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Anno II

Numero I

Gennaio - Febbraio 1998

 

La medicina osteopatica

 

 

Mauro Fornari

 

Fisioterapeuta - Osteopata - Direttore del Collegio Italiano di Osteopatia


 

Il termine, di origine americana, è "OSTEOPHATY" (in Italiano "OSTEOPATIA"). Si tratta di una parola composta da due radici greche:

- OSTEON = osso, struttura (nel senso più ampio del termine). Con questa parola si definiscono tutte le strutture del corpo, di qualunque tipo siano: liquide, membranose, ossee oppure organiche.

- PATHOS = affezione.
La traduzione in italiano sarà: "AFFEZIONI CHE PROVENGONO DALLA STRUTTURA" e non affezioni o malattie delle ossa.

Possiamo notare che la seconda radice è composta dal termine "PATHY" che deriva dall’inglese PATH = VIA. Il termine OSTEOPATIA assume pertanto un’altra dimensione con la definizione: "LA VIA DELLA STRUTTURA". Questa via è nello stesso tempo, quella attraverso cui la malattia s’instaura, ed è anche la via attraverso cui possiamo curare i malati allo scopo di aiutarli a ritrovare il loro stato fisiologico preesistente.

6 agosto 1828: nascita di A. T. STILL a Lee County (Virginia) da padre Pastore che praticava la medicina.

1850: doppia attività: fattore e medico. Si accosta alla medicina occupandosi della salute degli indiani Shaznes. Era contro lo schiavismo e per questo motivo emigrò nel Missouri verso il Kansas dove fu eletto deputato.

1857/1860: Guerra di secessione nell’armata unionista nel Kansas, (Capitano e MD, in seguito Maggiore). Durante questi anni seziona centinaia di cadaveri e acquisisce una perfetta conoscenza dell’anatomia.

1860/1870: fine della guerra di secessione; finisce gli studi di medicina classica nel Collegio di Medicina e Chirurgia del Kansas. Terminò la guerra e iniziò la carriera come medico e chirurgo stimato.

1865: Un’epidemia di meningite, dove medicina classica si rilevò impotente, causò la morte di quattro componenti della sua famiglia, dei quali tre erano suoi figli.

1870-1874: periodo di maturazione che lo portò a definire il concetto osteopatico in seguito a suoi lavori sull’apparato muscolo-scheletrico, sull’importanza del sistema vascolare, sulla sua fiducia nell’auto-guarigione.

22 giugno 1874: scoprì l’osteopatia all’età di 46 anni. Ritornò nel Missouri e iniziò il suo lavoro di osteopata. Iniziò da allora un periodo difficile, durante il quale venne considerato un eretico dai suoi colleghi e dai suoi amici, perché per loro era impensabile curare delle malattie con le mani.

1876: provato da una febbre tifoidea, stanco, si stabilì Kirkville (Missouri).

1892: aprì la prima scuola di osteopatia a Kirkville: l’American School of Osteopathy.

1894/1930: violenta opposizione delle istituzioni mediche ufficiali. Ma l’osteopatia ottenne il diritto d’esercizio in tutti gli stati. Il primo stato in cui ottenne questa autorizzazione fu il Vermont nel 1896 e l’ultimo fu la California nel 1974.

1898/1900: A. T. Still pubblicò quattro libri e si ritirò progressivamente dall’insegnamento.

1914: colpito da un ictus, confinato nella sua camera, il rispettatissimo "Vecchio Dottore" morì il 12 Dicembre 1917 all’età di 89 anni.

E’ da poco più di un secolo - scrive Thomas G. Dummer - che l’osteopatia ha fatto la sua comparsa negli Stati Uniti. Il suo fondatore, il Dottor Andrew Taylor Still, nato nel 1828, era figlio di un pastore che esercitava la medicina. E’ probabilmente in seguito ad una intuizione d’infanzia, che il Dottor Still concepisce più avanti l’osteopatia. Aveva sofferto fin da giovane di violenti mal di testa. All’età di 10 anni, giocando in giardino, sentì sopraggiungere uno dei suoi mal di testa e si sdraiò per terra vicino ad una altalena, per riposarsi. Pensando che sarebbe stato senza dubbio più comodo se la sua testa fosse stata sorretta, l’appoggiò sulla corda dell’altalena in modo che l’appoggio fosse proprio sotto la base del cranio. Dopo un attimo, con sua grande meraviglia, il mal di testa era scomparso. Non ci pensò più se non per usare questo metodo, ogni volta che il mal di testa riappariva.

Andrew Taylor Still si diplomò al Collegio di Medicina e Chirurgia di Kansas City, formato come medico allopata, si appassionò allo studio della struttura del corpo umano ed ebbe l’occasione di approfondire i suoi studi esaminando gli scheletri degli Indiani dell’America del nord e, durante la guerra civile, avrà l’occasione di studiare la struttura del corpo umano e in particolare della colonna vertebrale.

Inizia a notare dei rapporti tra le malattie correnti e certe anomalie strutturali e comincia a comprendere come da ragazzo aveva potuto curare il suoi mal di testa, posando il collo su di un’altalena: il peso della sua testa sulla corda distendeva i muscoli del collo, attraverso un processo d’inibizione che portava ad una repentina decongestione della circolazione sanguigna nella testa.

All’epoca non aveva ancora le idee chiare sulla via da seguire ma sentiva istintivamente che avrebbe dovuto studiare ingegneria, cosa che fece per cinque anni. Nella sua autobiografia Still spiega come si mise a studiare il corpo umano, nello stesso modo con cui un ingegnere studia i difetti e gli ostacoli che impedirebbero il funzionamento armonico della sua macchina, concentrando la sua attenzione sulle anomalie delle diverse parti del corpo e paragonando queste ultime ai diversi sistemi meccanici utilizzati dagli ingegneri. Il suo lavoro incessante tendeva a provare che il corpo umano può soffrire di disordini meccanici capaci di provocare delle malattie e cercava inoltre dei metodi per ristabilire la salute attraverso una correzione meccanica di queste variazioni strutturali. Still racconta l’avvenimento fortuito che gli permise di confermare la sua teoria e che gli mostrò chiaramente la risposta che aveva cercato. Nel giugno 1874, camminando per Macon (Missouri) con uno dei suoi amici, incrociò una donna accompagnata da tre bambini, uno di loro soffriva di dissenteria, malattia molto corrente all’epoca. Still racconta: ‘’Misi la mia mano sul dorso del bambino, nella regione lombare, e costatai che era calda, molto calda, tanto più che il suo addome era freddo; non pensai che ad aiutarlo e non che stavo per fare una scoperta di cui avrebbero beneficiato le generazioni future. Mi sembrò strano che la sua schiena fosse così calda e che il suo ventre fosse così freddo; il collo, la schiena e la testa erano molto caldi, ma il viso, la fronte ed il naso erano freddi, In quel momento non sapevo molto sulla dissenteria, se nonché questa malattia uccide sia i giovani sia i vecchi e si manifesta maggiormente nelle stagioni calde.

Non sapevo come affrontare le mie riflessioni sulle malattie poiché nessuno degli esperti che avevo consultato, poteva distogliersi dagli effetti per esaminare le cause. Sapevo che abbiamo un midollo spinale ma non sapevo bene a che cosa servisse. Mi misi a lavorare sulla base del cervello pensando che frizionandolo ed eseguendo una pressione potevo sospingere un po’ di caldo verso le zone fredde. Facendo ciò trovai su tutta la colonna del bambino delle zone rigide e delle zone lasse e costatai che la regione lombare era molto congestionata. Lavorai per qualche minuto con questo spirito, poi dissi alla madre di ritornare il giorno dopo per darmi notizie. La rividi il mattino seguente e mi disse che suo figlio si era ristabilito. Trattai, nell’arco di qualche giorno, 17 casi di dissenteria e li guarii tutti senza l’aiuto di farmaci".

Come disse M. S. Webster-Jones: "sarebbe fin troppo facile ridicolizzare il modo con cui Still ha affrontato questo caso e la sua idea di spingere il calore da una parte del corpo ad un’altra, ma è impossibile non percepire la veridicità di questa attitudine, che è quella del guaritore nel vero senso di questa parola, spesso denigrata". Si possono screditare le idee di Still sulla fisiologia, patologia, dietetica e sulla diagnosi medica, ma esse almeno rimandano sempre al malato nel suo insieme, come un tutto, per cercare nel suo corpo la causa della malattia e tentare di eliminarla. Il caso del malato che aveva la dissenteria, mi sembra che faccia apparire chiaramente come l’osteopatia nacque nel pensiero di Still e come la sua tecnica di trattamento si sia sviluppata a partire da un’idea terapeutica. Le ricerche metodologiche di Still lo porteranno a scoprire la regione del corpo che presenta alcune anomalie che possono essere palpate sistematicamente (più tardi chiamate "lesioni".). Still adottò questo metodo diagnostico e mise a punto certi metodi manuali di trattamento e costruì su questo insieme, il sistema che divenne l’osteopatia. All’inizio fu empirico, procedeva unicamente per tentativi basandosi sull’esperienza clinica ma l’osteopatia che fu elaborata più tardi, dalle nuove generazioni degli osteopati, deve tutto a questi inizi modesti.

In seguito a questa esperienza, Still estese il campo delle sue ricerche e si mise a studiare le malattie funzionali e i disordini strutturali, in particolare quelli della colonna, che li accompagnano. Si avvertì il bisogno di creare una teoria basata su questa esperienza pratica. Nel 1870, proclamò la legge della (la primarietà della) arteria, che è il grande principio di base dell’osteopatia:" quando la circolazione sanguigna è normale, la malattia non può svilupparsi poiché il nostro sangue è capace di produrre tutte le sostanze necessarie al mantenimento della nostra immunità naturale contro la malattia." Bisogna capire che tutto questo è avvenuto in un’epoca in cui si avevano scarse nozioni sul sangue e sul suo ruolo nel corpo umano. Still poteva esprimere le sue idee solo in termini conformi alle conoscenze della sua epoca. Il Dottor Lavezzari sottolinea: "Non dobbiamo dimenticare che l’autobiografia di Still era già stata scritta quando si fecero le prime scoperte della biologia moderna. Tutte le scoperte come la fagocitosi, l’immunologia, ecc., dovevano ancora essere fatte. Anche lo studio della patologia era ancora molto rudimentale. In queste circostanze, solo un estremo ottimista poteva osare fare le dichiarazioni che fece Still, secondo le quali il sangue umano era capace di fabbricare tutte le sostanze di cui il corpo poteva aver bisogno per la sua autodifesa e autoguarigione. Oggi sappiamo che effettivamente esistono gli anticorpi, gli agglutinati ecc. e tutte le altre sostanze necessarie al mantenimento dell’integrità del corpo. Tutto ciò è molto conosciuto e l’ematologia moderna è una scienza avanzata." Ma immaginate - termina Thomas G. Dummer - quanto debba essere sembrata rivoluzionaria la teoria di Still nella sua epoca, poiché era in contraddizione con le concezioni mediche accettate. Dichiarare che l’immunità naturale dipendeva dall’integrità strutturale, sembrava un’eresia. ma dichiarare che i problemi strutturali della colonna, erano un fattore di massima importanza e che potevano essere corretti manualmente, era totalmente assurdo, folle.

DEFINIZIONE GLOBALE DELLA LESIONE

 

I - Restituzione di mobilità di un elemento vettore su un elemento supporto, attorno ad un punto di rallentamento con deprogrammazione dei sistemi nervosi.

II - Restrizione di mobilità nella fisiologia di un qualunque tessuto del corpo che porta la perturbazione dell’autoregolazione, e per più o meno tempo, una degradazione della funzione e (o) della struttura.

 

A. PIANO OSTEO ARTICOLARE

LESIONE FISIOLOGICA

- Punto di rallentamento: luogo intra-articolare attorno al quale degli elementi si fissano nella loro lesione.

- Punto neutro: il solo = punto d’equilibrio ideale = punto di riposo e di comfort = luogo estremo di spostamento del pezzo osseo

 

B. PIANO MEMBRANOSO

DEFINIZIONE DELLA LESIONE MEMBRANOSA

- Distorsione aponevrotico-fasciale che porta una disparità qualitativa e quantitativa dei micro-movimenti fisiologici generati dal meccanismo cranio-sacrale

- Centro di distorsione massima

- Ascolto appoggiato

 

I NOVE PRINCIPI DI STILL

 

- Noi pratichiamo l’igiene.

- Noi siamo contro l’utilizzo abusivo delle medicine come agenti curanti.

- Noi siamo contro l’utilizzo abusivo dei sieri nel trattamento delle malattie; la natura fornisce i suoi sieri.

- Noi siamo contro le vaccinazioni inutili.

- Noi siamo realisti e sappiamo che in certi casi occorre il trattamento chirurgico.

- Noi pensiamo che molti interventi chirurgici siano prescritti in modo abusivo e molte operazioni possano essere evitate attraverso il trattamento osteopatico.

- Il trattamento osteopatico non dipende né da agenti elettrici né da raggi o da qualsiasi altro adiuvante.

L’osteopatia non ci dispensa dal trattamento della malattia.

- Noi abbiamo un atteggiamento benevolo nei confronti delle altre medicine naturali: noi non incorporiamo nessuno di questi metodi nei nostri sistemi. Siamo contro l’abuso dei medicinali.

Nel rispetto di questi principi, occupiamo tutti lo stesso terreno.

- I principi fondamentali dell’osteopatia sono differenti da quelli degli altri sistemi: la malattia non è che il risultato del disequilibrio anatomico seguito da disequilibri fisiologici.

- Per guarire la malattia, i segmenti disequilibrati devono essere portati alla loro normalità. E’ per questo che gli altri metodi, che hanno principi differenti, non hanno posto nel sistema osteopatico.

- L’osteopatia è un sistema indipendente e può essere applicato alla maggior parte delle malattie.

- Noi pensiamo che le nostre conoscenze osteopatiche siano sufficienti. Quando altri metodi si inseriscono, la riducono e la limitano.

 

UN TESTO IMPORTANTE

 

"Anche le parole - dice Viola Frymann - hanno cambiato il loro significato. Sarebbe interessante che ognuno di voi desse la sua definizione del termine Osteopatia. Non ce ne sarebbero due somiglianti. Inoltre se ponessi questa domanda ad un gruppo di Dottori in medicina, comparirebbe una maggiore diversità di concetti. Aggiungiamoci anche il pensiero di un paziente e la somiglianza con la definizione originale di Still, sarebbe pura coincidenza.

Il paziente considera l’osteopatia come una versione migliorata della chiropratica anche se non la conosce. Oppure pensa che sia una medicina tradizionale insegnata da una scuola alternativa o che si tratti di cure misteriose applicate con le mani. Non ha alcuna idea del lavoro fatto, della varietà delle diverse situazioni in cui l’osteopatia agisce o della serie di tecniche possibili per ottenere un risultato. Il medico classico identifica spesso l’osteopatia con la manipolazione. Inoltre esistono notevoli quantità di tipi di approccio terapeutico anche in relazione con altre manifestazioni dei problemi della salute.

Cos’è l’osteopatia? L’OSTEOPATIA E’ LA LEGGE DELLO SPIRITO, DELLA MATERIA E DEL MOVIMENTO. Così la definì il Dottor Still durante la sua prima lezione osteopatica nel 1892. E’ un concetto profondo che ingloba ogni cosa.

Ma cos’è l’osteopatia? "E’ conoscenza scientifica e fisiologica messa al servizio di una persona intelligente ed abile, che applica tale conoscenza su persone malate o colpite da shock, incidenti o qualsiasi altro problema meccanico quali ad esempio il colpo di frusta. Still insisteva affinché i suoi allievi conoscessero alla perfezione l’anatomia e la fisiologia. Inoltre l’osteopata dovrebbe avere conoscenze in chirurgia osteopatica, in ostetricia osteopatica e nella pratica osteopatica, per guarire le malattie con un’abile riaggiustamento delle parti del corpo. Vede la causa dell’inizio di una malattia in una leggera deviazione anatomica, deve esplorare l’osso, il legamento, il muscolo, l’aponeurosi, i canali sanguigni sino ai capillari, compresa la circolazione linfatica e ogni canale attraverso cui vengono diffuse le sostanze nel corpo; inoltre "il liquido cefalorachideo è uno degli elementi più importanti del corpo e se il cervello non fornisse questo liquido in abbondanza, il corpo resterebbe in una condizione di impotenza. Consideriamo il corpo in buona salute come un’armonia globale e non solamente di alcune sue parti". Le dichiarazioni del fondatore dell’osteopatia sono lucide, precise e inglobano ogni cosa. L’osteopatia è un sistema completo per la cura della salute. Questa definizione oggi è molto più ricca di significato di quanto non fosse all’inizio del secolo poiché la conoscenza del corpo umano, delle sue funzioni e del suo comportamento si è sviluppata. Questa espansione ha reso inevitabile la specializzazione anche se ciò può diventare pericoloso. La specializzazione può essere definita come: apprendere sempre di più sul parziale. Ciò può allontanare da quello che è lo spirito originario dell’osteopatia. Per esempio: l’oftalmologo non ha solo bisogno di una conoscenza completa dell’occhio in buona salute o malato, del suo apporto nervoso e sanguigno, dell’anatomia, della fisiologia chimica, della sua nutrizione ecc., deve ricordarsi che l’occhio non è che una piccola parte di un organismo dinamico e composto, nel quale ogni parte influenza ed è influenzata dalle altre parti. "Fu molto utile l’esperienza con un paziente che soffriva di deterioramento progressivo della vista a causa di un trauma nella regione parietale. La sua vista fu valutata dall’optometrista prima che iniziassi il trattamento. La prima fase del mio trattamento si applicò a tutto il corpo sottostante l’occipite, ottenendo con un certo miglioramento. La seconda fase inglobò il meccanismo cranico e sull’orbita e sul suo contenuto e ciò si tradusse con un miglioramento della vista". Un ginecologo si interessa del sistema riproduttivo, ma osteopaticamente, deve ricordare che il buon funzionamento della sfera pelvica, attraverso cui passa il bambino, dipende dal buon funzionamento della ghiandola ipofisi che è situata sulla base del cranio. Uno specialista in medicina interna è un’autorità sulla funzione cardiaca, respiratoria e digestiva di un corpo malato o in buona salute, ma come può parlarne con autorità se non riconosce che questi organi di primaria importanza ricevono la loro innervazione da ciò che sta dietro o dalla sede del potere che è al di sopra. Lo specialista osteopatico è stato educato secondo questo concetto. Il chirurgo è uno specialista di un genere diverso, uno specialista dotato di un certo tipo di abilità tecnica. "la chirurgia al suo posto nella scienza: nelle mani di una persona giudiziosa, essa può essere di indiscutibile beneficio".

Ma il chirurgo osteopata vede un campo particolare come facente parte di un meccanismo totale, influenzato da esso e producente, di ritorno, un effetto su di esso. Un pediatra è un altro tipo di specialista che dirige la sua attenzione non su di un particolare organo del corpo o su di una tecnica particolare, ma su un certo periodo della vita dei suoi pazienti. Considera i pazienti nel loro insieme e con tutte le modalità di trattamento che questa totalità reclama. Riconosce che i bambini hanno dei problemi riguardanti la loro età e che reclamano delle tecniche differenti a causa della loro altezza e delle loro particolarità, ma i suoi trattamenti devono considerare la totalità del paziente se lo vuole approcciare osteopaticamente. Consideriamo il concetto osteopatico dell’interrelazione e dell’interdipendenza della struttura e della funzione, come il perno di una ruota. Le specialità sono dei raggi che dal perno vanno verso l’esterno, ma come i raggi una ruota, non avrebbero né stabilità né ragione d’essere se non fossero ben fissati al perno. Il perno è primario, è il centro ed il supporto dei raggi. Non si può separare da essi né rinunciare al suo ruolo centrale e divenire uno di essi. Perciò è importante valutare questa struttura centrale, il concetto osteopatico e di valutare se anch’esso ha subito dei cambiamenti dopo cento anni. In casi rari ed eccezionali, il Dottor Still si occupa nei suoi scritti di tutte le strutture del corpo al di sotto dell’occipite: esse sono le parti disponibili della macchina. Ma non pone alcun limite al concetto. "Il vostro dovere come maestri della macchina, - egli sottolinea - è di vegliare affinché il motore rimanga in perfette condizioni, di modo che non vi sia alcun disordine funzionale in nessun nervo, in nessuna vena, in nessuna arteria che nutre la pelle, l’aponeurosi, il muscolo, il sangue.

 

William Garner Sutherland capì subito che lo stesso principio si applicava anche alla testa. L’osteopatia craniale era nata. Un gruppo di medici osteopati riconobbe che gli stessi principi si applicavano alle articolazioni sacro-iliache. Si sviluppò un interesse particolare su questa zona. H. V. Hoover fissò il suo interesse sull’aponeurosi del corpo: furono messe in luce delle tecniche di liberazione dell’aponeurosi. Perciò l’applicazione dei principi dell’osteopatia sulla testa ne richiese uno studio approfondito, che oggi come allora è un territorio relativamente inesplorato. Sutherland esaminò le strutture che componevano la testa con la stessa diligenza e la stessa precisione con la quale Still si era applicato allo studio del corpo, prima di mettere a punto il concetto osteopatico. Sutherland fece gli stessi ragionamenti osteopatici ed applicò delle tecniche paragonabili. "Nella tecnica - scrive - siamo forzati a seguire il metodi del Dottor Still, che ha preso le mie mani nelle sue e mi ha permesso di sentire la lesione come se fossero state esagerate e come se degli agenti naturali rimettessero a posto le ossa. Abbiamo qualcosa di molto più potente delle nostre forze che lavorano continuamente nel paziente, verso uno stato normale". Come ho già detto è stato necessario uno studio particolare per comprendere le meccaniche del meccanismo cranico e per graduare le tecniche appropriate.

DEVE ESSERE SVILUPPATA UNA NUOVA PERCEZIONE SENSORIALE PER SENTIRE LE ALTERAZIONI CHE SOPRAV-VENGONO.

E’ richiesta una ricerca complessa e prolungata per dimostrare che i movimenti che sono stati descritti non erano semplici costruzioni di una immaginazione fertile, perché tutti gli studi, tutti gli insegnamenti, tutti gli sviluppi e tutte le ricerche osteopatiche nel dominio del cranio o dell’osteopatia cranica, divengono in un modo o nell’altro, una specialità. I medici osteopati non coscienti della cosa, pensano che un osteopata cranico sia una persona che logicamente tratta la testa mentre tratta il resto del corpo. Sfortunatamente non si allontanano molto dalla verità. Il medico osteopata che ha studiato il meccanismo cranico, dovrebbe aggiungerlo al resto poiché come disse Sutherland. IL CONCETTO CRANICO NON E CHE UNA PORZIONE DELLA TOTALITA’.

Ma è tempo che la testa ed il corpo siano integrati nello stesso concetto dal punto di vista della diagnostica come della terapia. Questa è la nuova espansione che il concetto osteopatico deve ricercare. Noi che ci interessiamo al cranio, siamo stati incaricati di questa prima diffusione ed essa è stata estesa al dominio craniale. Molti non potrebbero sostenere di questa diffusione. Ve ne sono altri ancora che la vogliono considerare. Ma non è affar nostro. C’è un numero crescente che può e vuole; l’avanguardia deve avanzare e ci sarà un seguito molto più numeroso di quello che potremmo immaginare. Noi dobbiamo continuare a fare progressi. In questo momento Vi invito a camminare con me alla ricerca dell’osteopatia che conosceranno i posteri. I primi cento anni sono stati consacrati a stabilire il riconoscimento legale e a formulare le leggi dell’osteopatia e della sua accettazione come una pane stabile del nostro modo di vivere.

Il prossimo secolo svilupperà la figura del medico verso uno stadio in cui l’osteopatia sarà non solo un sistema che si occupa di curare il paziente come un tutto unico, ma sarà anche il modo di vivere che richiede un coinvolgimento totale da parte del medico. Gli studenti di osteopatia saranno giudicati non solo per il loro interesse, la loro scienza accademica e le loro attitudini, come lo si fa oggi per gli studi psicologici, MA PER LE LORO QUALITA’ INERENTI LA SENSIBILITA’ Lo studente avrà bisogno di mani sensibili, capaci di rilevare lo stato di salute tramite la palpazione dei tessuti, l’attività delle energie del corpo, la motilità dei fluidi, dei tessuti e degli organi interni. Richiederemo allo studente di sviluppare la sua attenzione non solo alle manifestazioni esteriori degli stati di salute e di malattia come li osserviamo oggi, ma di avere una visione penetrante per vedere l’interno del corpo e stabilire una diagnosi attraverso uno sguardo diretto sul colore e la vitalità di ogni parte di questa unità funzionale, tenendo presente l’insieme. La visione dello studente deve anche essere sviluppata per percepire i campi di energia attorno ai suoi pazienti ed in questo modo valutare le condizioni emozionali, mentali e spirituali che sottolineano i mali che presentano.

La pratica dello studente includerà anche lo sviluppo della sua intuizione, una specie di simpatia intellettuale per la quale ci si trasporta all’interno di un oggetto, per confondersi con ciò che esso ha di unico e di conseguenza di inesprimibile, poiché gli permetterà di analizzare e di sintetizzare tutte queste osservazioni in una diagnosi che valuti la totalità del suo paziente, e lo dirigerà verso la terapia appropriata.

 

ALCUNE GRANDI DEFINIZIONI

 

- L’OSTEOPATIA E’ LA LEGGE DELLO SPIRITO, DELLA MATERIA E DEL MOVIMENTO

Lo spirito regna maestro nella natura e ovunque provoca movimento della materia.

- LA VITA E’ MOVIMENTO

Il rallentamento del movimento porta alla stasi, la stasi finale è la morte.

- LA LEGGE DELL’ARTERIA E’ SUPREMA

Ogni problema nel buon funzionamento arterioso porta ad una ischemia nella zona irrorata da questa arteria e quindi ad una patologia lontana dal punto in restrizione.

- L’OSTEOPATIA E’ ANATOMIA, ANCORA ANATOMIA, SEMPRE ANATOMIA

Ogni osteopata deve conoscere perfettamente l’anatomia per poter proiettare all’interno del corpo la propria azione. "Abbiate mani intelligenti" (Boris Dolto). L’anatomista Bell diceva: "impara ad osservare il corpo vivo con i tuoi occhi, poi impara a guardare il corpo con le tue dita e gli occhi aperti, poi impara a guardare il corpo con gli occhi chiusi".

- LA STRUTTURA GOVERNA LA FUNZIONE

Tutte le anomalie strutturali possono portare ad una malattia funzionale ed ulteriormente organica. Ogni rallentamento di mobilità in una struttura, nel senso più largo del termine, può portare a più o meno lungo termine, ad un disequilibrio nella fisiologia e dunque ad una patologia.

- L’OSTEOPATIA E’ UN’ARTE CHE SI OCCUPA DI DETERMINARE E DI TRATTARE LE DISARMONIE DEL CORPO

 

E’ una terapeutica che ricerca l’armonia del corpo nel suo insieme.

 

FILOSOFIA DELLA MEDICINA OSTEOPATICA

 

Prendiamo il termine della medicina la cui definizione è: "ARTE DI CURARE". Questa filosofia si applica sia nell’osteopatia che nella medicina classica. Si tratta di un concetto fondato su un insieme di principi fondamentali di un’attività, di una pratica e di una riflessione sul loro significato e sulla loro legittimità. I principi fondamentali sono delle proposizioni ammesse come base di ragionamento. Sono leggi generali, delle conoscenze, delle regole elementari. I precetti di base sono stati stabiliti nel 1953 a Kirksville, secondo l’insegnamento del Dottor Stili. In seguito sono stati rivisti per un uso comune ed enunciati nel giornale dell’American Osteopathic Association nel settembre 1981.

 

1 - "IL CORPO E’ UN TUTTO"

 

Il corpo non funziona come un insieme di pani separate ma piuttosto come una unità integrata. E’ ciò che chiamiamo "l’unità totale dell’uomo". Le diverse pani sono unite da fasce che sono una unità fisiologica fatta di tessuti connettivi che avvolgono i muscoli e gli organi. Le fasce sostengono le arterie, le vene, le vie linfatiche ed i nervi. I tuboli di collagene uniscono tutto il corpo, dalla testa ai piedi. Il corpo giace nel fluido. Le fasce fanno pane di un meccanismo liquido di grande importanza funzionale. Il corpo è un’unità dove le diverse parti, legate da fasce, lavorano per dare beneficio a tutto l’organismo.

 

2 - "STRUTTURA E FUNZIONE SONO RECIPROCAMENTE INTERRELATE"

 

Qualsiasi parte del corpo funziona secondo la sua struttura specifica (est i polmoni). La struttura governa la funzione; similarmente una struttura anormale governa la disfunzione (est una fibrosi polmonare genera una diminuzione degli scambi gassosi).

 

3 - "IL CORPO POSSIEDE DEI MECCANISMI AUTOREGOLATORI"

 

Per esempio, i meccanismi riflessi neuronali che governano costantemente le funzioni del corpo (il seno carotideo con i suoi barorecettori influisce costantemente sulla tensione arteriosa e sul ritmo cardiaco, secondo i cambiamenti della pressione).

Gli ormoni asse ipotalamo-ipofiso-surrenalico (o ovarico): il sistema endocrino ed il feed-back. Il cuore ed i reni sono capaci di regolare i flusso sanguigno.

 

4 - "IL CORPO HA LA CAPACITA’ DI DIFENDERSI E DI GUARIRSI"

 

La prima linea di difesa è situata a livello della pelle e delle mucose. Se sono perturbate, il sistema immunocellulare entra in gioco con i neutrofili, i macrofagi ed i linfociti (es.: la guarigione delle fratture).

L’osteopata favorisce un migliore terreno affinché la guarigione si compia; elimina gli ostacoli per favorire una migliore reazione del corpo.

 

5 - QUANDO IL NORMALE ADATTAMENTO E’ COMPROMESSO O QUANDO I CAMBIAMENTI SUPERANO LA CAPACITA’ DI REAZIONE DEL CORPO, LA MALATTIA PUO’ SOPRAVVENIRE

 

Si tratta della nozione della relazione fra causa ed effetto. Trattando la causa (e non l’effetto), ristabilendo la mobilità della struttura, la funzione si può riadattare, il corpo potrà allora iniziare il suo processo di auto-guarigione.

 

6 - IL MOVIMENTO DEI LIQUIDI E’ ESSENZIALE PER IL MANTENIMENTO DELLA SALUTE

 

Le arterie, le vene, i vasi linfatici e le altre strutture tubolari, giocano un ruolo cruciale nel mantenimento della salute, apportando gli elementi nutritivi e trasportando le tossine al fine di espellerle.

Trovando le disfunzioni strutturali ancora chiamate "somatiche" e normalizzandole, si ottiene:

- un aumento dell’ossigeno,

- una diminuzione della congestione venosa,

- un’accelerazione del processo di guarigione

Il processo libera il corpo affinché possa guarire e ritornare ad un migliore stato di equilibrio.

 

7 - I NERVI GIOCANO UN RUOLO IMPORTANTE CONTROLLANDO I LIQUIDI

 

La perturbazione del sistema neurovegetativo nella regione toracica superiore e nel suo percorso verso i gangli simpatici cervicali, può produrre dei cambiamenti vascolari nei dermatomeri corrispondenti portando così:

- un aumento della temperatura locale,

- un edema,

- una sensibilità aumentata,

- una sudorazione aumentata.

 

8 - ALCUNI COMPONENTI SOMATICI DEGLI STATI PATOLOGICI NON SONO SOLO L’ESPRESSIONE DELLA MALATTIA MA HANNO ANCHE UN RUOLO DI CONTRIBUZIONE AL PROCESSO ED AL MANTENIMENTO DELLA MALATTIA

 

Per esempio il riflesso somato-viscerale mantenuto da una disfunzione somatica, porta ad una disfunzione tra il sistema neuro-muscolare ed i visceri.

Ciò può accadere anche per mezzo di altri riflessi:

- viscere-somatici,

- somato-somatici,

- somato-viscero-somatici ecc.

 

Queste regole servono per configurare il sistema terapeutico, per favorire l’autoregolazione verso la salute, con un terreno appropriato ed una nutrizione adeguata.