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La
pratica taoista del Qigong
Stefano
Piemonte e Fabio Gaudio
Istruttori
di qigong - Amal e A & I - Genova
L’articolo
sulla pratica Taoista del qigong pubblicato nell’ultimo
numero della rivista terminava in questo modo: "... poi
il Qigong, come cultura e disciplina legata alla tradizione
Taoista, è ancora molto di più, ma questa è un’altra
storia". Per iniziare il racconto prenderemo come
riferimento il simbolo che abbiamo usato per la nostra
rubrica: "Il Wu Ji Tu ". IL WU JI TU Questo
disegno é stato scolpito, in epoca Song (960-1279), da Chen
Tuan, un Maestro Taoista che viveva e praticava il Qigong
sulla montagna Hua Shan, ed é stato oggetto di molte
ricerche e curiosità dal momento che Chen Tuan non ha mai
spiegato cosa volesse esprimere. Quello che ci apprestiamo
ad illustrare é l’interpretazione del nostro professore
Li Xiao Ming, interpretazione derivata dalla sua pratica ed
esperienza personale.
Per comprendere l’essenza di questo simbolo é necessario
aver raggiunto un livello estremamente elevato nella pratica
del Qigong Taoista, poiché ognuna delle cinque parti del
disegno rappresenta altrettanti livelli di pratica. La prima
difficoltà da superare é capire se il disegno va letto
dall’alto verso il basso o viceversa; molti hanno
interpretato questo simbolo studiandolo dall’alto verso il
basso commettendo un errore: il simbolo si interpreta dal
basso verso l’alto.
Il primo cerchio rappresenta il Primo Livello (Xuan Bi Zhi
Men) ed è in relazione con la localizzazione del Dantian
inferiore. Per individuare questa zona, si misura la
distanza pari a due dita trasverse sotto l’ombelico; da
questo punto si immagina una linea orizzontale che lo unisce
al punto 4 Du Mai, tra la seconda e la terza vertebra
lombare: nell’intersezione tra questa linea e il piano
sagittale del corpo si trova il punto Dantian inferiore.
Questa descrizione è puramente anatomica e non rappresenta
il Dantian ma l’area che lo accoglie. E’ necessario
chiarire che il Dantian va sentito, non é pensabile
rintracciarlo mediante coordinate, quest’area viene
percepita come entità energetica dal praticante che l’ha
sviluppata. Essa appartiene ad ognuno di noi in quanto
esseri umani; la difficoltà risiede nello svolgere una
disciplina che ne consenta l’individuazione e l’ascolto.
Questo aspetto può indurre il lettore a pensare che si stia
affrontando un argomento che rasenta l’illogicità e che
sconfina in un territorio fantastico: può apparire,
comunque, di aver a che fare con niente che abbia a che
vedere con la realtà dell’esistenza.
Quello che forse potrebbe indurre a questa conclusione è
che stiamo affrontando l’aspetto più impalpabile ed
immateriale dell’esistenza umana. Non più impalpabile di
un onda emessa o ricevuta da un telefonino cellulare o di
quella convogliata in un tubo catodico.
Se voi vi metteste in tasca una calamita, sapreste che essa
forma un campo magnetico, però questa informazione
resterebbe inattiva, perché la vostra attenzione non
verrebbe stimolata direttamente. Se invece aveste in tasca
una barra di plutonio, i suoi effetti attirerebbero la
vostra attenzione molto più velocemente.
Secondo la meccanica quantistica, l’universo è costituito
da un’infinità di particelle energetiche in perenne
movimento vibratorio, particelle prive di massa e costituite
solo di energia: tutta la materia è energia, noi stessi
siamo energia e possiamo a nostra volta venirne influenzati.
Il primo livello, quindi, rappresenta questa palla
impalpabile che sta all’interno del nostro corpo: il
Dantian. Se si chiedesse a una persona che non pratica
Qigong cosa prova in questo punto, vi risponderebbe con
certezza di non provare niente; ciò sta a significare che
la sensazione energetica all’interno del corpo è una
condizione che deve essere praticata, ed è tale da
permettere di capire la dinamica ed il movimento di questa
entità per poi capirne la natura. I Taoisti hanno chiamato
questa zona il punto maggiormente vuoto.
All’inizio della pratica del Qigong, il primo stadio é
quello di concentrarsi sul Dantian inferiore; questo si
ottiene regolando la respirazione; se durante
l’inspirazione e l’espirazione ponete attenzione al
Dantian potreste scoprire cose nuove. Chi riesce a percepire
la sensazione del movimento ha raggiunto il primo livello.
Il Secondo Livello (Lian Jing Hua Qi, Lian Qi Hua Shen) è
il livello in cui si fonde l’essenza (Jing) per produrre
il Qi e si fonde il Qi per produrre lo Shen. Lian é un
termine proprio della metallurgia, che significa
letteralmente "fusione". Il Jing, il Qi e lo Shen
formano quindi un’entità unica. I Taoisti hanno chiamato
questo livello praticare se stessi, fondere, forgiare se
stessi; significa che per forgiare noi stessi non bisogna
andare a cercare fuori noi stessi.
Il Terzo Livello (He He oppure Wu Qi Chao Yuan) rappresenta
l’unire, il mettersi insieme. Si tratta di un processo di
diffusione in cui il Qi viene distribuito a tutto il sistema
degli organi, jiao superiore (cuore, polmoni, cervello),
jiao medio (milza, stomaco), jiao inferiore (fegato, reni).
Riuscire ad arrivare a questo livello significa mantenere
una salute di ferro. Lo scopo finale é quello di riunire
energeticamente gli organi in un unica entità, infatti
viene anche chiamato "Wu Qi Chao Yuan: i cinque qi si
riuniscono in una entità unica".
Quando si sarà formata questa entità potrete usarla per
uscire all’esterno e provare esperienze di unione
energetica con corpi esterni. Questo significa potersi unire
con energie diverse ed utilizzarle secondo le proprie
esigenze, si può andare in tutto l’universo a cercare
l’energia che fa al caso nostro. Ovviamente non é così
semplice, il processo é molto laborioso e lento.
Il Quarto Livello (Qu Kan Tian Li) si riferisce all’unione
dello Yin e dello Yang. La quarta parte del disegno può
essere divisa in due metà: la parte destra, Kan Gua 1,
corrisponde all’acqua; l’acqua sta in basso ed é
associata alla terra, al rene ed alla Yuanqi (Qi originario)
dell’uomo.
La parte sinistra, Li Gua, è associata al Dantian superiore
2 ed al fuoco del cuore. In questo senso si ricrea
l’associazione tra acqua di rene e fuoco di cuore. Tra
l’acqua ed il fuoco esiste un reciproco e mutuo rapporto
in cui il fuoco può riscaldare l’acqua e l’acqua può
salire e moderare il fuoco. Questo tipo di fenomeno è un
fenomeno di scambio, i Gua quindi si muovono tutti. Lo
scambio ha come obiettivo il ripristino dell’equilibrio.
Nel Kan Gua ci sono due yin ed uno yang, nel Li Gua ci sono
due yang e uno yin; l’equilibrio è nella trasformazione
in cielo e terra. Ovviamente, per deduzione, se il cielo e
la terra sono in equilibrio perfetto, lo è anche l’uomo.
C’è quindi un riequilibrare se stessi ed un riequilibrare
se stessi con il sistema: cioè un equilibro interno ed
universale.
Il Quinto Livello (Wu Ji) rappresenta il praticare lo Shen
per trasformarlo in vuoto. In questa condizione il Ba Gua 3
di cielo anteriore 4 è composto da tratti interi e
rappresenta il massimo dello yang, ovvero il massimo della
dinamica. A questo punto lo Shen potrà muoversi verso
l’esterno.
Evidentemente i Cinesi si resero conto che si trovavano di
fronte ad entità di difficile comprensione e cercarono dei
sistemi semplici di comunicazione per garantire una
trasmissione di informazioni. Tuttavia nella loro semplicità
tali sistemi risultano particolarmente segreti, difficili da
capire.
Al quarto livello si è perfettamente padroni di questa
energia, si può mandarla verso l’esterno e mandarla
nell’universo infinito. Il Wu Ji è proprio questo senso
di entità che non si può misurare. A questo livello si é
immensamente potenti. A questo stadio avviene una specie di
rovesciamento del fenomeno, la possibilità di poter
ritornare alla propria origine: é il concetto
dell’infinito.
Chen Tuan quindi, in epoca Song, scolpì questo disegno ed
offrì la sua conoscenza a tutti. La figura, in ultima
analisi, è una guida alla pratica del Qigong ed é una
guida di cui bisogna mettere in pratica il contenuto; se si
sbaglia solo un passo fra quelli citati non si riesce ad
andare avanti nella pratica.
L’aspetto misterioso viene mantenuto in questo senso:
finché non si trova una persona che ha capito cosa sta
facendo e sa esattamente come muoversi in questa logica, non
ci sarà nessuno in grado di insegnare quale sarà la strada
da percorrere. Qual è l’aspetto bello e vantaggioso di
questo sistema? E’ che il senso profondo della pratica è
nel praticare se stessi, quindi un sistema estremamente
democratico. Ciò significa che ogni persona può,
attraverso questi stadi, concentrarsi sul Dantian, metterlo
in movimento, riequilibrare gli organi e arrivare
personalmente in via diretta a scoprire alcuni fenomeni
naturali e mantenersi in salute.
BIBLIOGRAFIA
LI
XIAO MING: Appunti raccolti dalle sue lezioni.
THOMAS CLEARY: Il libro dell’equilibrio e dell’armonia,
Oscar Mondadori, Milano 1991.
THOMAS CLEARY: I Ching Taoista, Edizioni Mediterranee, Roma
1992.
CYRILLE JAVARY: Il grande libro dello yin e dello yang,
Edition du Cerf, 1989.
Note
1
Gua significa trigramma.
2 Dantian Superiore: area energetica interna la cui
proiezione in superficie emerge tra le sopracciglia.
3 Ba Gua = Otto Trigrammi, sono il contenuto originario e
principale dell’Yi Jing (il Classico dei Mutamenti). La
scoperta dei trigrammi, secondo la tradizione, appartiene a
Fu Xi (archetipo culturale: si dice abbia insegnato al suo
popolo le arti della caccia, della pesca e della
zootecnica), successivamente elaborati dal Wen Wang (cioè
Re Scrittura, Re Civiltà); il passo seguente fu la loro
combinazione nei 64 Esagrammi dell’Yi Jing. Gua è un
insieme di yao, di tratti. Nel Ba Gua, i tratti sono tre.
Ogni trigramma del Ba Gua ha cioè tre yao. Gli otto Gua
sono otto entità naturali, sono queste otto manifestazioni
della natura che lo costituiscono. Si tratta di matematica
espressa in linguaggio binario. Ci sono Yang yao e Yin yao.
Lo Yang yao è il tratto intero e rappresenta i fenomeni
naturali Yang; lo Yin yao è il tratto interrotto e
rappresenta i fenomeni naturali considerati Yin. Tutti i
fenomeni naturali si possono esprimere ed essere descritti
con gli yao Yin e Yang.
4 Cielo Anteriore: rappresenta tutte le manifestazioni a
monte della nascita, è una condizione di equilibrio in
quanto espressione naturale, l’altro aspetto é quello del
Cielo Posteriore che raggruppa tutte le manifestazioni post
natali.
Hanno collaborato a questo numero
Paolo Aldo Rossi (Genova) - Storico della Scienza ed
Epistemologo - Docente di Storia del Pensiero Scientifico -
Università degli Studi di Genova
Pisano Rossella (Savona) - Allenatrice FIN
Siccardi Marco (Savona) - Medico Chirurgo - Ecografista -
Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Agostino Fortini (Alpicella) - Etnomusicologo e
Musicoterapeuta
Fabio Gaudio - Stefano Piemonte (Genova) - Istruttori di
Qigong - AMAL e A&I
Mauro Fornari (Bologna) - Fisioterapeuta - Osteopata -
Direttore del Collegio Italiano di Osteopatia
Fernando Piterà (Genova) - Medico chirurgo - Dottore in
Scienze Biologiche h.c. Docente in Omeopatia, Fitoterapia e
Bioterapie
Mohammad Natour (Genova) - Medico chirurgo, specialista in
Ematologia - Presidente AMAL (Associazione Medici Agopuntori
Liguri) - Docente in Agopuntura all’Università di Milano.
Diana Tedoldi (Genova) - Studiosa delle Tradizioni dei
Nativi Americani
Loredana Balconi (Reggio Emilia) - Medico chirurgo
Ida Li Vigni (Genova) - Docente di Italiano e Storia -
Università degli Studi di Genova - Liceo Paul Kee.
Ferruccio Bertini - Docente in Letteratura Latina -
DARFICLET - Università degli Studi di Genova
Massimo Angelini - Dottore di ricerca in Storia Istituto di
Storia Moderna - Università degli Studi di Genova
Alessandra Parodi - Università di Genova Dipartimento di
Filosofia - Sezione di Epistemologia. Institut für
Geschichte der Medizin, Ruprecht-Karls-Universitèt
Heidelberg
Stefano Zuffi - Musicista - Organologo ed Etnomusicologo
(Bologna)
Cristina Valle (Savona)- Etnologa.
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