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Anno II

Numero V

Settembre - Ottobre 1998

 

Chamomilla e patologie pediatriche 

 

Dott.ssa Anna Cossu

 

Farmacista

 

 

BOTANICA

Chamomilla recutita (L.) Rauschert (Matricaria recutita L.) è una Asteroidea della famiglia delle Asteraceae, e appartiene al genere Matricaria, uno dei circa 1200 dell'ordine delle Asterales che rappresenta l'apice del livello evolutivo tra le dicotiledoni. Il genere Matricaria in senso lato, viene suddiviso in:
 

- Trippleurospermum Schultz Bip., con Matricaria maritima e Matricaria perforata come rappresentanti principali;

- Matricaria sensu stricto, con Matricaria chamomilla e Matricaria suaveolaus (sin. Matricaria matricarioides);
 

La Chamomilla utilizzata in medicina è definita Chamomilla recutita (L.) Rauschert, mentre la Chamomilla non odorosa è denominata Matricaria maritima L. e Matricaria perforata Merc. (sin. Matricaria inodora L.). Il nome di Matricaria Chamomilla L. (sin. Matricaria recutita L.) è quello effettivamente utilizzato in molte farmacopee. La Chamomilla è comune in Italia nei luoghi soleggiati, in pianura ed in collina. E' una pianta erbacea annua che raggiunge 50 cm. di altezza, a portamento eretto e ascendente, con fusti ramificati e capolini riuniti in un largo corimbo. Le foglie sono bipennatosette, e lacinie sottilissime e piuttosto brevi, appuntite e quasi glabre.

Fiorisce da maggio a giugno. Originaria dell'Europa sudorientale e dell'Asia minore, è diffusa in tutta Europa, Nord America ed anche in Australia. Dal punto di vista commerciale, se ne distinguono vari tipi: la Chargentina, l'egiziana, bulgara, ungherese. In misura minore viene coltivata anche in Germania.

Il ricettacolo conico, cavo e glabro è il segno più caratteristico della Chamomilla rispetto ai numerosi capolini somiglianti: altre specie di Matricaria (Matricaria inodora L.) o di Anthemis (A. cotula L.) con cui talvolta la Chamomilla viene falsificata, presentano tutte ricettacolo pieno, e, nelle Anthemis, internamente tomentoso o scarioso. Non sono caratteristiche indicative, invece, le dimensioni dei capolini fioriti, che possono variare molto in relazione al luogo di provenienza ed al modo di coltura. Per gli stati appartenenti alla Comunità Europea, vale attualmente la monografia "Matricariae Flos" contenuta nella Pharmacopea Europea.
 
 
 

STORIA
 
 

La Chamomilla è nota per le sue proprietà medicinali fin dall'antichità. Ippocrate ne parla già nel V° Secolo a.C. e nel De Materia Medica di Discoride (I° Secolo d.C.) la Chamomilla è già una pianta medicinale importante. In Galeno e Asclepio si trovano descritte le indicazioni di un infuso di Chamomilla, riconoscendone le proprietà spasmodiche. Il nome di Chamomilla è dovuto a Discoride e Plinio, che chiamarono la pianta chamaimelon, a causa del suo profumo, simile a quello della mela (chamai = basso, melon = melo). L'origine del genere Matricaria, utilizzato da Linneo, è da ricercarsi nel vocabolo latino Matrix, matrice, forse con un riferimento alle tantissime indicazioni della Chamomilla nelle patologie correlate alla donna. Recutita, dal latino circoncisa, è correlato all'aspetto del capolino fiorito, con i fiori reggianti riflessi.
 

 

I principi attivi della Chamomilla possono essere suddivisi in:
 

COSTITUENTI LIPOFI
 

L'olio essenziale, presente dallo 0.3 all'1.5% ed i suoi componenti principali:

 

- Sesquiterpeni ciclici, per il 25-50%: alfa-bisabolossidi A, B, C; bisabolonossido A.

- Camazulene (1,4-dimetil-7-etilazulene).

- Matricina o proazulene, lattone sesquiterpenico precursore del camazulene, presente solo nei singoli fiori, ligulati o tubulosi, ma assente dal disco dei capolini fioriti.

- Poliiine (spiroeteri).

- Terpeni: farnesene, cadinene, spatulenolo, ecc.


Inoltre:
 

- Cumarine: ernierina e umbelliferone presenti entrambi sia nei fiori raggianti che nei fiori tubolosi, con un contenuto più elevato nei fiori ligulati.

- Idrati di carbonio.

- Esteri alifatici semplici.

- Esteri triterpenolici.

- Trigliceridi.

- Esteri chetonici.

- Agliconi flavonoidici metossilati (Iaceidina).

 

COSTITUENTI IDROFILI


- Flavonoidi per lo 0,1%: apigenina, luteolina, patuletina, quercitina, rutina (agliconi), iperoside e monoglicoside dell'apigenina.

- Miscela di cumarine glicosidiche (chiamate camilline): umbrelliferone ed il suo estere metilico erniarina.

- Colina (o.35%) e aminoacidi.

- Mucillagini fino al 10% localizzate nelle nervature dei fiori, e descritte come polisaccaridi a catena principale di acidi galatturonici ad elevato peso molecolare e molto ramificati, costituenti per il restante 21% di xilosio, quindi di galattosio, arrabinosio, glucosio e rammosio.

- Acidi polifenolici: acido coffeico, acido amicinico, acido vanillinico in quantità variabili.

- Sostanze amare per il 3%.

La concentrazione di questi costituenti può variare molto, soprattutto nell'olio essenziale.
 
 
 

ESTRATTI



L'attività farmacologica della Chamomilla è dovuta a principi attivi lipofili e idrofili, perciò questa sarà diversa a secondo del metodo di estrazione usato. In generale l'attività spasmodica è degli estratti acquosi mentre gli estratti alcolici hanno un'attività prettamente anti-infiammatoria.

Secondo la provenienza, la quantità dei fiori ligulati e il grado di sminuzzamento (droga intera o taglio tisana), esso conterrà una quantità più o meno grande di flavonoidi, mucillagini e poco olio essenziale. La matricina è l'unico componente dell'olio essenziale presente in quantità rilevante nell'infuso. E' a partire dalla matricina che si forma il camazulene:
 

Matricina (Proaxulene) non volatile, incolore ê Acido camazulenico, non volatile, blu ê Camazulene, volatile, blu. L'attività di un infuso di Chamomilla si basa essenzialmente sulle proprietà spasmolitiche dei flavonoidi. Gli estratti alcolici di Chamomilla hanno per lo più un'attività antiflogistica.

Nell'autorizzazione del 1959, i fiori di Chamomilla risultano estratti con etanolo al 40%, o con isopropanolo al 40%, con un procedimento di macerazione in movimento controcorrente, della durata di quattro ore, ad una velocità di rotazione di 20-30 giri/minuto.

Nel 1972 viene sperimentata una maggiore velocità di rotazione del miscelatore, e su di essa si modula la durata dell'estrazione: più è elevato il numero di giri del miscelatore, più breve è la durata dell'estrazione, che dura al massimo tre ore.

Nel 1974 si concludeva per la scelta della percolazione come metodo attivo migliore, anche se l'evaporazione del prodotto determina la perdita della quasi metà dell'olio essenziale.
 
 

ESSICCAZIONE



L'essiccazione naturale avviene in essiccatoi ove i fiori freschi sono posti in strati sottili e radi. L'ambiente deve essere ben aerato ed all'ombra perché l'irraggiamento solare diretto, specialmente quanto è presente un'umidità molto elevata, comporta notevoli perdite di olio essenziale.

La durata dell'essiccazione naturale è in genere di cinque-sei giorni. L'essiccazione artificiale avviene con l'impiego di essiccatoi orizzontali o a cassettiere mobili in verticale, ad una temperatura tra i 35-40° C per una durata di sei-otto ore. Secondo la zona da cui provengono, i fiori freschi danno il 18-25% di droga, e dalla pianta fresca si ottiene il 20-25% di materiale secco.

La droga può avere un grado di umidità massima del 10% anche se l'ideale sarebbe quello del 7%, e va conservata in ambienti asciutti ed aerati ad una temperatura < 25°C.
 


PREPARAZIONE DEL CEPPO OMEOPATICO



Le preparazioni omeopatiche sono ottenute da prodotti, sostanze o composti chiamati ceppi omeopatici, attraverso diluizioni successive dette hannemaniane. Queste sono definite dal nome latino del ceppo, seguito dall'indicazione del grado di diluizione. La materia prima utilizzata per Chamomilla è la tintura madre di Chamomilla matricaria. La Tintura Madre di Chamomilla matricaria si ottiene per macerazione in alcool a gradazione appropriata dei capolini freschi o essiccati a secondo della provenienza della droga.

I presupposti per una buona estrazione sono in ogni caso: l'utilizzo di una droga di elevato contenuto farmacologico per quello che riguarda i principi attivi. L'utilizzazione di fiori trattati il meno possibile, perché la maggior parte di anticrittogamici e dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura sono solubili in alcool. Il peso della Tintura Madre ottenuta per macerazione in alcool deve essere dieci volte uguale al peso, riferito a secco, della pianta trattata.

Si fa macerare per circa tre settimane agitando ogni tanto, si lascia decantare e si preme il residuo con una pressione di circa 107 Pascal; si raccolgono i liquidi ottenuti e si lascia ulteriormente a riposo ancora 48 ore, ed infine si filtra. La deconcentrazione di un ceppo omeopatico è realizzata attraverso operazioni successive di divisione dello stesso in un determinato veicolo, nel rapporto di 1/10 (decimali) o 1/100 (centesimali).

Il numero di operazioni così effettuate definisce il grado di diluizione. La deconcentrazione porta ad ottenere preparazioni liquide. Per definire queste preparazioni vengono impiegate le seguenti abbreviazioni, precedute da un numero corrispondente al grado di diluizione:
 
D, oppure DH per le diluizioni decimali

C, oppure CH per le diluizioni centesimali.

 

DILUIZIONI CENTESIMALI
 
 

Il veicolo usato è l'alcool 70% (V/V). La preparazione delle diluizioni viene fatta nel modo seguente:

si prendono una serie di flaconi di vetro e tappi di materiale inerte, lavati ed asciutti in quantità corrispondente al grado di diluizione voluto. Si introduce nel primo flacone 99 parti in volume di veicolo ad una parte di massa (g) del ceppo omeopatico. Si effettuano almeno 100 succussioni del flacone (DINAMIZZAZIONE). La diluizione ottenuta è la cosiddetta prima centesimale (1CH).

In un secondo flacone si aggiunge una parte di questa prima diluizione alle previste 99 parti di veicolo. Dinamizzando avremo la 2 CH. Procedendo così avremo via via successive diluizioni arrivando alla diluizione desiderata.
 
 

DILUIZIONI DECIMALI
 
 

Le diluizioni decimali avvengono allo stesso modo, solo che le proporzioni sono di 10:90. Tutte le operazioni di diluizione e di dinamizzazione devono essere fatte in ambiente sterile, privo di particelle di dimensioni > a 0.5 micron.
 
 

IMPREGNAZIONE


 

L'impregnazione è una tecnica che permette di fissare la diluizione omeopatica su supporti inerti (granuli, globuli, compresse, lattosio in polvere):
 

1% V/P per granuli, globuli e polveri:

2% V/P per le compresse.

Per avere un'impregnazione omogenea, i granuli, i globuli e le compresse vengono poi agitati, asciugati ad una temperatura inferiore ai 40°C. Tutte queste forme farmaceutiche prendono il nome della sostanza ed il grado di diluizione con la quale sono state impregnate.
 
 
 

MODALITA' DI ASSUNZIONE DEI RIMEDI OMEOPATICI



GRANULI - Nella quantità prescritta vanno lasciati sciogliere sotto la lingua, senza masticare. Per prelevare l'esatta quantità di granuli, bisogna servirsi dell'apposito tappo dosatore.

GLOBULI - Si procede nella stessa maniera, versando l'intero contenuto del tubo sotto la lingua.

GOCCE - Versare il numero di gocce prescritto in un bicchiere contenente una piccola quantità di acqua. Bere trattenendo il liquido in bocca per circa 30 secondi, per favorire l'assorbimento sublinguale.

INDICAZIONI CLINICHE.

Dentizione. Crup. Convulsioni. Collera. Asma (per la collera). Blefarite. Blefarospasmo. Diarrea. Dispepsia. Eccitazione. Emotività. Eruttazione. Febbre. Febbre da latte. Flatulenza. Grida al risveglio. Influenza. Irritazione gengivale. Odontalgia. Oftalmia. Otalgia. Parotite. Pertosse. Reumatismi. Tosse.
 
 

TIPOLOGIA E CARATTERISTICHE



Costituzionalmente il soggetto Chamomilla è di una grande sensibilità, è sensibile ad ogni cosa: all'ambiente, alle persone e soprattutto al dolore. Il temperamento è così irritabile che il più lieve dolore provoca in lui manifestazioni simili a quelle provocate da una grande sofferenza. Lo stato psichico viene rappresentato da una grande sensibilità mentale e da una immensa irritabilità.

Questi sintomi inseparabili fra loro sono presenti sempre nella storia di Chamomilla. Il soggetto si angustia tanto per una contrarietà, per un dispiacere, ed a causa di ciò, i suoi nervi diventano molto sensibili, tanto da provocare dolori, convulsioni, coliche, cefalee ed altri sintomi psichici. Quando un bambino nervoso viene rimproverato, picchiato o mortificato questi avrà convulsioni e sussulti.

Il piccolo paziente Chamomilla ha un'eccessiva sensibilità dei nervi e solo un piccolo numero di rimedi lo eguagliano: Coffea, Nux vomica, Opium. Le donne che danno dai propri bambini infusi di Chamomilla per le coliche possono causare lo scatenamento di una crisi convulsiva. Si noteranno i sussulti, le convulsioni, il calore alla testa, una grande sensibilità al rumore ed alla gente, con una grande irascibilità.

Nelle convulsioni infantili, il bambino si irrigidisce, gira gli occhi, contrae il viso, ha scosse muscolari, scalcia e muove le braccia da una parte all'altra, piega il pollice, inarca la schiena. Tutto ciò è particolarmente evidente nei bambini sofferenti a causa della dentizione.

Quindi Chamomilla la si può somministrare quando, a causa di dolori legati alla dentizione, il bambino soffre di irritazione cerebrale, di convulsioni, disturbi gastrici e vomito. Chamomilla si somministra inoltre per lo stato di irritabilità e ipersensibilità che impedisce al bambino di dormire.

Il piccolo Chamomilla si sveglia in preda ad incubi, terrorizzato, vomita ed ha diarrea che si presenta verde, vischiosa come erba tagliuzzata e fetida. La maggior parte dei dolori, otalgie e dolori agli arti, si attenuano con il calore, esclusi quelli ai denti ed alla mascella che invece migliorano con il freddo.

L'aspetto più importante della patogenesi di Chamomilla è rappresentata dal suo stato psichico ed interessa tutto l'organismo. Questo rimedio ha più sintomi psichici che non sintomi fisici. Il bambino Chamomilla piange e grida per tutto. Ogni minuto ha un desiderio diverso, rifiuta quello che ha precedentemente richiesto sia che si tratti di cibo e di qualunque altro oggetto.
 
Quando gli si porge un giocattolo, il bambino Chamomilla lo getta via. Lancia gli oggetti dritti nella stanza. Colpisce sul viso la mamma perché ha perso un oggetto che il bimbo, pur avendolo richiesto, ora non desidera più. Il soggetto Chamomilla è in genere un bambino facilmente irritabile, e sia le funzioni cerebrali che l'intero Sistema Nervoso sono particolarmente coinvolti.

Esso ha caratteristiche proprie ed esclusive, "incrementa la sensibilità nervosa generale stimolando le funzioni cerebrali", proprietà che sembra dare secondario rilievo alle varie alterazioni che Chamomilla è capace di provocare e per le quali si somministra con successo.

Disse Hahnnemann: "Chamomilla sembra diminuire l'eccessiva sensibilità al dolore e i violenti disturbi che questo provoca alle condizioni psichiche che paziente.". L'ipereccitabilità insieme all'irritabilità ed al malumore sono le indicazioni primarie per i pazienti Chamomilla. Alla Chamomilla corrispondono anche gli effetti dell'ira: colica, diarrea, ittero, spasmi muscolari e convulsioni.

Il bambino piange e deve essere cullato energicamente per calmarlo. Si ha la presenza di sudare caldo sulla testa; raffreddore con naso carico, scolo di liquido caldo dal naso. Una guancia è rossa mentre l'altra è bianca. La Chamomilla è il rimedio principale della dentizione. Il mal di denti della Chamomilla si manifesta entrando in una stanza calda o bevendo qualcosa di caldo. La diarrea di Chamomilla consiste di feci calde e verdi, giallastre, come un uovo rotto, nauseanti. Presenti inoltre escoriazioni perianali.

L'emissione di aria aggrava la condizione patologica ed è una sua caratteristica. Il peggioramento causato dal calore è una delle peculiarità di Chamomilla, aggravamento causato anche dall'assunzione di cibi caldi. Il paziente Chamomilla "vorrebbe morire piuttosto che soffrire così". Steso nel letto i disturbi si aggravano. Camminando migliorano i dolori alla schiena e quelli reumatici. Migliora quando lo si porta a passeggio. Aggrava coprendosi.

I dolori insorgono la sera, intorno alle 21, e si aggravano prima di mezzanotte. I sintomi generalmente si aggravano di notte. Il calore migliora la maggior parte dei sintomi. Il freddo migliora le ulcere e il mal di denti. La musica aggrava il dolore. Si desidera aria fredda pur avendo un'ipersensibilità all'aria aperta soprattutto delle orecchie. I disturbi si aggravano con un clima freddo-umido. Si ha aggravamento con il vento. Ha una grande paura del vento. La Chamomilla è indicata per persone con capelli biondi o castani e affetti da diatesi artritica.
 
 

DIAGNOSI DIFFERENZIALE


Nella dentizione: Belladonna, Bor. Calc. Ter.

Nell'ipersensibilità: Aconitum, Coffea, Hep. Huos. Ignatia.
 
Diarrea, parotite, mal di denti, Mercurius (Mercurius provoca un notevole gonfiore e pallore del viso, Chamomilla rossore e calore).
 
Alito aspro, gastralgia nei bevitori di caffè, Nux vomica (Chamomilla provoca malumore durante le mestruazioni, Nux vomica determina un temperamento maligno).

Il mal di denti si aggrava di notte a letto; è aggravato dal calore, Sulphur, Mercurius, Pulsatilla; distensione addominale non migliorata dall'eruttazione, Chamomilla; sdegno ed i suoi effetti, Coloc. Staph. Nux vomica, Bryonia; avversione all'essere osservati, Ant-c., Chin., Stram.; i disturbi migliorano con il movimento, Rhus-tox., Ferr., Veratrum (Veratrum provoca dolori lancinanti che costringono a camminare, ma non è presente nessuno degli stati febbrili ed eccitamento di Chamomilla); ostruzioni catarrali, Nux vomica, Stamb. Stict.; salivazione notturna, Nux vomica, Phos., Rhus.-tox.
 
 

BIBLIOGRAFIA




1) CHARETTE, G.: "La Materia Medica Omeopatica Spiegata.".

2) CLARKE, J.H.: "Dizionario di Farmacologia Omeopatica Clinica.".

3) GIUSTO, E.: "Chamomilla. Clinica, Farmacologia, Usi terapeutici."

4) HODIAMONT, G.: "Trattato di Farmacologia Omeopatica.".

5) JOUANNY, J.: "Materia Medica Omeopatica.".

6) TETAU, M.: "Materia Medica."