PROFILO STORICO
Il Rosmarino di palude deve il suo nome scientifico
alla parola greca Ledos, che significa mantello di lana e si riferisce
alla peluria nella pagina inferiore delle foglie.
Già Dioscoride usò questa
denominazione per quelle piante arbustive e vivamente ornamentali che,
botanicamente, vengono chiamate con il nome di Cistus.
Fu il Ruppius, antico botanico, ad adottare la
trasposizione del remoto appellativo greco, anche se arbitrariamente,
giacché le specie di questo genere crescono in zone che erano
sicuramente del tutto ignote al grande naturalista greco.
Comunque il genere Ledum appartiene alla sistematica
vegetale linneana, conservando la denominazione del Ruppius.
La coltivazione delle prime specie ascritte al
genere risale già al termine del secolo XVIII.
Ancora oggi vengono piantati soprattutto come
arbusti da giardinaggio e, come tali, da coltivare in un composto
formato da terra d’erica e da terriccio di foglie, in vaso o in aiuole,
da distribuirsi nei tappeti erbosi.
Migliori risultati, ancora, si ottengono aggiungendo
al composto suddetto anche della sabbia silicea di fiume un po’
grossolana.
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DELLE VARIE SPECIE
La maggior parte delle specie di questo genere
appartengono alla flora dell’America settentrionale (soprattutto Canada
e Stati Uniti), altre crescono in Asia centrale e nella Corea del nord;
in Europa le troviamo nelle regioni subartiche (Norvegia, Altopiani
dell’Islanda) ed anche, in parte, in quelle centrali (Inghilterra,
Irlanda).
L’habitat di questa pianta è costituito dalle
boscaglie, dalle lande a brughiera e dai boschi di conifere.
Tipica è la cosiddetta "tundra ad Ericacee
nane" (vedi fig.).
Il Rosmarino di palude può formare distese
molto dense all’ombra dei mughi; a volte si trova negli anfratti delle
rocce di arenaria umidi e muschiosi.
CLASSIFICAZIONE
Divisione: ANGIOSPERMAE
Classe: DICOTYLEDONES
Ordine: ERICALES
Famiglia: ERICACEAE
Genere: LEDUM
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E
PRINCIPALI DIFFERENZE FRA I VARI TIPI DI LEDUM
I Ledum sono graziosi, piccoli arbusti sempreverdi,
ricoperti di peluria nell’età giovanile, alti circa un metro,
capaci di vivere una trentina di anni.
Le Foglie sono alterne e possono essere lineari (L.
palustre), oblunghe (L. groenlandi-cum) o ricurve (L. columbianum),
intere, coriacee. La pagina inferiore può essere
squamoso-granulare (L. glandulosum), oppure tomentosa.
Tra le foglie tomentose, poi, si distinguono quelle glauche (L.
hypoleucum) e quelle pelose (L. palustre, L. groenlandicum, L.
columbianum).
Inoltre il L. palustre non è rossiccio, ma verde nella pagina
inferiore.
I margini sono rivoltati in basso.
I Fiori sono lungamente pedicellati, piuttosto
piccoli (0,5 – 0,8 cm.), bianchi e profumati. Sono pentameri (Ledum
è uno dei pochissimi generi della vasta famiglia delle Ericacee
ad avere fiori multipetali) e formano infiorescenze corimbose terminali
e multifiore, che sembrano ombrelle.
Fioriscono da maggio a giugno.
Il Calice ha cinque lobi ed è usualmente
piccolissimo.
La Corolla, bianca, ha forma circolare, quasi
appiattita ed è composta da cinque petali obovali, ottusi,
patenti, liberi e disposti a stella.
Gli Stami sono da cinque a dieci, sempre estroflessi
e con antere bislunghe e diritte.
Il Frutto è una capsula a cinque logge, lunga
circa 0,5 cm., pendula, secca ed aguzza per la persistenza dello stilo.
I Semi sono numerosi, piccoli, fusiformi ed alati,
per cui vengono dispersi dal vento lontano dalla pianta madre.
MOLTIPLICAZIONE, TRAPIANTO E PERIODIO DI RACCOLTA
Gli arbusti di Ledum palustre si moltiplicano sia
sessualmente da semi, sia più comodamente da talea di legno
semimaturo o con le margotte, oppure con la divisione di cespi molto
forti, operazione che si pratica fra l’autunno e l’inverno, a seconda
delle località dove trovasi il giardino.
Nel trapianto la pianta deve essere trasferita
sempre con tutta la sua zolla di terra che circonda le radici,
perché sono piante che non sopportano lesioni al pane radicale.
Si piantano in maggio o in settembre; non richiedono
alcuna potatura ed è solo utile tener netto il cespuglio,
arieggiato, asportandone i fiori secchi.
La pianta fresca viene raccolta quando fiorisce e
poi viene seccata e ridotta in polvere per preparare il rimedio
omeopatico.
TOSSICITA’
Tutte le parti della pianta contengono un olio
essenziale aromatico e tossico, particolarmente concentrato nelle
foglie e nei fiori (0,5 – 3%).
La tossicità dell’olio è dovuta
all’alcool sesquiterpenico cristallino noto come Ledolo e probabilmente
anche al Palustrolo.
In epoca recente sono stati espressi ad alcuni
autori dubbi sulle concentrazioni, in questa pianta, dei glicosidi
Arbutina e Ericolina, generalmente riportate dalla letteratura
tossicologica; tali sostanze non possiedono molta importanza nel
determinare la tossicità del Rosmarino di palude.
Il Ledolo possiede azione irritante e, se ingerito, provoca
inizialmente uno stato di eccitazione e di intossicazione, quindi
vomito, dolori addominali e grave diarrea. Può anche provocare
la congestione della regione pelvica inferiore; ha effetto irritante
sui reni e sulle vie urinarie e può determinare l’aborto nelle
donne gravide.
Ulteriori sintomi, che compaiono in seguito
all’ingestione di elevate quantità di Ledum, sono: dolori
muscolari, vertigini, crampi e collasso.
Sono noti casi di avvelenamento dell’uomo; in campo
veterinario le sole intossicazioni registrate risultano a carico della
specie caprina.
L’intossicazione da Rosmarino palustre si conclude
con il decesso delle vittime in diversi casi di tentativi di aborto.
USI ANTICHI E MEDICINA POPOLARE
La pianta del Ledum palustre, che ha un odore di
disinfettante, vagamente canforato, era usata già nel XIII
secolo dai finlandesi per liberarsi da insetti nocivi.
Si seccavano le foglie e si preparava la polvere
insetticida.
La medicina, sia popolare, sia ufficiale, si
è interessata molto a questa pianta ed al suo uso: i fusti ed i
fiori erano ritenuti bechici, espettoranti, febbrifughi ed abortivi.
Nel Medioevo si aggiungevano alla birra come
sostanza aromatica e conservante.
Alla fine del XV secolo si utilizzavano ancora, in
certe regioni, le foglie, come sostitutive del luppolo.
Linneo (Carl Von Linnè 1707-1778), famoso
botanico svedese, fu il primo ad usare scientificamente Ledum palustre
per curare infezioni e tosse.
Nel 1773, dopo che fu introdotta la tassa sul
tè nelle colonie inglesi d’America, il Rosmarino ne divenne, per
qualche tempo, il sostituto.
E proprio durante la guerra di indipendenza
nell’America settentrionale, anche le foglie di L. groenlandicum
sarebbero state usate come sostituto del tè, giustificando
così la denominazione popolare di "Tè del Labraros".
Sempre nella medicina popolare il Ledum palustre
veniva utilizzato come rimedio esterno nella medicazione delle ferite
(l’olio essenziale ha proprietà antisettiche), nella cura degli
eczemi persistenti e per eliminare i parassiti (insetti ed acari).
ORGANOTROPISMO ED AZIONE PATOGENA
Ledum palustre agisce elettivamente sull’apparato digerente, l’apparato
locomotorio, l’apparato circolatorio, la cute.
Ciò è deducibile sperimentalmente
verificando la sua azione patogenetica.
Infatti l’intestino è fortemente irritato,
con feci diarroiche e sanguinolente.
Sull’apparato locomotore provoca fenomeni flogistici a carico del
tessuto fibroso e delle articolazioni, che ci ricordano il reumatismo
gottoso.
A livello dei capillari, produce suffusioni
emorragiche con ecchimosi violacee, scure, nelle regioni in cui il
pannicolo adiposo è poco abbondante, come agli arti.
Infine sulla cute si hanno eruzioni papulose ed
erpetiche.
TIPOLOGIA
Il soggetto sensibile si riscontra su un terreno
gottoso o etilico.
I tipi Ledum sono robusti, pletorici, con diatesi
emorragica; il loro viso è congesto, oppure, benché
più raramente, sono pallidi e delicati, con scorso calore
vitale, ma temono il calore esterno.
Hanno facilmente sabbia rossa nelle urine.
Come carattere sono soggetti collerici, che possono
avere crisi violente di rabbia, amanti della solitudine, misantropi.
MODALITA’ E REAZIONI CARATTERISTICHE
AGGRAVAMENTO:
¨ con il movimento;
¨ con il calore (delle coperte, dei vestiti);
¨ di notte;
¨ mangiando uova o bevendo alcool.
MIGLIORAMENTO:
¨ con il riposo;
¨ con il freddo (anche mettendo i piedi
nell’acqua ghiacciata).
(Il Kent riporta la storia del notaio:
Kent, chiamato d’urgenza al capezzale di uno dei suoi pazienti, notaio
del suo stato, per una crisi di gotta, lo trovò seduto con il
piede dolente immerso in un bacile pieno d’acqua con pezzetti di
ghiaccio.
E’ l’indicazione di Ledum! Scrive l’illustre Kent.
Il rimedio dato ad alte diluizioni guarì lo sfortunato notaio.).
EZIOLOGIA:
¨ abuso di alcolici;
¨ abuso di colchico;
¨ ferite da puntura, da strumenti appuntiti.
SENSAZIONI:
¨ dolori da contusione;
¨ dolori acuti.
TIPOGRAFIA:
¨ i dolori acuti colpiscono il piede (alluce e
tallone);
¨ i dolori salgono dal basso in alto (diverso da
Kalmia, che scende dall’alto in basso).
LATERALITA’:
¨ sinistra superiore;
¨ destra inferiore.
DOSI:
¨ tutte le diluizioni a partire dalla terza.
INDICAZIONI CLINICHE
q CUTANEE.
q REUMATICHE
q TRAUMATICHE.
q CUTANEE.
Acne rosacea degli etilisti: cinque granuli alla 5 CH, due volte al
giorno, unitamente al rimedio di fondo (Sulfur, Lachesis, Nux vomica,
Thuya, ecc.).
q REUMATICHE
Ledum palustre si rivela come importante rimedio dell’artritico
uricemico (attacchi di gotta o gotta cronica).
Le articolazioni colpite sono calde, gonfie, ma restano pallide,
bianche (Colchicum e Belladonna sono, invece, rosse, Apis è
rosa).
Il dolore, poi, migliora col freddo e peggiora col caldo (al contrario
di Colchicum) e questo è proprio un sintomo che richiama Ledum.
Nelle crisi acute si prescrivono cinque granuli alla 5 CH ogni
quattro-sei ore.
Nei casi cronici una dose alla 9 o alle 15 CH una-due volte alla
settimana, oppure Ledum cplx. Lehning 10 gocce una volta al giorno.
q TRAUMATICHE.
I principali rimedi dei traumi fisici sono:
· Arnica montana
(grande rimedio dei traumi, soprattutto dei
muscoli e dei
capillari).
· Bellis perennis
(trauma delle pelvi, per es.: dopo intervento
chirurgico).
· China rubra
(casi di emorragia, per compensare la stanchezza dovuta a
perdita di liquidi).
· Conium maculatum (trauma
del seno).
· Hypericum perforatum
(trauma dei filetti nervosi, cadute sul coccige, dita
schiacciate).
· Natrum sulfuricum (trauma
cranico).
· Rhus toxicodendron (trauma
dei tendini, distorsioni).
· Ruta graveolens
(trauma del periostio, vecchie distorsioni).
· Staphysagria
(trauma da strumento tagliente).
· Symphytum officinale
(trauma del globo oculare con frattura ossea).
· LEDUM PALUSTRE Come
Arnica, Ledum è un buon rimedio delle ECCHIMOSI e
dei LIVIDI.
In un trauma si pensa subito ad Arnica, ma, quando
la traccia della botta tarda a sparire, una dose di Ledum 9 CH risolve
il problema, perché Ledum completa l’azione iniziata da Arnica.
Ledum è poi lo specifico dell’OCCHIO NERO
(trauma dopo un pugno o perché colpiti da una palla da tennis).
Un pugile può venire curato con Ledum 4 CH, insieme ad Arnica 5
CH e Calendula 5 CH, due granuli di ciascuno una volta al giorno.
Si usa Ledum anche nelle ferite da strumenti
appuntiti (spine, chiodi arrugginiti, ecc.).
La posologia è di Ledum 5 CH, cinque granuli
ogni sei ore, con in più, al mattino ed alla sera, una dose di
Pyrogenium 5 CH per tre-quattro giorni, se si temono complicanze
settiche.
Infatti Ledum palustre viene anche usato nel
trattamento di pronto soccorso del tetano, quando, per una caduta da
cavallo e dalla bicicletta, ecc., la piaga o la punta sembrano
pericolose e ci si trova lontani da un medico.
Viene usato alla 9 CH insieme agli altri rimedi di
pronto soccorso specifici per il caso (Tetanoxinum 5 CH, Cloruro di
magnesio, Pyrogenium 5 CH, Hypericum 9 CH, Cicuta virosa 9 CH e
Metaldehydum 5 CH.).
Strumenti appuntiti sono pure le siringhe e Ledum si
può usare per eliminare l’ematoma risultante dalla mancanza di
abilità di un infermiere nel praticare un’iniezione o un
prelievo.
Anche il morso di cane è un trauma che si
può curare, aspettando il medico, con Hypericum 4 CH e Ledum 4
CH, due granuli ogni ora alternando.
Hypericum va bene perché il cane, con il
morso, potrebbe aver leso il nervo.
Infine, anche le punture di zanzare, api, ragni ed
altri insetti producono piccoli traumi su cui Ledum palustre agisce
molto bene.
Si può dare una dose alla 9 CH di solo Ledum,
se la regione colpita è fredda al tocco, oppure si possono
alternare Apis mellifica 5 CH e Calendula 5 CH, due granuli di ognuno.
Si può usare Ledum anche come preventivo
delle punture di insetti.
Gli apicoltori corrono molto meno rischi di essere
punti se prendono tre globuli di Ledum 9 CH prima di occuparsi dei loro
alverari.
Certuni dicono di attirare o chiamare a sé le
zanzare. Ledum palustre 5 CH, cinque granuli mattino e sera durante
tutta la stagione degli insetti o le vacanze, eviterà di essere
un cibo prelibato.
Per calmare il dolore si può praticare
l’applicazione locale di un tampone imbibito della seguente
preparazione:
Calendula T.M.
Ledum palustre T.M. } 30 ml.
Apis T.M.
apporta un sollievo quasi immediato.
INCOMPATIBILITA’
Ledum palustre è incompatibile con China.
ANTIDOTO
Nella sfera cutanea Ledum è un antidoto di
Rhus toxicodendron; a sua volta è antidotato da Camphora.
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