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Anno II

Numero IV

Luglio - Agosto 1998

 

LEDUM PALUSTRE
E
PATOLOGIE DA TRAUMA


Dott.ssa Maria Grazia Verri
Farmacista – Genova

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PROFILO STORICO


    Il Rosmarino di palude deve il suo nome scientifico alla parola greca Ledos, che significa mantello di lana e si riferisce alla peluria nella pagina inferiore delle foglie.

    Già Dioscoride usò questa denominazione per quelle piante arbustive e vivamente ornamentali che, botanicamente, vengono chiamate con il nome di Cistus.

    Fu il Ruppius, antico botanico, ad adottare la trasposizione del remoto appellativo greco, anche se arbitrariamente, giacché le specie di questo genere crescono in zone che erano sicuramente del tutto ignote al grande naturalista greco.

    Comunque il genere Ledum appartiene alla sistematica vegetale linneana, conservando la denominazione del Ruppius.

    La coltivazione delle prime specie ascritte al genere risale già al termine del secolo XVIII.

    Ancora oggi vengono piantati soprattutto come arbusti da giardinaggio e, come tali, da coltivare in un composto formato da terra d’erica e da terriccio di foglie, in vaso o in aiuole, da distribuirsi nei tappeti erbosi.

    Migliori risultati, ancora, si ottengono aggiungendo al composto suddetto anche della sabbia silicea di fiume un po’ grossolana.



DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DELLE VARIE SPECIE

    La maggior parte delle specie di questo genere appartengono alla flora dell’America settentrionale (soprattutto Canada e Stati Uniti), altre crescono in Asia centrale e nella Corea del nord; in Europa le troviamo nelle regioni subartiche (Norvegia, Altopiani dell’Islanda) ed anche, in parte, in quelle centrali (Inghilterra, Irlanda).

    L’habitat di questa pianta è costituito dalle boscaglie, dalle lande a brughiera e dai boschi di conifere.


    Tipica è la cosiddetta "tundra ad Ericacee nane" (vedi fig.).

    Il Rosmarino di palude può formare distese molto dense all’ombra dei mughi; a volte si trova negli anfratti delle rocce di arenaria umidi e muschiosi.





CLASSIFICAZIONE


Divisione:    ANGIOSPERMAE
Classe:        DICOTYLEDONES
Ordine:    ERICALES
Famiglia:    ERICACEAE
Genere:    LEDUM



CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E
PRINCIPALI DIFFERENZE FRA I VARI TIPI DI LEDUM


    I Ledum sono graziosi, piccoli arbusti sempreverdi, ricoperti di peluria nell’età giovanile, alti circa un metro, capaci di vivere una trentina di anni.

    Le Foglie sono alterne e possono essere lineari (L. palustre), oblunghe (L. groenlandi-cum) o ricurve (L. columbianum), intere, coriacee. La pagina inferiore può essere squamoso-granulare (L. glandulosum), oppure tomentosa.
Tra le foglie tomentose, poi, si distinguono quelle glauche (L. hypoleucum) e quelle pelose (L. palustre, L. groenlandicum, L. columbianum).
Inoltre il L. palustre non è rossiccio, ma verde nella pagina inferiore.
    I margini sono rivoltati in basso.

    I Fiori sono lungamente pedicellati, piuttosto piccoli (0,5 – 0,8 cm.), bianchi e profumati. Sono pentameri (Ledum è uno dei pochissimi generi della vasta famiglia delle Ericacee ad avere fiori multipetali) e formano infiorescenze corimbose terminali e multifiore, che sembrano ombrelle.
    Fioriscono da maggio a giugno.

    Il Calice ha cinque lobi ed è usualmente piccolissimo.

    La Corolla, bianca, ha forma circolare, quasi appiattita ed è composta da cinque petali obovali, ottusi, patenti, liberi e disposti a stella.

    Gli Stami sono da cinque a dieci, sempre estroflessi e con antere bislunghe e diritte.


    Il Frutto è una capsula a cinque logge, lunga circa 0,5 cm., pendula, secca ed aguzza per la persistenza dello stilo.

    I Semi sono numerosi, piccoli, fusiformi ed alati, per cui vengono dispersi dal vento lontano dalla pianta madre.





MOLTIPLICAZIONE, TRAPIANTO E PERIODIO DI RACCOLTA


    Gli arbusti di Ledum palustre si moltiplicano sia sessualmente da semi, sia più comodamente da talea di legno semimaturo o con le margotte, oppure con la divisione di cespi molto forti, operazione che si pratica fra l’autunno e l’inverno, a seconda delle località dove trovasi il giardino.

    Nel trapianto la pianta deve essere trasferita sempre con tutta la sua zolla di terra che circonda le radici, perché sono piante che non sopportano lesioni al pane radicale.

    Si piantano in maggio o in settembre; non richiedono alcuna potatura ed è solo utile tener netto il cespuglio, arieggiato, asportandone i fiori secchi.

    La pianta fresca viene raccolta quando fiorisce e poi viene seccata e ridotta in polvere per preparare il rimedio omeopatico.



TOSSICITA’


    Tutte le parti della pianta contengono un olio essenziale aromatico e tossico, particolarmente concentrato nelle foglie e nei fiori (0,5 – 3%).

    La tossicità dell’olio è dovuta all’alcool sesquiterpenico cristallino noto come Ledolo e probabilmente anche al Palustrolo.

    In epoca recente sono stati espressi ad alcuni autori dubbi sulle concentrazioni, in questa pianta, dei glicosidi Arbutina e Ericolina, generalmente riportate dalla letteratura tossicologica; tali sostanze non possiedono molta importanza nel determinare la tossicità del Rosmarino di palude.

Il Ledolo possiede azione irritante e, se ingerito, provoca inizialmente uno stato di eccitazione e di intossicazione, quindi vomito, dolori addominali e grave diarrea. Può anche provocare la congestione della regione pelvica inferiore; ha effetto irritante sui reni e sulle vie urinarie e può determinare l’aborto nelle donne gravide.


    Ulteriori sintomi, che compaiono in seguito all’ingestione di elevate quantità di Ledum, sono: dolori muscolari, vertigini, crampi e collasso.

    Sono noti casi di avvelenamento dell’uomo; in campo veterinario le sole intossicazioni registrate risultano a carico della specie caprina.

    L’intossicazione da Rosmarino palustre si conclude con il decesso delle vittime in diversi casi di tentativi di aborto.






USI ANTICHI E MEDICINA POPOLARE


    La pianta del Ledum palustre, che ha un odore di disinfettante, vagamente canforato, era usata già nel XIII secolo dai finlandesi per liberarsi da insetti nocivi.
    Si seccavano le foglie e si preparava la polvere insetticida.

    La medicina, sia popolare, sia ufficiale, si è interessata molto a questa pianta ed al suo uso: i fusti ed i fiori erano ritenuti bechici, espettoranti, febbrifughi ed abortivi.

    Nel Medioevo si aggiungevano alla birra come sostanza aromatica e conservante.

    Alla fine del XV secolo si utilizzavano ancora, in certe regioni, le foglie, come sostitutive del luppolo.

    Linneo (Carl Von Linnè 1707-1778), famoso botanico svedese, fu il primo ad usare scientificamente Ledum palustre per curare infezioni e tosse.

    Nel 1773, dopo che fu introdotta la tassa sul tè nelle colonie inglesi d’America, il Rosmarino ne divenne, per qualche tempo, il sostituto.

    E proprio durante la guerra di indipendenza nell’America settentrionale, anche le foglie di L. groenlandicum sarebbero state usate come sostituto del tè, giustificando così la denominazione popolare di "Tè del Labraros".

    Sempre nella medicina popolare il Ledum palustre veniva utilizzato come rimedio esterno nella medicazione delle ferite (l’olio essenziale ha proprietà antisettiche), nella cura degli eczemi persistenti e per eliminare i parassiti (insetti ed acari).


ORGANOTROPISMO ED AZIONE PATOGENA

Ledum palustre agisce elettivamente sull’apparato digerente, l’apparato locomotorio, l’apparato circolatorio, la cute.
    Ciò è deducibile sperimentalmente verificando la sua azione patogenetica.

    Infatti l’intestino è fortemente irritato, con feci diarroiche e sanguinolente.

Sull’apparato locomotore provoca fenomeni flogistici a  carico del tessuto fibroso e delle articolazioni, che ci ricordano il reumatismo gottoso.

    A livello dei capillari, produce suffusioni emorragiche con ecchimosi violacee, scure, nelle regioni in cui il pannicolo adiposo è poco abbondante, come agli arti.

    Infine sulla cute si hanno eruzioni papulose ed erpetiche.


TIPOLOGIA

    Il soggetto sensibile si riscontra su un terreno gottoso o etilico.

    I tipi Ledum sono robusti, pletorici, con diatesi emorragica; il loro viso è congesto, oppure, benché più raramente, sono pallidi e delicati, con scorso calore vitale, ma temono il calore esterno.
    Hanno facilmente sabbia rossa nelle urine.

    Come carattere sono soggetti collerici, che possono avere crisi violente di rabbia, amanti della solitudine, misantropi.



MODALITA’ E REAZIONI CARATTERISTICHE


AGGRAVAMENTO:
¨    con il movimento;
¨    con il calore (delle coperte, dei vestiti);
¨    di notte;
¨    mangiando uova o bevendo alcool.

MIGLIORAMENTO:
¨    con il riposo;
¨    con il freddo (anche mettendo i piedi nell’acqua ghiacciata).
(Il Kent riporta la storia del notaio:
Kent, chiamato d’urgenza al capezzale di uno dei suoi pazienti, notaio del suo stato, per una crisi di gotta, lo trovò seduto con il piede dolente immerso in un bacile pieno d’acqua con pezzetti di ghiaccio.
E’ l’indicazione di Ledum! Scrive l’illustre Kent.
Il rimedio dato ad alte diluizioni guarì lo sfortunato notaio.).

EZIOLOGIA:
¨    abuso di alcolici;
¨    abuso di colchico;
¨    ferite da puntura, da strumenti appuntiti.

SENSAZIONI:
¨    dolori da contusione;
¨    dolori acuti.

TIPOGRAFIA:
¨    i dolori acuti colpiscono il piede (alluce e tallone);
¨    i dolori salgono dal basso in alto (diverso da Kalmia, che scende dall’alto in basso).

LATERALITA’:
¨    sinistra superiore;
¨    destra inferiore.

DOSI:
¨    tutte le diluizioni a partire dalla terza.



INDICAZIONI CLINICHE

q    CUTANEE.
q    REUMATICHE
q    TRAUMATICHE.



q    CUTANEE.

Acne rosacea degli etilisti: cinque granuli alla 5 CH, due volte al giorno, unitamente al rimedio di fondo (Sulfur, Lachesis, Nux vomica, Thuya, ecc.).


q    REUMATICHE

Ledum palustre si rivela come importante rimedio dell’artritico uricemico (attacchi di gotta o gotta cronica).
Le articolazioni colpite sono calde, gonfie, ma restano pallide, bianche (Colchicum e Belladonna sono, invece, rosse, Apis è rosa).
Il dolore, poi, migliora col freddo e peggiora col caldo (al contrario di Colchicum) e questo è proprio un sintomo che richiama Ledum.
Nelle crisi acute si prescrivono cinque granuli alla 5 CH ogni quattro-sei ore.
Nei casi cronici una dose alla 9 o alle 15 CH una-due volte alla settimana, oppure Ledum cplx. Lehning 10 gocce una volta al giorno.



q    TRAUMATICHE.

I principali rimedi dei traumi fisici sono:

·    Arnica montana        (grande rimedio dei traumi, soprattutto dei muscoli e dei
capillari).
·    Bellis perennis        (trauma delle pelvi, per es.: dopo intervento chirurgico).
·    China rubra        (casi di emorragia, per compensare la stanchezza dovuta a
perdita di liquidi).
·    Conium maculatum    (trauma del seno).
·    Hypericum perforatum    (trauma dei filetti nervosi, cadute sul coccige, dita schiacciate).
·    Natrum sulfuricum    (trauma cranico).
·    Rhus toxicodendron    (trauma dei tendini, distorsioni).
·    Ruta graveolens        (trauma del periostio, vecchie distorsioni).
·    Staphysagria        (trauma da strumento tagliente).
·    Symphytum officinale    (trauma del globo oculare con frattura ossea).

·    LEDUM PALUSTRE    Come Arnica, Ledum è un buon rimedio delle ECCHIMOSI e
dei LIVIDI.


    In un trauma si pensa subito ad Arnica, ma, quando la traccia della botta tarda a sparire, una dose di Ledum 9 CH risolve il problema, perché Ledum completa l’azione iniziata da Arnica.

    Ledum è poi lo specifico dell’OCCHIO NERO (trauma dopo un pugno o perché colpiti da una palla da tennis).

Un pugile può venire curato con Ledum 4 CH, insieme ad Arnica 5 CH e Calendula 5 CH, due granuli di ciascuno una volta al giorno.

    Si usa Ledum anche nelle ferite da strumenti appuntiti (spine, chiodi arrugginiti, ecc.).
    La posologia è di Ledum 5 CH, cinque granuli ogni sei ore, con in più, al mattino ed alla sera, una dose di Pyrogenium 5 CH per tre-quattro giorni, se si temono complicanze settiche.

    Infatti Ledum palustre viene anche usato nel trattamento di pronto soccorso del tetano, quando, per una caduta da cavallo e dalla bicicletta, ecc., la piaga o la punta sembrano pericolose e ci si trova lontani da un medico.

    Viene usato alla 9 CH insieme agli altri rimedi di pronto soccorso specifici per il caso (Tetanoxinum 5 CH, Cloruro di magnesio, Pyrogenium 5 CH, Hypericum 9 CH, Cicuta virosa 9 CH e Metaldehydum 5 CH.).

    Strumenti appuntiti sono pure le siringhe e Ledum si può usare per eliminare l’ematoma risultante dalla mancanza di abilità di un infermiere nel praticare un’iniezione o un prelievo.



    Anche il morso di cane è un trauma che si può curare, aspettando il medico, con Hypericum 4 CH e Ledum 4 CH, due granuli ogni ora alternando.

    Hypericum va bene perché il cane, con il morso, potrebbe aver leso il nervo.

    Infine, anche le punture di zanzare, api, ragni ed altri insetti producono piccoli traumi su cui Ledum palustre agisce molto bene.

    Si può dare una dose alla 9 CH di solo Ledum, se la regione colpita è fredda al tocco, oppure si possono alternare Apis mellifica 5 CH e Calendula 5 CH, due granuli di ognuno.

    Si può usare Ledum anche come preventivo delle punture di insetti.

    Gli apicoltori corrono molto meno rischi di essere punti se prendono tre globuli di Ledum 9 CH prima di occuparsi dei loro alverari.

    Certuni dicono di attirare o chiamare a sé le zanzare. Ledum palustre 5 CH, cinque granuli mattino e sera durante tutta la stagione degli insetti o le vacanze, eviterà di essere un cibo prelibato.

    Per calmare il dolore si può praticare l’applicazione locale di un tampone imbibito della seguente preparazione:

Calendula         T.M.  
Ledum palustre  T.M.  }    30 ml.
Apis          T.M.  


apporta un sollievo quasi immediato.




INCOMPATIBILITA’


    Ledum palustre è incompatibile con China.




ANTIDOTO


    Nella sfera cutanea Ledum è un antidoto di Rhus toxicodendron; a sua volta è antidotato da Camphora.



BIBLIOGRAFIA


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