo nome significa la Vasta, l'Estesa, colei che tutto pervade, l'illuminata- Adity è anche il sinonimo di Libertà.

Per eseguire Adityasana ci si pone seduti a terra con le ginocchia piegate a divaricate e le piante dei piedi uniti. La base del corpo diviene un quadrato, tra le gambe e il bacino, come la Terra, primo elemento che rappresenta. Le mani, con le dita intrecciate vanno sotto le punte dei piedi, gli avambracci scendono al suolo fino ai gomiti, al di là delle gambe, e la fronte si appoggia sui talloni.

C'è una grande forza nel bacino, che si espande. Il Chakra Muladhara, la Radice della Terra, che è alla base della colonna vertebrate viene stimolato ed il Chakra Svadhisthana, relato all'Acqua, nella profondità dei genitali, viene attivato.

L'apparato genito-urinario si massaggia e tonifica, e tuttti i canali energetici in cui scorre il liquido corporeo divengono più fluidi. Il bacino si apre, diviene più flessibile, si espande: questa asana è adattissima per preparare la futura madre al parto. La potenzialità sessuale aumenta con la capacità di lasciarsi andare all'asana, dove si giunge a vivere meglio la parte più femminile di noi, uomini o donne che siano.

Sul piano fisico viene facilitata l'eliminazione delle impurità, di tutto ciò che deve uscire dal corpo, sul piano psichico si acquietano lira, l'invidia, l'avidità (funzioni del Ghakra Muladhara). La seconda asana che vi porto ad esempio è quella di Virabadra, il guerriero, l'eroe dall'immensa forza, di natura solo maschia, manifestazione terrifica dell'ira di Shiva, esprime tutta la potenza del maschile che sta dentro di noi.

Per eseguire Virabadrasana ci si porta in piedi a gambe ben divaricate, con le braccia tese in avanti, le mani giunte e i pollici accavallati. Una profonda inspirazione accompagna il busto the ruota verso destra, mentre il piede destro ruota sul tallone per portarsi di profilo.

Il ginocchio destro si flette durante una vigorosa espirazione. L'inspirazione porta le braccia tese al cielo e l'espiro accompagna il capo che scende all'indietro, perché gli occhi possano guardare al cielo. L'asana si mantiene, il più a lungo possibile nella completa immobilità a viene ripetuta con gli stessi tempi sul lato sinistro.

Rafforza il corpo intero aumentando la potenza muscolace delle gambe, delle braccia e del torace, permette inoltre di vivere più intensamente la nostra parte solare-maschile. Attiva particolarmente il Fuoco assicurando sul piano fisico la "trasformazione" della materia grossolana e sul piano psichico il "potere" sull'elemento Fuoco.