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Paolo
Aldo Rossi
Direttore
scientifico di Anthropos & Iatria
Storico
della Scienza ed Epistemologo
Docente di "Storia del Pensiero Scientifico" -
Univ. degli Studi di Genova
"Quando il morto piange allora è
segno che è in via di guarigione" disse solennemente
il Corvo. "Mi duole contraddire il mio illustre amico e
collega" soggiunse la Civetta, "ma quando il morto
piange è segno che gli dispiace di morire".(Carlo
Collodi, Le avventure di Pinocchio)
Lo scorso mese di febbraio un amico mi
portò da vedere la bozza di un "Corso Introduttivo
alle Terapie Non Convenzionali" che avrebbe dovuto
tenersi presso il Centro di Biotecnologie Avanzate dell’IST
(Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) di Genova.
Inutile dire che la cosa mi fece piacere, data
l’importanza di tale istituzione e le motivazioni e gli
obiettivi delle lezioni, anche se avevo qualcosa da
eccepire, ovvero che mettere il "Reiki" sul piano
dell’Omepatia, dei Massaggi, della
Ginnastica Cinese, del Qi Gong, del
l’Agopuntura, della Fitoterapia ... significava farsi
subito attaccare dai tanti nemici (e questo non era bene,
dato che per la prima volta la cosa aveva una ben definita
ufficialità e l’Introduzione l’avrebbe tenuta il prof.
Leonardo Santi).
Mi sbagliavo. Durante la lezione del 23
maggio 1998, che aveva come oggetto l’Omeopatia unicista
tenuta dal dott. Flavio Tonello, ecco comparire un
collaudato oppositore, con in mano il famigerato
"Libretto Rosso" della controparte, ovvero Guarire
dall’omeopatia di Stefano Cagliano, sostenendo con toni eufemisticamente
accesi che, invece di ascoltare gli ingannevoli dati e le
fasulle promesse dell’omeopatia, bisognava rivolgersi alla
Scienza. Io personalmente, che quel libello possedevo dal
1997, sono andato a rileggerlo e non vi ho trovato altro che
un livore, un astio e un’acredine non propriamente
scientifici. Basti pensare, poi, che l’Autore, durante una
intervista sull’Espresso (26 febbraio 1998 pag. 32), dopo
aver dichiarato che: "il farmaco omeopatico è solo
acqua fresca", all’intervistatore che gli obbiettava:
"ma se è solo acqua fresca, almeno non può fare
male" rispose dicendo:"vi sono casi documentati in
cui i rimedi omeopatici hanno provocato reazioni allergiche
fino allo shock anafilattico (sic!)".
Se questa è la Scienza, allora il Corvo
e la Civetta di Pinocchio sono i suoi Profeti. Infatti il
farmaco omeopatico o è acqua fresca (e allora non può
essere essere né efficace né nocivo) o non è acqua fresca
(e allora cadono tutte le obiezioni sull’efficacia ed
eventuale nocività del medicamento omeopatico). Basta solo
mettersi d’accordo su una delle due, altrimenti "aver
la botte piena e la moglie ubriaca" starebbe solo a
dire che la sposa è sospettata dedicarsi alla più antica
professione del mondo.
Ma il dott. Silvano Fuso, così si chiama
il collaudato avversario, responsabile del CICAP per la
Liguria, insegnante nelle scuole secondarie superiori, non
si è accorto che il Corso era suddiviso in sei giorni e un
giorno solo era dedicato all’omeopatia.
Le altre lezioni erano dedicate: alle
Terapie Non Convenzionali e dei Popoli Tradizionali, alla
Medicina Tradizionale Cinese: agopuntura, maxibustione,
massaggio; Qi Gong, farmacoterapia, dietetica ... ai fiori
di Bach, alla Fitoterapia, al Reiki, ma lui è solo
intervenuto decisamente contro l’omeopatia (che era alla
quarta lezione, quindi avrebbe avuto tutto il tempo di
intervenire anche sulle altre).
Il perché di tutto questo lo ignoro, ma
avendo visto il dott. Fuso in trasmissioni su televisioni
private che discorreva benevolmente ed affabilmente con
spiritisti, parapsicologi, cultori di Reiki ... e al
contrario l’ho visto ostile e torvo contro l’omeopatia,
ho formulato una ipotesi: come tutti quelli del CICAP egli
ha delle disaffezioni radicali verso "certi
indottrinamenti", ma non verso gli stessi dei suoi
colleghi; infatti ognuno di loro ha delle personali
antipatie viscerali verso alcune "discipline del
paranormale" ma non verso altre.
Ad esempio si diventa maestro di Reiki
dopo 4/5 week-end ricevendolo (sic!) da un master, al quale
il ricevente si affida totalmente, mentre per l’Aikido, li
Shiatzu, il Qi Gong ... si esigono decine d’anni di dura
gavetta e di ardui esercizi, dove, oltretutto, non si crede
di poter guarire per distans , tramite l’energia cosmica.
Perché, allora, tanto astio verso l’omeopatia, mentre
nulla si dice di una disciplina che, ancor più della
pranoterapia (che è una delle più osteggiate), si mescola
a discorsi magici, esoterici e simbolici? Forse è che
stanno arrivando gli ordini da alcune parti della
"setta medica" che si sente minacciata e, in
particolare, dal trust delle Grandi Industrie Farmaceutiche?
La Medicina Omeopatica è una realtà
curativa che in alcune nazioni d’Europa è ufficialmente
riconosciuta e praticata (ad es. Francia, Germania ed
Inghilterra). In Francia 11.000 medici prescrivono prodotti
omeopatici ed un terzo della popolazione si cura con
l’omeopatia, in Germania un quarto dei medici ricorre a
tale cura ed in Inghilterra è il 42% dei medici generici a
praticarla. Si badi che queste non sono nazioni del terzo
mondo, né i suoi abitanti sono abituati a cure degli
stregoni.
Anche l’Italia si è finalmente messa
in fila con gli altri Paesi della Comunità: "In data
22 Settembre 1992 la Comunità Europea ha emanato la
direttiva riguardante la regolamentazione della produzione e
del commercio dei farmaci omeopatici; tale direttiva è
stata recepita dalla Camera e dal Senato il 22 Febbraio 1994
con Legge n. 146. Con decreto legislativo del 17 Marzo 1995
n. 185, pubblicato in data 22 Maggio 1995 sulla Gazzetta
Ufficiale, si è finalmente riconosciuta anche in Italia
dignità farmacologica ai rimedi Omeopatici: Legge 8 Ottobre
1994 n. 347".
Da tre anni, dovendoci adeguare alle
direttive della Comunità Europea, anche noi abbiamo
adottato la Medicina Omeopatica, (non obbligatoria ma
facoltativa) alcune persone hanno continuato a credere che
fosse possibile trattare dei Medici Chirurghi, Omeopati, con
alle spalle specialità in Medicina Interna, in Malattie
dell’Apparato Cardio-Vascolare, Reumatologia, Tisiologia,
Malattie dell’Apparato Respiratorio ... come se fossero
volgari ciarlatani da fiera che vendevano l’elisir per
l’amore perduto e per i capelli caduti. E questo,
sostanzialmente, da parte di persone che non hanno a che
fare con la medicina di campo perché: o sono dei
"giornalisti scientifici" o non hanno più visto
un malato dai tempi dell’università.
Circa quattro mesi fa appariva su tutte
le riviste la seguente pubblicità: in alto si vedeva un
preservativo con sotto scritto "Contro l’AIDS" e
più sotto una compressa con sotto scritto: "Contro i
trigliceridi e il colesterolo". Oggi sono cambiate
totalmente le cose, pur rimanendo la stessa pubblicità;
sopra vi è una corona del rosario dove c’è scritto
"Per la salute dello spirito" e sotto la solita
compressa con annotato "Per la salute del cuore".
A parte il confronto un poco indecente resta sempre il fatto
che lo spirito si può curare, con la preghiera o la
meditazione, mentre per l’AIDS vale un qualcosa che ti
faccia da barriera, lo stesso che si diceva per la peste
ossia "scappa il più presto e lontano possibile, e
torna tardi, a contagio finito".
Aids, Tumore e Viagra sono stati i tre
temi "scientifici" preferiti di questi mesi per la
stampa e le network. Sull’AIDS sappiamo tutti che, finora,
non c’è nulla da fare e, quindi, non ne parliamo più.
Sui tumori ci siamo già dati tanto da fare con il caso Di
Bella,che ora che, dopo 25 anni di studio, Judah Folkmann ci
dice qualcosa sulla crescita dei tumori, non gli si fa più
caso perché oramai si è già detto tutto. Rimane il Viagra
che con tutti i suoi aneddoti boccaceschi almeno ti fa
ridere.
"Parlare delle malattie - dice
William Osler - è un intrattenimento da Mille e una
notte".
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