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La
medicina osteopatica
Mauro
Fornari
Fisioterapeuta
- Osteopata - Direttore del Collegio Italiano di Osteopatia
Il
termine, di origine americana, è "OSTEOPHATY" (in
Italiano "OSTEOPATIA"). Si tratta di una parola
composta da due radici greche:
- OSTEON = osso, struttura (nel senso più ampio del
termine). Con questa parola si definiscono tutte le
strutture del corpo, di qualunque tipo siano: liquide,
membranose, ossee oppure organiche.
- PATHOS = affezione.
La traduzione in italiano sarà: "AFFEZIONI CHE
PROVENGONO DALLA STRUTTURA" e non affezioni o malattie
delle ossa.
Possiamo notare che la seconda radice è composta dal
termine "PATHY" che deriva dall’inglese PATH =
VIA. Il termine OSTEOPATIA assume pertanto un’altra
dimensione con la definizione: "LA VIA DELLA
STRUTTURA". Questa via è nello stesso tempo, quella
attraverso cui la malattia s’instaura, ed è anche la via
attraverso cui possiamo curare i malati allo scopo di
aiutarli a ritrovare il loro stato fisiologico preesistente.
6
agosto 1828: nascita di A. T. STILL a Lee County (Virginia)
da padre Pastore che praticava la medicina.
1850:
doppia attività: fattore e medico. Si accosta alla medicina
occupandosi della salute degli indiani Shaznes. Era contro
lo schiavismo e per questo motivo emigrò nel Missouri verso
il Kansas dove fu eletto deputato.
1857/1860:
Guerra di secessione nell’armata unionista nel Kansas,
(Capitano e MD, in seguito Maggiore). Durante questi anni
seziona centinaia di cadaveri e acquisisce una perfetta
conoscenza dell’anatomia.
1860/1870:
fine della guerra di secessione; finisce gli studi di
medicina classica nel Collegio di Medicina e Chirurgia del
Kansas. Terminò la guerra e iniziò la carriera come medico
e chirurgo stimato.
1865:
Un’epidemia di meningite, dove medicina classica si rilevò
impotente, causò la morte di quattro componenti della sua
famiglia, dei quali tre erano suoi figli.
1870-1874:
periodo di maturazione che lo portò a definire il concetto
osteopatico in seguito a suoi lavori sull’apparato
muscolo-scheletrico, sull’importanza del sistema
vascolare, sulla sua fiducia nell’auto-guarigione.
22
giugno 1874: scoprì l’osteopatia all’età di 46 anni.
Ritornò nel Missouri e iniziò il suo lavoro di osteopata.
Iniziò da allora un periodo difficile, durante il quale
venne considerato un eretico dai suoi colleghi e dai suoi
amici, perché per loro era impensabile curare delle
malattie con le mani.
1876:
provato da una febbre tifoidea, stanco, si stabilì
Kirkville (Missouri).
1892:
aprì la prima scuola di osteopatia a Kirkville:
l’American School of Osteopathy.
1894/1930:
violenta opposizione delle istituzioni mediche ufficiali. Ma
l’osteopatia ottenne il diritto d’esercizio in tutti gli
stati. Il primo stato in cui ottenne questa autorizzazione
fu il Vermont nel 1896 e l’ultimo fu la California nel
1974.
1898/1900:
A. T. Still pubblicò quattro libri e si ritirò
progressivamente dall’insegnamento.
1914:
colpito da un ictus, confinato nella sua camera, il
rispettatissimo "Vecchio Dottore" morì il 12
Dicembre 1917 all’età di 89 anni.
E’
da poco più di un secolo - scrive Thomas G. Dummer - che
l’osteopatia ha fatto la sua comparsa negli Stati Uniti.
Il suo fondatore, il Dottor Andrew Taylor Still, nato nel
1828, era figlio di un pastore che esercitava la medicina.
E’ probabilmente in seguito ad una intuizione
d’infanzia, che il Dottor Still concepisce più avanti
l’osteopatia. Aveva sofferto fin da giovane di violenti
mal di testa. All’età di 10 anni, giocando in giardino,
sentì sopraggiungere uno dei suoi mal di testa e si sdraiò
per terra vicino ad una altalena, per riposarsi. Pensando
che sarebbe stato senza dubbio più comodo se la sua testa
fosse stata sorretta, l’appoggiò sulla corda
dell’altalena in modo che l’appoggio fosse proprio sotto
la base del cranio. Dopo un attimo, con sua grande
meraviglia, il mal di testa era scomparso. Non ci pensò più
se non per usare questo metodo, ogni volta che il mal di
testa riappariva.
Andrew
Taylor Still si diplomò al Collegio di Medicina e Chirurgia
di Kansas City, formato come medico allopata, si appassionò
allo studio della struttura del corpo umano ed ebbe
l’occasione di approfondire i suoi studi esaminando gli
scheletri degli Indiani dell’America del nord e, durante
la guerra civile, avrà l’occasione di studiare la
struttura del corpo umano e in particolare della colonna
vertebrale.
Inizia
a notare dei rapporti tra le malattie correnti e certe
anomalie strutturali e comincia a comprendere come da
ragazzo aveva potuto curare il suoi mal di testa, posando il
collo su di un’altalena: il peso della sua testa sulla
corda distendeva i muscoli del collo, attraverso un processo
d’inibizione che portava ad una repentina decongestione
della circolazione sanguigna nella testa.
All’epoca
non aveva ancora le idee chiare sulla via da seguire ma
sentiva istintivamente che avrebbe dovuto studiare
ingegneria, cosa che fece per cinque anni. Nella sua
autobiografia Still spiega come si mise a studiare il corpo
umano, nello stesso modo con cui un ingegnere studia i
difetti e gli ostacoli che impedirebbero il funzionamento
armonico della sua macchina, concentrando la sua attenzione
sulle anomalie delle diverse parti del corpo e paragonando
queste ultime ai diversi sistemi meccanici utilizzati dagli
ingegneri. Il suo lavoro incessante tendeva a provare che il
corpo umano può soffrire di disordini meccanici capaci di
provocare delle malattie e cercava inoltre dei metodi per
ristabilire la salute attraverso una correzione meccanica di
queste variazioni strutturali. Still racconta
l’avvenimento fortuito che gli permise di confermare la
sua teoria e che gli mostrò chiaramente la risposta che
aveva cercato. Nel giugno 1874, camminando per Macon
(Missouri) con uno dei suoi amici, incrociò una donna
accompagnata da tre bambini, uno di loro soffriva di
dissenteria, malattia molto corrente all’epoca. Still
racconta: ‘’Misi la mia mano sul dorso del bambino,
nella regione lombare, e costatai che era calda, molto
calda, tanto più che il suo addome era freddo; non pensai
che ad aiutarlo e non che stavo per fare una scoperta di cui
avrebbero beneficiato le generazioni future. Mi sembrò
strano che la sua schiena fosse così calda e che il suo
ventre fosse così freddo; il collo, la schiena e la testa
erano molto caldi, ma il viso, la fronte ed il naso erano
freddi, In quel momento non sapevo molto sulla dissenteria,
se nonché questa malattia uccide sia i giovani sia i vecchi
e si manifesta maggiormente nelle stagioni calde.
Non
sapevo come affrontare le mie riflessioni sulle malattie
poiché nessuno degli esperti che avevo consultato, poteva
distogliersi dagli effetti per esaminare le cause. Sapevo
che abbiamo un midollo spinale ma non sapevo bene a che cosa
servisse. Mi misi a lavorare sulla base del cervello
pensando che frizionandolo ed eseguendo una pressione potevo
sospingere un po’ di caldo verso le zone fredde. Facendo
ciò trovai su tutta la colonna del bambino delle zone
rigide e delle zone lasse e costatai che la regione lombare
era molto congestionata. Lavorai per qualche minuto con
questo spirito, poi dissi alla madre di ritornare il giorno
dopo per darmi notizie. La rividi il mattino seguente e mi
disse che suo figlio si era ristabilito. Trattai,
nell’arco di qualche giorno, 17 casi di dissenteria e li
guarii tutti senza l’aiuto di farmaci".
Come
disse M. S. Webster-Jones: "sarebbe fin troppo facile
ridicolizzare il modo con cui Still ha affrontato questo
caso e la sua idea di spingere il calore da una parte del
corpo ad un’altra, ma è impossibile non percepire la
veridicità di questa attitudine, che è quella del
guaritore nel vero senso di questa parola, spesso
denigrata". Si possono screditare le idee di Still
sulla fisiologia, patologia, dietetica e sulla diagnosi
medica, ma esse almeno rimandano sempre al malato nel suo
insieme, come un tutto, per cercare nel suo corpo la causa
della malattia e tentare di eliminarla. Il caso del malato
che aveva la dissenteria, mi sembra che faccia apparire
chiaramente come l’osteopatia nacque nel pensiero di Still
e come la sua tecnica di trattamento si sia sviluppata a
partire da un’idea terapeutica. Le ricerche metodologiche
di Still lo porteranno a scoprire la regione del corpo che
presenta alcune anomalie che possono essere palpate
sistematicamente (più tardi chiamate "lesioni".).
Still adottò questo metodo diagnostico e mise a punto certi
metodi manuali di trattamento e costruì su questo insieme,
il sistema che divenne l’osteopatia. All’inizio fu
empirico, procedeva unicamente per tentativi basandosi
sull’esperienza clinica ma l’osteopatia che fu elaborata
più tardi, dalle nuove generazioni degli osteopati, deve
tutto a questi inizi modesti.
In
seguito a questa esperienza, Still estese il campo delle sue
ricerche e si mise a studiare le malattie funzionali e i
disordini strutturali, in particolare quelli della colonna,
che li accompagnano. Si avvertì il bisogno di creare una
teoria basata su questa esperienza pratica. Nel 1870,
proclamò la legge della (la primarietà della) arteria, che
è il grande principio di base dell’osteopatia:"
quando la circolazione sanguigna è normale, la malattia non
può svilupparsi poiché il nostro sangue è capace di
produrre tutte le sostanze necessarie al mantenimento della
nostra immunità naturale contro la malattia." Bisogna
capire che tutto questo è avvenuto in un’epoca in cui si
avevano scarse nozioni sul sangue e sul suo ruolo nel corpo
umano. Still poteva esprimere le sue idee solo in termini
conformi alle conoscenze della sua epoca. Il Dottor
Lavezzari sottolinea: "Non dobbiamo dimenticare che
l’autobiografia di Still era già stata scritta quando si
fecero le prime scoperte della biologia moderna. Tutte le
scoperte come la fagocitosi, l’immunologia, ecc., dovevano
ancora essere fatte. Anche lo studio della patologia era
ancora molto rudimentale. In queste circostanze, solo un
estremo ottimista poteva osare fare le dichiarazioni che
fece Still, secondo le quali il sangue umano era capace di
fabbricare tutte le sostanze di cui il corpo poteva aver
bisogno per la sua autodifesa e autoguarigione. Oggi
sappiamo che effettivamente esistono gli anticorpi, gli
agglutinati ecc. e tutte le altre sostanze necessarie al
mantenimento dell’integrità del corpo. Tutto ciò è
molto conosciuto e l’ematologia moderna è una scienza
avanzata." Ma immaginate - termina Thomas G. Dummer -
quanto debba essere sembrata rivoluzionaria la teoria di
Still nella sua epoca, poiché era in contraddizione con le
concezioni mediche accettate. Dichiarare che l’immunità
naturale dipendeva dall’integrità strutturale, sembrava
un’eresia. ma dichiarare che i problemi strutturali della
colonna, erano un fattore di massima importanza e che
potevano essere corretti manualmente, era totalmente
assurdo, folle.
DEFINIZIONE
GLOBALE DELLA LESIONE
I
- Restituzione di mobilità di un elemento vettore su un
elemento supporto, attorno ad un punto di rallentamento con
deprogrammazione dei sistemi nervosi.
II
- Restrizione di mobilità nella fisiologia di un qualunque
tessuto del corpo che porta la perturbazione
dell’autoregolazione, e per più o meno tempo, una
degradazione della funzione e (o) della struttura.
A.
PIANO OSTEO ARTICOLARE
LESIONE
FISIOLOGICA
-
Punto di rallentamento: luogo intra-articolare attorno al
quale degli elementi si fissano nella loro lesione.
-
Punto neutro: il solo = punto d’equilibrio ideale = punto
di riposo e di comfort = luogo estremo di spostamento del
pezzo osseo
B.
PIANO MEMBRANOSO
DEFINIZIONE
DELLA LESIONE MEMBRANOSA
-
Distorsione aponevrotico-fasciale che porta una disparità
qualitativa e quantitativa dei micro-movimenti fisiologici
generati dal meccanismo cranio-sacrale
-
Centro di distorsione massima
-
Ascolto appoggiato
I
NOVE PRINCIPI DI STILL
-
Noi pratichiamo l’igiene.
-
Noi siamo contro l’utilizzo abusivo delle medicine come
agenti curanti.
-
Noi siamo contro l’utilizzo abusivo dei sieri nel
trattamento delle malattie; la natura fornisce i suoi sieri.
-
Noi siamo contro le vaccinazioni inutili.
-
Noi siamo realisti e sappiamo che in certi casi occorre il
trattamento chirurgico.
-
Noi pensiamo che molti interventi chirurgici siano
prescritti in modo abusivo e molte operazioni possano essere
evitate attraverso il trattamento osteopatico.
-
Il trattamento osteopatico non dipende né da agenti
elettrici né da raggi o da qualsiasi altro adiuvante.
L’osteopatia
non ci dispensa dal trattamento della malattia.
-
Noi abbiamo un atteggiamento benevolo nei confronti delle
altre medicine naturali: noi non incorporiamo nessuno di
questi metodi nei nostri sistemi. Siamo contro l’abuso dei
medicinali.
Nel
rispetto di questi principi, occupiamo tutti lo stesso
terreno.
-
I principi fondamentali dell’osteopatia sono differenti da
quelli degli altri sistemi: la malattia non è che il
risultato del disequilibrio anatomico seguito da
disequilibri fisiologici.
-
Per guarire la malattia, i segmenti disequilibrati devono
essere portati alla loro normalità. E’ per questo che gli
altri metodi, che hanno principi differenti, non hanno posto
nel sistema osteopatico.
-
L’osteopatia è un sistema indipendente e può essere
applicato alla maggior parte delle malattie.
-
Noi pensiamo che le nostre conoscenze osteopatiche siano
sufficienti. Quando altri metodi si inseriscono, la riducono
e la limitano.
UN
TESTO IMPORTANTE
"Anche
le parole - dice Viola Frymann - hanno cambiato il loro
significato. Sarebbe interessante che ognuno di voi desse la
sua definizione del termine Osteopatia. Non ce ne sarebbero
due somiglianti. Inoltre se ponessi questa domanda ad un
gruppo di Dottori in medicina, comparirebbe una maggiore
diversità di concetti. Aggiungiamoci anche il pensiero di
un paziente e la somiglianza con la definizione originale di
Still, sarebbe pura coincidenza.
Il
paziente considera l’osteopatia come una versione
migliorata della chiropratica anche se non la conosce.
Oppure pensa che sia una medicina tradizionale insegnata da
una scuola alternativa o che si tratti di cure misteriose
applicate con le mani. Non ha alcuna idea del lavoro fatto,
della varietà delle diverse situazioni in cui
l’osteopatia agisce o della serie di tecniche possibili
per ottenere un risultato. Il medico classico identifica
spesso l’osteopatia con la manipolazione. Inoltre esistono
notevoli quantità di tipi di approccio terapeutico anche in
relazione con altre manifestazioni dei problemi della
salute.
Cos’è
l’osteopatia? L’OSTEOPATIA E’ LA LEGGE DELLO SPIRITO,
DELLA MATERIA E DEL MOVIMENTO. Così la definì il Dottor
Still durante la sua prima lezione osteopatica nel 1892.
E’ un concetto profondo che ingloba ogni cosa.
Ma
cos’è l’osteopatia? "E’ conoscenza scientifica e
fisiologica messa al servizio di una persona intelligente ed
abile, che applica tale conoscenza su persone malate o
colpite da shock, incidenti o qualsiasi altro problema
meccanico quali ad esempio il colpo di frusta. Still
insisteva affinché i suoi allievi conoscessero alla
perfezione l’anatomia e la fisiologia. Inoltre l’osteopata
dovrebbe avere conoscenze in chirurgia osteopatica, in
ostetricia osteopatica e nella pratica osteopatica, per
guarire le malattie con un’abile riaggiustamento delle
parti del corpo. Vede la causa dell’inizio di una malattia
in una leggera deviazione anatomica, deve esplorare
l’osso, il legamento, il muscolo, l’aponeurosi, i canali
sanguigni sino ai capillari, compresa la circolazione
linfatica e ogni canale attraverso cui vengono diffuse le
sostanze nel corpo; inoltre "il liquido cefalorachideo
è uno degli elementi più importanti del corpo e se il
cervello non fornisse questo liquido in abbondanza, il corpo
resterebbe in una condizione di impotenza. Consideriamo il
corpo in buona salute come un’armonia globale e non
solamente di alcune sue parti". Le dichiarazioni del
fondatore dell’osteopatia sono lucide, precise e inglobano
ogni cosa. L’osteopatia è un sistema completo per la cura
della salute. Questa definizione oggi è molto più ricca di
significato di quanto non fosse all’inizio del secolo
poiché la conoscenza del corpo umano, delle sue funzioni e
del suo comportamento si è sviluppata. Questa espansione ha
reso inevitabile la specializzazione anche se ciò può
diventare pericoloso. La specializzazione può essere
definita come: apprendere sempre di più sul parziale. Ciò
può allontanare da quello che è lo spirito originario
dell’osteopatia. Per esempio: l’oftalmologo non ha solo
bisogno di una conoscenza completa dell’occhio in buona
salute o malato, del suo apporto nervoso e sanguigno,
dell’anatomia, della fisiologia chimica, della sua
nutrizione ecc., deve ricordarsi che l’occhio non è che
una piccola parte di un organismo dinamico e composto, nel
quale ogni parte influenza ed è influenzata dalle altre
parti. "Fu molto utile l’esperienza con un paziente
che soffriva di deterioramento progressivo della vista a
causa di un trauma nella regione parietale. La sua vista fu
valutata dall’optometrista prima che iniziassi il
trattamento. La prima fase del mio trattamento si applicò a
tutto il corpo sottostante l’occipite, ottenendo con un
certo miglioramento. La seconda fase inglobò il meccanismo
cranico e sull’orbita e sul suo contenuto e ciò si
tradusse con un miglioramento della vista". Un
ginecologo si interessa del sistema riproduttivo, ma
osteopaticamente, deve ricordare che il buon funzionamento
della sfera pelvica, attraverso cui passa il bambino,
dipende dal buon funzionamento della ghiandola ipofisi che
è situata sulla base del cranio. Uno specialista in
medicina interna è un’autorità sulla funzione cardiaca,
respiratoria e digestiva di un corpo malato o in buona
salute, ma come può parlarne con autorità se non riconosce
che questi organi di primaria importanza ricevono la loro
innervazione da ciò che sta dietro o dalla sede del potere
che è al di sopra. Lo specialista osteopatico è stato
educato secondo questo concetto. Il chirurgo è uno
specialista di un genere diverso, uno specialista dotato di
un certo tipo di abilità tecnica. "la chirurgia al suo
posto nella scienza: nelle mani di una persona giudiziosa,
essa può essere di indiscutibile beneficio".
Ma
il chirurgo osteopata vede un campo particolare come facente
parte di un meccanismo totale, influenzato da esso e
producente, di ritorno, un effetto su di esso. Un pediatra
è un altro tipo di specialista che dirige la sua attenzione
non su di un particolare organo del corpo o su di una
tecnica particolare, ma su un certo periodo della vita dei
suoi pazienti. Considera i pazienti nel loro insieme e con
tutte le modalità di trattamento che questa totalità
reclama. Riconosce che i bambini hanno dei problemi
riguardanti la loro età e che reclamano delle tecniche
differenti a causa della loro altezza e delle loro
particolarità, ma i suoi trattamenti devono considerare la
totalità del paziente se lo vuole approcciare
osteopaticamente. Consideriamo il concetto osteopatico
dell’interrelazione e dell’interdipendenza della
struttura e della funzione, come il perno di una ruota. Le
specialità sono dei raggi che dal perno vanno verso
l’esterno, ma come i raggi una ruota, non avrebbero né
stabilità né ragione d’essere se non fossero ben fissati
al perno. Il perno è primario, è il centro ed il supporto
dei raggi. Non si può separare da essi né rinunciare al
suo ruolo centrale e divenire uno di essi. Perciò è
importante valutare questa struttura centrale, il concetto
osteopatico e di valutare se anch’esso ha subito dei
cambiamenti dopo cento anni. In casi rari ed eccezionali, il
Dottor Still si occupa nei suoi scritti di tutte le
strutture del corpo al di sotto dell’occipite: esse sono
le parti disponibili della macchina. Ma non pone alcun
limite al concetto. "Il vostro dovere come maestri
della macchina, - egli sottolinea - è di vegliare affinché
il motore rimanga in perfette condizioni, di modo che non vi
sia alcun disordine funzionale in nessun nervo, in nessuna
vena, in nessuna arteria che nutre la pelle, l’aponeurosi,
il muscolo, il sangue.
William
Garner Sutherland capì subito che lo stesso principio si
applicava anche alla testa. L’osteopatia craniale era
nata. Un gruppo di medici osteopati riconobbe che gli stessi
principi si applicavano alle articolazioni sacro-iliache. Si
sviluppò un interesse particolare su questa zona. H. V.
Hoover fissò il suo interesse sull’aponeurosi del corpo:
furono messe in luce delle tecniche di liberazione
dell’aponeurosi. Perciò l’applicazione dei principi
dell’osteopatia sulla testa ne richiese uno studio
approfondito, che oggi come allora è un territorio
relativamente inesplorato. Sutherland esaminò le strutture
che componevano la testa con la stessa diligenza e la stessa
precisione con la quale Still si era applicato allo studio
del corpo, prima di mettere a punto il concetto osteopatico.
Sutherland fece gli stessi ragionamenti osteopatici ed
applicò delle tecniche paragonabili. "Nella tecnica -
scrive - siamo forzati a seguire il metodi del Dottor Still,
che ha preso le mie mani nelle sue e mi ha permesso di
sentire la lesione come se fossero state esagerate e come se
degli agenti naturali rimettessero a posto le ossa. Abbiamo
qualcosa di molto più potente delle nostre forze che
lavorano continuamente nel paziente, verso uno stato
normale". Come ho già detto è stato necessario uno
studio particolare per comprendere le meccaniche del
meccanismo cranico e per graduare le tecniche appropriate.
DEVE
ESSERE SVILUPPATA UNA NUOVA PERCEZIONE SENSORIALE PER
SENTIRE LE ALTERAZIONI CHE SOPRAV-VENGONO.
E’
richiesta una ricerca complessa e prolungata per dimostrare
che i movimenti che sono stati descritti non erano semplici
costruzioni di una immaginazione fertile, perché tutti gli
studi, tutti gli insegnamenti, tutti gli sviluppi e tutte le
ricerche osteopatiche nel dominio del cranio o
dell’osteopatia cranica, divengono in un modo o
nell’altro, una specialità. I medici osteopati non
coscienti della cosa, pensano che un osteopata cranico sia
una persona che logicamente tratta la testa mentre tratta il
resto del corpo. Sfortunatamente non si allontanano molto
dalla verità. Il medico osteopata che ha studiato il
meccanismo cranico, dovrebbe aggiungerlo al resto poiché
come disse Sutherland. IL CONCETTO CRANICO NON E CHE UNA
PORZIONE DELLA TOTALITA’.
Ma
è tempo che la testa ed il corpo siano integrati nello
stesso concetto dal punto di vista della diagnostica come
della terapia. Questa è la nuova espansione che il concetto
osteopatico deve ricercare. Noi che ci interessiamo al
cranio, siamo stati incaricati di questa prima diffusione ed
essa è stata estesa al dominio craniale. Molti non
potrebbero sostenere di questa diffusione. Ve ne sono altri
ancora che la vogliono considerare. Ma non è affar nostro.
C’è un numero crescente che può e vuole; l’avanguardia
deve avanzare e ci sarà un seguito molto più numeroso di
quello che potremmo immaginare. Noi dobbiamo continuare a
fare progressi. In questo momento Vi invito a camminare con
me alla ricerca dell’osteopatia che conosceranno i
posteri. I primi cento anni sono stati consacrati a
stabilire il riconoscimento legale e a formulare le leggi
dell’osteopatia e della sua accettazione come una pane
stabile del nostro modo di vivere.
Il
prossimo secolo svilupperà la figura del medico verso uno
stadio in cui l’osteopatia sarà non solo un sistema che
si occupa di curare il paziente come un tutto unico, ma sarà
anche il modo di vivere che richiede un coinvolgimento
totale da parte del medico. Gli studenti di osteopatia
saranno giudicati non solo per il loro interesse, la loro
scienza accademica e le loro attitudini, come lo si fa oggi
per gli studi psicologici, MA PER LE LORO QUALITA’
INERENTI LA SENSIBILITA’ Lo studente avrà bisogno di mani
sensibili, capaci di rilevare lo stato di salute tramite la
palpazione dei tessuti, l’attività delle energie del
corpo, la motilità dei fluidi, dei tessuti e degli organi
interni. Richiederemo allo studente di sviluppare la sua
attenzione non solo alle manifestazioni esteriori degli
stati di salute e di malattia come li osserviamo oggi, ma di
avere una visione penetrante per vedere l’interno del
corpo e stabilire una diagnosi attraverso uno sguardo
diretto sul colore e la vitalità di ogni parte di questa
unità funzionale, tenendo presente l’insieme. La visione
dello studente deve anche essere sviluppata per percepire i
campi di energia attorno ai suoi pazienti ed in questo modo
valutare le condizioni emozionali, mentali e spirituali che
sottolineano i mali che presentano.
La
pratica dello studente includerà anche lo sviluppo della
sua intuizione, una specie di simpatia intellettuale per la
quale ci si trasporta all’interno di un oggetto, per
confondersi con ciò che esso ha di unico e di conseguenza
di inesprimibile, poiché gli permetterà di analizzare e di
sintetizzare tutte queste osservazioni in una diagnosi che
valuti la totalità del suo paziente, e lo dirigerà verso
la terapia appropriata.
ALCUNE
GRANDI DEFINIZIONI
-
L’OSTEOPATIA E’ LA LEGGE DELLO SPIRITO, DELLA MATERIA E
DEL MOVIMENTO
Lo
spirito regna maestro nella natura e ovunque provoca
movimento della materia.
-
LA VITA E’ MOVIMENTO
Il
rallentamento del movimento porta alla stasi, la stasi
finale è la morte.
-
LA LEGGE DELL’ARTERIA E’ SUPREMA
Ogni
problema nel buon funzionamento arterioso porta ad una
ischemia nella zona irrorata da questa arteria e quindi ad
una patologia lontana dal punto in restrizione.
-
L’OSTEOPATIA E’ ANATOMIA, ANCORA ANATOMIA, SEMPRE
ANATOMIA
Ogni
osteopata deve conoscere perfettamente l’anatomia per
poter proiettare all’interno del corpo la propria azione.
"Abbiate mani intelligenti" (Boris Dolto).
L’anatomista Bell diceva: "impara ad osservare il
corpo vivo con i tuoi occhi, poi impara a guardare il corpo
con le tue dita e gli occhi aperti, poi impara a guardare il
corpo con gli occhi chiusi".
-
LA STRUTTURA GOVERNA LA FUNZIONE
Tutte
le anomalie strutturali possono portare ad una malattia
funzionale ed ulteriormente organica. Ogni rallentamento di
mobilità in una struttura, nel senso più largo del
termine, può portare a più o meno lungo termine, ad un
disequilibrio nella fisiologia e dunque ad una patologia.
-
L’OSTEOPATIA E’ UN’ARTE CHE SI OCCUPA DI DETERMINARE E
DI TRATTARE LE DISARMONIE DEL CORPO
E’
una terapeutica che ricerca l’armonia del corpo nel suo
insieme.
FILOSOFIA
DELLA MEDICINA OSTEOPATICA
Prendiamo
il termine della medicina la cui definizione è: "ARTE
DI CURARE". Questa filosofia si applica sia
nell’osteopatia che nella medicina classica. Si tratta di
un concetto fondato su un insieme di principi fondamentali
di un’attività, di una pratica e di una riflessione sul
loro significato e sulla loro legittimità. I principi
fondamentali sono delle proposizioni ammesse come base di
ragionamento. Sono leggi generali, delle conoscenze, delle
regole elementari. I precetti di base sono stati stabiliti
nel 1953 a Kirksville, secondo l’insegnamento del Dottor
Stili. In seguito sono stati rivisti per un uso comune ed
enunciati nel giornale dell’American Osteopathic
Association nel settembre 1981.
1
- "IL CORPO E’ UN TUTTO"
Il
corpo non funziona come un insieme di pani separate ma
piuttosto come una unità integrata. E’ ciò che chiamiamo
"l’unità totale dell’uomo". Le diverse pani
sono unite da fasce che sono una unità fisiologica fatta di
tessuti connettivi che avvolgono i muscoli e gli organi. Le
fasce sostengono le arterie, le vene, le vie linfatiche ed i
nervi. I tuboli di collagene uniscono tutto il corpo, dalla
testa ai piedi. Il corpo giace nel fluido. Le fasce fanno
pane di un meccanismo liquido di grande importanza
funzionale. Il corpo è un’unità dove le diverse parti,
legate da fasce, lavorano per dare beneficio a tutto
l’organismo.
2
- "STRUTTURA E FUNZIONE SONO RECIPROCAMENTE
INTERRELATE"
Qualsiasi
parte del corpo funziona secondo la sua struttura specifica
(est i polmoni). La struttura governa la funzione;
similarmente una struttura anormale governa la disfunzione
(est una fibrosi polmonare genera una diminuzione degli
scambi gassosi).
3
- "IL CORPO POSSIEDE DEI MECCANISMI AUTOREGOLATORI"
Per
esempio, i meccanismi riflessi neuronali che governano
costantemente le funzioni del corpo (il seno carotideo con i
suoi barorecettori influisce costantemente sulla tensione
arteriosa e sul ritmo cardiaco, secondo i cambiamenti della
pressione).
Gli
ormoni asse ipotalamo-ipofiso-surrenalico (o ovarico): il
sistema endocrino ed il feed-back. Il cuore ed i reni sono
capaci di regolare i flusso sanguigno.
4
- "IL CORPO HA LA CAPACITA’ DI DIFENDERSI E DI
GUARIRSI"
La
prima linea di difesa è situata a livello della pelle e
delle mucose. Se sono perturbate, il sistema immunocellulare
entra in gioco con i neutrofili, i macrofagi ed i linfociti
(es.: la guarigione delle fratture).
L’osteopata
favorisce un migliore terreno affinché la guarigione si
compia; elimina gli ostacoli per favorire una migliore
reazione del corpo.
5
- QUANDO IL NORMALE ADATTAMENTO E’ COMPROMESSO O QUANDO I
CAMBIAMENTI SUPERANO LA CAPACITA’ DI REAZIONE DEL CORPO,
LA MALATTIA PUO’ SOPRAVVENIRE
Si
tratta della nozione della relazione fra causa ed effetto.
Trattando la causa (e non l’effetto), ristabilendo la
mobilità della struttura, la funzione si può riadattare,
il corpo potrà allora iniziare il suo processo di
auto-guarigione.
6
- IL MOVIMENTO DEI LIQUIDI E’ ESSENZIALE PER IL
MANTENIMENTO DELLA SALUTE
Le
arterie, le vene, i vasi linfatici e le altre strutture
tubolari, giocano un ruolo cruciale nel mantenimento della
salute, apportando gli elementi nutritivi e trasportando le
tossine al fine di espellerle.
Trovando
le disfunzioni strutturali ancora chiamate
"somatiche" e normalizzandole, si ottiene:
-
un aumento dell’ossigeno,
-
una diminuzione della congestione venosa,
-
un’accelerazione del processo di guarigione
Il
processo libera il corpo affinché possa guarire e ritornare
ad un migliore stato di equilibrio.
7
- I NERVI GIOCANO UN RUOLO IMPORTANTE CONTROLLANDO I LIQUIDI
La
perturbazione del sistema neurovegetativo nella regione
toracica superiore e nel suo percorso verso i gangli
simpatici cervicali, può produrre dei cambiamenti vascolari
nei dermatomeri corrispondenti portando così:
-
un aumento della temperatura locale,
-
un edema,
-
una sensibilità aumentata,
-
una sudorazione aumentata.
8
- ALCUNI COMPONENTI SOMATICI DEGLI STATI PATOLOGICI NON SONO
SOLO L’ESPRESSIONE DELLA MALATTIA MA HANNO ANCHE UN RUOLO
DI CONTRIBUZIONE AL PROCESSO ED AL MANTENIMENTO DELLA
MALATTIA
Per
esempio il riflesso somato-viscerale mantenuto da una
disfunzione somatica, porta ad una disfunzione tra il
sistema neuro-muscolare ed i visceri.
Ciò
può accadere anche per mezzo di altri riflessi:
-
viscere-somatici,
-
somato-somatici,
-
somato-viscero-somatici ecc.
Queste
regole servono per configurare il sistema terapeutico, per
favorire l’autoregolazione verso la salute, con un terreno
appropriato ed una nutrizione adeguata.
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