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Anno II

Numero II-III

Marzo - Giugno 1998

 

Paolo Aldo Rossi

 

Direttore scientifico di Anthropos & Iatria

Storico della Scienza ed Epistemologo
Docente di "Storia del Pensiero Scientifico" - Univ. degli Studi di Genova

 

 

"Quando il morto piange allora è segno che è in via di guarigione" disse solennemente il Corvo. "Mi duole contraddire il mio illustre amico e collega" soggiunse la Civetta, "ma quando il morto piange è segno che gli dispiace di morire".(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)

Lo scorso mese di febbraio un amico mi portò da vedere la bozza di un "Corso Introduttivo alle Terapie Non Convenzionali" che avrebbe dovuto tenersi presso il Centro di Biotecnologie Avanzate dell’IST (Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) di Genova. Inutile dire che la cosa mi fece piacere, data l’importanza di tale istituzione e le motivazioni e gli obiettivi delle lezioni, anche se avevo qualcosa da eccepire, ovvero che mettere il "Reiki" sul piano dell’Omepatia, dei Massaggi, della

Ginnastica Cinese, del Qi Gong, del l’Agopuntura, della Fitoterapia ... significava farsi subito attaccare dai tanti nemici (e questo non era bene, dato che per la prima volta la cosa aveva una ben definita ufficialità e l’Introduzione l’avrebbe tenuta il prof. Leonardo Santi).

Mi sbagliavo. Durante la lezione del 23 maggio 1998, che aveva come oggetto l’Omeopatia unicista tenuta dal dott. Flavio Tonello, ecco comparire un collaudato oppositore, con in mano il famigerato "Libretto Rosso" della controparte, ovvero Guarire dall’omeopatia di Stefano Cagliano, sostenendo con toni eufemisticamente accesi che, invece di ascoltare gli ingannevoli dati e le fasulle promesse dell’omeopatia, bisognava rivolgersi alla Scienza. Io personalmente, che quel libello possedevo dal 1997, sono andato a rileggerlo e non vi ho trovato altro che un livore, un astio e un’acredine non propriamente scientifici. Basti pensare, poi, che l’Autore, durante una intervista sull’Espresso (26 febbraio 1998 pag. 32), dopo aver dichiarato che: "il farmaco omeopatico è solo acqua fresca", all’intervistatore che gli obbiettava: "ma se è solo acqua fresca, almeno non può fare male" rispose dicendo:"vi sono casi documentati in cui i rimedi omeopatici hanno provocato reazioni allergiche fino allo shock anafilattico (sic!)".

Se questa è la Scienza, allora il Corvo e la Civetta di Pinocchio sono i suoi Profeti. Infatti il farmaco omeopatico o è acqua fresca (e allora non può essere essere né efficace né nocivo) o non è acqua fresca (e allora cadono tutte le obiezioni sull’efficacia ed eventuale nocività del medicamento omeopatico). Basta solo mettersi d’accordo su una delle due, altrimenti "aver la botte piena e la moglie ubriaca" starebbe solo a dire che la sposa è sospettata dedicarsi alla più antica professione del mondo.

Ma il dott. Silvano Fuso, così si chiama il collaudato avversario, responsabile del CICAP per la Liguria, insegnante nelle scuole secondarie superiori, non si è accorto che il Corso era suddiviso in sei giorni e un giorno solo era dedicato all’omeopatia.

Le altre lezioni erano dedicate: alle Terapie Non Convenzionali e dei Popoli Tradizionali, alla Medicina Tradizionale Cinese: agopuntura, maxibustione, massaggio; Qi Gong, farmacoterapia, dietetica ... ai fiori di Bach, alla Fitoterapia, al Reiki, ma lui è solo intervenuto decisamente contro l’omeopatia (che era alla quarta lezione, quindi avrebbe avuto tutto il tempo di intervenire anche sulle altre).

Il perché di tutto questo lo ignoro, ma avendo visto il dott. Fuso in trasmissioni su televisioni private che discorreva benevolmente ed affabilmente con spiritisti, parapsicologi, cultori di Reiki ... e al contrario l’ho visto ostile e torvo contro l’omeopatia, ho formulato una ipotesi: come tutti quelli del CICAP egli ha delle disaffezioni radicali verso "certi indottrinamenti", ma non verso gli stessi dei suoi colleghi; infatti ognuno di loro ha delle personali antipatie viscerali verso alcune "discipline del paranormale" ma non verso altre.

Ad esempio si diventa maestro di Reiki dopo 4/5 week-end ricevendolo (sic!) da un master, al quale il ricevente si affida totalmente, mentre per l’Aikido, li Shiatzu, il Qi Gong ... si esigono decine d’anni di dura gavetta e di ardui esercizi, dove, oltretutto, non si crede di poter guarire per distans , tramite l’energia cosmica. Perché, allora, tanto astio verso l’omeopatia, mentre nulla si dice di una disciplina che, ancor più della pranoterapia (che è una delle più osteggiate), si mescola a discorsi magici, esoterici e simbolici? Forse è che stanno arrivando gli ordini da alcune parti della "setta medica" che si sente minacciata e, in particolare, dal trust delle Grandi Industrie Farmaceutiche?

La Medicina Omeopatica è una realtà curativa che in alcune nazioni d’Europa è ufficialmente riconosciuta e praticata (ad es. Francia, Germania ed Inghilterra). In Francia 11.000 medici prescrivono prodotti omeopatici ed un terzo della popolazione si cura con l’omeopatia, in Germania un quarto dei medici ricorre a tale cura ed in Inghilterra è il 42% dei medici generici a praticarla. Si badi che queste non sono nazioni del terzo mondo, né i suoi abitanti sono abituati a cure degli stregoni.

Anche l’Italia si è finalmente messa in fila con gli altri Paesi della Comunità: "In data 22 Settembre 1992 la Comunità Europea ha emanato la direttiva riguardante la regolamentazione della produzione e del commercio dei farmaci omeopatici; tale direttiva è stata recepita dalla Camera e dal Senato il 22 Febbraio 1994 con Legge n. 146. Con decreto legislativo del 17 Marzo 1995 n. 185, pubblicato in data 22 Maggio 1995 sulla Gazzetta Ufficiale, si è finalmente riconosciuta anche in Italia dignità farmacologica ai rimedi Omeopatici: Legge 8 Ottobre 1994 n. 347".

Da tre anni, dovendoci adeguare alle direttive della Comunità Europea, anche noi abbiamo adottato la Medicina Omeopatica, (non obbligatoria ma facoltativa) alcune persone hanno continuato a credere che fosse possibile trattare dei Medici Chirurghi, Omeopati, con alle spalle specialità in Medicina Interna, in Malattie dell’Apparato Cardio-Vascolare, Reumatologia, Tisiologia, Malattie dell’Apparato Respiratorio ... come se fossero volgari ciarlatani da fiera che vendevano l’elisir per l’amore perduto e per i capelli caduti. E questo, sostanzialmente, da parte di persone che non hanno a che fare con la medicina di campo perché: o sono dei "giornalisti scientifici" o non hanno più visto un malato dai tempi dell’università.

 

Circa quattro mesi fa appariva su tutte le riviste la seguente pubblicità: in alto si vedeva un preservativo con sotto scritto "Contro l’AIDS" e più sotto una compressa con sotto scritto: "Contro i trigliceridi e il colesterolo". Oggi sono cambiate totalmente le cose, pur rimanendo la stessa pubblicità; sopra vi è una corona del rosario dove c’è scritto "Per la salute dello spirito" e sotto la solita compressa con annotato "Per la salute del cuore". A parte il confronto un poco indecente resta sempre il fatto che lo spirito si può curare, con la preghiera o la meditazione, mentre per l’AIDS vale un qualcosa che ti faccia da barriera, lo stesso che si diceva per la peste ossia "scappa il più presto e lontano possibile, e torna tardi, a contagio finito".

Aids, Tumore e Viagra sono stati i tre temi "scientifici" preferiti di questi mesi per la stampa e le network. Sull’AIDS sappiamo tutti che, finora, non c’è nulla da fare e, quindi, non ne parliamo più. Sui tumori ci siamo già dati tanto da fare con il caso Di Bella,che ora che, dopo 25 anni di studio, Judah Folkmann ci dice qualcosa sulla crescita dei tumori, non gli si fa più caso perché oramai si è già detto tutto. Rimane il Viagra che con tutti i suoi aneddoti boccaceschi almeno ti fa ridere.

"Parlare delle malattie - dice William Osler - è un intrattenimento da Mille e una notte".