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Chamomilla
e patologie pediatriche
Dott.ssa Anna Cossu
Farmacista
BOTANICA
Chamomilla recutita
(L.) Rauschert (Matricaria recutita L.) è una Asteroidea
della famiglia delle Asteraceae, e appartiene al genere
Matricaria, uno dei circa 1200 dell'ordine delle Asterales
che rappresenta l'apice del livello evolutivo tra le
dicotiledoni. Il genere Matricaria in senso lato, viene
suddiviso in:
- Trippleurospermum
Schultz Bip., con Matricaria maritima e Matricaria perforata
come rappresentanti principali;
- Matricaria sensu
stricto, con Matricaria chamomilla e Matricaria suaveolaus
(sin. Matricaria matricarioides);
La Chamomilla
utilizzata in medicina è definita Chamomilla recutita (L.)
Rauschert, mentre la Chamomilla non odorosa è denominata
Matricaria maritima L. e Matricaria perforata Merc. (sin.
Matricaria inodora L.). Il nome di Matricaria Chamomilla L.
(sin. Matricaria recutita L.) è quello effettivamente
utilizzato in molte farmacopee. La Chamomilla è comune in
Italia nei luoghi soleggiati, in pianura ed in collina. E'
una pianta erbacea annua che raggiunge 50 cm. di altezza, a
portamento eretto e ascendente, con fusti ramificati e
capolini riuniti in un largo corimbo. Le foglie sono
bipennatosette, e lacinie sottilissime e piuttosto brevi,
appuntite e quasi glabre.
Fiorisce da maggio
a giugno. Originaria dell'Europa sudorientale e dell'Asia
minore, è diffusa in tutta Europa, Nord America ed anche in
Australia. Dal punto di vista commerciale, se ne distinguono
vari tipi: la Chargentina, l'egiziana, bulgara, ungherese.
In misura minore viene coltivata anche in Germania.
Il ricettacolo
conico, cavo e glabro è il segno più caratteristico della
Chamomilla rispetto ai numerosi capolini somiglianti: altre
specie di Matricaria (Matricaria inodora L.) o di Anthemis
(A. cotula L.) con cui talvolta la Chamomilla viene
falsificata, presentano tutte ricettacolo pieno, e, nelle
Anthemis, internamente tomentoso o scarioso. Non sono
caratteristiche indicative, invece, le dimensioni dei
capolini fioriti, che possono variare molto in relazione al
luogo di provenienza ed al modo di coltura. Per gli stati
appartenenti alla Comunità Europea, vale attualmente la
monografia "Matricariae Flos" contenuta nella
Pharmacopea Europea.
STORIA
La Chamomilla è
nota per le sue proprietà medicinali fin dall'antichità.
Ippocrate ne parla già nel V° Secolo a.C. e nel De Materia
Medica di Discoride (I° Secolo d.C.) la Chamomilla è già
una pianta medicinale importante. In Galeno e Asclepio si
trovano descritte le indicazioni di un infuso di Chamomilla,
riconoscendone le proprietà spasmodiche. Il nome di
Chamomilla è dovuto a Discoride e Plinio, che chiamarono la
pianta chamaimelon, a causa del suo profumo, simile a quello
della mela (chamai = basso, melon = melo). L'origine del
genere Matricaria, utilizzato da Linneo, è da ricercarsi
nel vocabolo latino Matrix, matrice, forse con un
riferimento alle tantissime indicazioni della Chamomilla
nelle patologie correlate alla donna. Recutita, dal latino
circoncisa, è correlato all'aspetto del capolino fiorito,
con i fiori reggianti riflessi.

I principi attivi
della Chamomilla possono essere suddivisi in:
COSTITUENTI LIPOFI
L'olio essenziale,
presente dallo 0.3 all'1.5% ed i suoi componenti principali:
- Sesquiterpeni
ciclici, per il 25-50%: alfa-bisabolossidi A, B, C;
bisabolonossido A.
- Camazulene
(1,4-dimetil-7-etilazulene).
- Matricina o
proazulene, lattone sesquiterpenico precursore del
camazulene, presente solo nei singoli fiori, ligulati o
tubulosi, ma assente dal disco dei capolini fioriti.
- Poliiine (spiroeteri).
- Terpeni:
farnesene, cadinene, spatulenolo, ecc.
Inoltre:
- Cumarine:
ernierina e umbelliferone presenti entrambi sia nei fiori
raggianti che nei fiori tubolosi, con un contenuto più
elevato nei fiori ligulati.
- Idrati di
carbonio.
- Esteri alifatici
semplici.
- Esteri
triterpenolici.
- Trigliceridi.
- Esteri chetonici.
- Agliconi
flavonoidici metossilati (Iaceidina).
COSTITUENTI IDROFILI
- Flavonoidi per lo 0,1%: apigenina, luteolina, patuletina,
quercitina, rutina (agliconi), iperoside e monoglicoside
dell'apigenina.
- Miscela di
cumarine glicosidiche (chiamate camilline): umbrelliferone
ed il suo estere metilico erniarina.
- Colina (o.35%) e
aminoacidi.
- Mucillagini fino
al 10% localizzate nelle nervature dei fiori, e descritte
come polisaccaridi a catena principale di acidi
galatturonici ad elevato peso molecolare e molto ramificati,
costituenti per il restante 21% di xilosio, quindi di
galattosio, arrabinosio, glucosio e rammosio.
- Acidi
polifenolici: acido coffeico, acido amicinico, acido
vanillinico in quantità variabili.
- Sostanze amare
per il 3%.
La concentrazione
di questi costituenti può variare molto, soprattutto
nell'olio essenziale.
ESTRATTI
L'attività
farmacologica della Chamomilla è dovuta a principi attivi
lipofili e idrofili, perciò questa sarà diversa a secondo
del metodo di estrazione usato. In generale l'attività
spasmodica è degli estratti acquosi mentre gli estratti
alcolici hanno un'attività prettamente anti-infiammatoria.
Secondo la
provenienza, la quantità dei fiori ligulati e il grado di
sminuzzamento (droga intera o taglio tisana), esso conterrà
una quantità più o meno grande di flavonoidi, mucillagini
e poco olio essenziale. La matricina è l'unico componente
dell'olio essenziale presente in quantità rilevante
nell'infuso. E' a partire dalla matricina che si forma il
camazulene:
Matricina (Proaxulene)
non volatile, incolore ê Acido camazulenico, non volatile,
blu ê Camazulene, volatile, blu. L'attività di un infuso
di Chamomilla si basa essenzialmente sulle proprietà
spasmolitiche dei flavonoidi. Gli estratti alcolici di
Chamomilla hanno per lo più un'attività antiflogistica.
Nell'autorizzazione
del 1959, i fiori di Chamomilla risultano estratti con
etanolo al 40%, o con isopropanolo al 40%, con un
procedimento di macerazione in movimento controcorrente,
della durata di quattro ore, ad una velocità di rotazione
di 20-30 giri/minuto.
Nel 1972 viene
sperimentata una maggiore velocità di rotazione del
miscelatore, e su di essa si modula la durata
dell'estrazione: più è elevato il numero di giri del
miscelatore, più breve è la durata dell'estrazione, che
dura al massimo tre ore.
Nel 1974 si
concludeva per la scelta della percolazione come metodo
attivo migliore, anche se l'evaporazione del prodotto
determina la perdita della quasi metà dell'olio essenziale.
ESSICCAZIONE
L'essiccazione
naturale avviene in essiccatoi ove i fiori freschi sono
posti in strati sottili e radi. L'ambiente deve essere ben
aerato ed all'ombra perché l'irraggiamento solare diretto,
specialmente quanto è presente un'umidità molto elevata,
comporta notevoli perdite di olio essenziale.
La durata
dell'essiccazione naturale è in genere di cinque-sei
giorni. L'essiccazione artificiale avviene con l'impiego di
essiccatoi orizzontali o a cassettiere mobili in verticale,
ad una temperatura tra i 35-40° C per una durata di
sei-otto ore. Secondo la zona da cui provengono, i fiori
freschi danno il 18-25% di droga, e dalla pianta fresca si
ottiene il 20-25% di materiale secco.
La droga può avere
un grado di umidità massima del 10% anche se l'ideale
sarebbe quello del 7%, e va conservata in ambienti asciutti
ed aerati ad una temperatura < 25°C.
PREPARAZIONE DEL
CEPPO OMEOPATICO
Le preparazioni
omeopatiche sono ottenute da prodotti, sostanze o composti
chiamati ceppi omeopatici, attraverso diluizioni successive
dette hannemaniane. Queste sono definite dal nome latino del
ceppo, seguito dall'indicazione del grado di diluizione. La
materia prima utilizzata per Chamomilla è la tintura madre
di Chamomilla matricaria. La Tintura Madre di Chamomilla
matricaria si ottiene per macerazione in alcool a gradazione
appropriata dei capolini freschi o essiccati a secondo della
provenienza della droga.
I presupposti per
una buona estrazione sono in ogni caso: l'utilizzo di una
droga di elevato contenuto farmacologico per quello che
riguarda i principi attivi. L'utilizzazione di fiori
trattati il meno possibile, perché la maggior parte di
anticrittogamici e dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura
sono solubili in alcool. Il peso della Tintura Madre
ottenuta per macerazione in alcool deve essere dieci volte
uguale al peso, riferito a secco, della pianta trattata.
Si fa macerare per
circa tre settimane agitando ogni tanto, si lascia decantare
e si preme il residuo con una pressione di circa 107 Pascal;
si raccolgono i liquidi ottenuti e si lascia ulteriormente a
riposo ancora 48 ore, ed infine si filtra. La
deconcentrazione di un ceppo omeopatico è realizzata
attraverso operazioni successive di divisione dello stesso
in un determinato veicolo, nel rapporto di 1/10 (decimali) o
1/100 (centesimali).
Il numero di
operazioni così effettuate definisce il grado di
diluizione. La deconcentrazione porta ad ottenere
preparazioni liquide. Per definire queste preparazioni
vengono impiegate le seguenti abbreviazioni, precedute da un
numero corrispondente al grado di diluizione:
D, oppure DH per le diluizioni decimali
C, oppure CH per le
diluizioni centesimali.

DILUIZIONI
CENTESIMALI
Il veicolo usato è
l'alcool 70% (V/V). La preparazione delle diluizioni viene
fatta nel modo seguente:
si prendono una
serie di flaconi di vetro e tappi di materiale inerte,
lavati ed asciutti in quantità corrispondente al grado di
diluizione voluto. Si introduce nel primo flacone 99 parti
in volume di veicolo ad una parte di massa (g) del ceppo
omeopatico. Si effettuano almeno 100 succussioni del flacone
(DINAMIZZAZIONE). La diluizione ottenuta è la cosiddetta
prima centesimale (1CH).
In un secondo
flacone si aggiunge una parte di questa prima diluizione
alle previste 99 parti di veicolo. Dinamizzando avremo la 2
CH. Procedendo così avremo via via successive diluizioni
arrivando alla diluizione desiderata.
DILUIZIONI DECIMALI
Le diluizioni
decimali avvengono allo stesso modo, solo che le proporzioni
sono di 10:90. Tutte le operazioni di diluizione e di
dinamizzazione devono essere fatte in ambiente sterile,
privo di particelle di dimensioni > a 0.5 micron.
IMPREGNAZIONE
L'impregnazione è
una tecnica che permette di fissare la diluizione omeopatica
su supporti inerti (granuli, globuli, compresse, lattosio in
polvere):
1% V/P per granuli,
globuli e polveri:
2% V/P per le
compresse.
Per avere un'impregnazione
omogenea, i granuli, i globuli e le compresse vengono poi
agitati, asciugati ad una temperatura inferiore ai 40°C.
Tutte queste forme farmaceutiche prendono il nome della
sostanza ed il grado di diluizione con la quale sono state
impregnate.
MODALITA' DI
ASSUNZIONE DEI RIMEDI OMEOPATICI
GRANULI -
Nella quantità prescritta vanno lasciati sciogliere sotto
la lingua, senza masticare. Per prelevare l'esatta quantità
di granuli, bisogna servirsi dell'apposito tappo dosatore.
GLOBULI - Si
procede nella stessa maniera, versando l'intero contenuto
del tubo sotto la lingua.
GOCCE -
Versare il numero di gocce prescritto in un bicchiere
contenente una piccola quantità di acqua. Bere trattenendo
il liquido in bocca per circa 30 secondi, per favorire
l'assorbimento sublinguale.
INDICAZIONI
CLINICHE.
Dentizione. Crup.
Convulsioni. Collera. Asma (per la collera). Blefarite.
Blefarospasmo. Diarrea. Dispepsia. Eccitazione. Emotività.
Eruttazione. Febbre. Febbre da latte. Flatulenza. Grida al
risveglio. Influenza. Irritazione gengivale. Odontalgia.
Oftalmia. Otalgia. Parotite. Pertosse. Reumatismi. Tosse.
TIPOLOGIA E
CARATTERISTICHE
Costituzionalmente
il soggetto Chamomilla è di una grande sensibilità, è
sensibile ad ogni cosa: all'ambiente, alle persone e
soprattutto al dolore. Il temperamento è così irritabile
che il più lieve dolore provoca in lui manifestazioni
simili a quelle provocate da una grande sofferenza. Lo stato
psichico viene rappresentato da una grande sensibilità
mentale e da una immensa irritabilità.
Questi sintomi
inseparabili fra loro sono presenti sempre nella storia di
Chamomilla. Il soggetto si angustia tanto per una contrarietà,
per un dispiacere, ed a causa di ciò, i suoi nervi
diventano molto sensibili, tanto da provocare dolori,
convulsioni, coliche, cefalee ed altri sintomi psichici.
Quando un bambino nervoso viene rimproverato, picchiato o
mortificato questi avrà convulsioni e sussulti.
Il piccolo paziente
Chamomilla ha un'eccessiva sensibilità dei nervi e solo un
piccolo numero di rimedi lo eguagliano: Coffea, Nux vomica,
Opium. Le donne che danno dai propri bambini infusi di
Chamomilla per le coliche possono causare lo scatenamento di
una crisi convulsiva. Si noteranno i sussulti, le
convulsioni, il calore alla testa, una grande sensibilità
al rumore ed alla gente, con una grande irascibilità.
Nelle convulsioni
infantili, il bambino si irrigidisce, gira gli occhi,
contrae il viso, ha scosse muscolari, scalcia e muove le
braccia da una parte all'altra, piega il pollice, inarca la
schiena. Tutto ciò è particolarmente evidente nei bambini
sofferenti a causa della dentizione.
Quindi Chamomilla
la si può somministrare quando, a causa di dolori legati
alla dentizione, il bambino soffre di irritazione cerebrale,
di convulsioni, disturbi gastrici e vomito. Chamomilla si
somministra inoltre per lo stato di irritabilità e
ipersensibilità che impedisce al bambino di dormire.
Il piccolo
Chamomilla si sveglia in preda ad incubi, terrorizzato,
vomita ed ha diarrea che si presenta verde, vischiosa come
erba tagliuzzata e fetida. La maggior parte dei dolori,
otalgie e dolori agli arti, si attenuano con il calore,
esclusi quelli ai denti ed alla mascella che invece
migliorano con il freddo.
L'aspetto più
importante della patogenesi di Chamomilla è rappresentata
dal suo stato psichico ed interessa tutto l'organismo.
Questo rimedio ha più sintomi psichici che non sintomi
fisici. Il bambino Chamomilla piange e grida per tutto. Ogni
minuto ha un desiderio diverso, rifiuta quello che ha
precedentemente richiesto sia che si tratti di cibo e di
qualunque altro oggetto.
Quando gli si porge un giocattolo, il bambino Chamomilla lo
getta via. Lancia gli oggetti dritti nella stanza. Colpisce
sul viso la mamma perché ha perso un oggetto che il bimbo,
pur avendolo richiesto, ora non desidera più. Il soggetto
Chamomilla è in genere un bambino facilmente irritabile, e
sia le funzioni cerebrali che l'intero Sistema Nervoso sono
particolarmente coinvolti.
Esso ha
caratteristiche proprie ed esclusive, "incrementa la
sensibilità nervosa generale stimolando le funzioni
cerebrali", proprietà che sembra dare secondario
rilievo alle varie alterazioni che Chamomilla è capace di
provocare e per le quali si somministra con successo.
Disse Hahnnemann:
"Chamomilla sembra diminuire l'eccessiva sensibilità
al dolore e i violenti disturbi che questo provoca alle
condizioni psichiche che paziente.". L'ipereccitabilità
insieme all'irritabilità ed al malumore sono le indicazioni
primarie per i pazienti Chamomilla. Alla Chamomilla
corrispondono anche gli effetti dell'ira: colica, diarrea,
ittero, spasmi muscolari e convulsioni.
Il bambino piange e
deve essere cullato energicamente per calmarlo. Si ha la
presenza di sudare caldo sulla testa; raffreddore con naso
carico, scolo di liquido caldo dal naso. Una guancia è
rossa mentre l'altra è bianca. La Chamomilla è il rimedio
principale della dentizione. Il mal di denti della
Chamomilla si manifesta entrando in una stanza calda o
bevendo qualcosa di caldo. La diarrea di Chamomilla consiste
di feci calde e verdi, giallastre, come un uovo rotto,
nauseanti. Presenti inoltre escoriazioni perianali.
L'emissione di aria
aggrava la condizione patologica ed è una sua
caratteristica. Il peggioramento causato dal calore è una
delle peculiarità di Chamomilla, aggravamento causato anche
dall'assunzione di cibi caldi. Il paziente Chamomilla "vorrebbe
morire piuttosto che soffrire così". Steso nel
letto i disturbi si aggravano. Camminando migliorano i
dolori alla schiena e quelli reumatici. Migliora quando lo
si porta a passeggio. Aggrava coprendosi.
I dolori insorgono
la sera, intorno alle 21, e si aggravano prima di
mezzanotte. I sintomi generalmente si aggravano di notte. Il
calore migliora la maggior parte dei sintomi. Il freddo
migliora le ulcere e il mal di denti. La musica aggrava il
dolore. Si desidera aria fredda pur avendo un'ipersensibilità
all'aria aperta soprattutto delle orecchie. I disturbi si
aggravano con un clima freddo-umido. Si ha aggravamento con
il vento. Ha una grande paura del vento. La Chamomilla è
indicata per persone con capelli biondi o castani e affetti
da diatesi artritica.
DIAGNOSI
DIFFERENZIALE
Nella dentizione:
Belladonna, Bor. Calc. Ter.
Nell'ipersensibilità:
Aconitum, Coffea, Hep. Huos. Ignatia.
Diarrea, parotite, mal di denti, Mercurius (Mercurius
provoca un notevole gonfiore e pallore del viso, Chamomilla
rossore e calore).
Alito aspro, gastralgia nei bevitori di caffè, Nux vomica (Chamomilla
provoca malumore durante le mestruazioni, Nux vomica
determina un temperamento maligno).
Il mal di denti si
aggrava di notte a letto; è aggravato dal calore, Sulphur,
Mercurius, Pulsatilla; distensione addominale non migliorata
dall'eruttazione, Chamomilla; sdegno ed i suoi effetti,
Coloc. Staph. Nux vomica, Bryonia; avversione all'essere
osservati, Ant-c., Chin., Stram.; i disturbi migliorano con
il movimento, Rhus-tox., Ferr., Veratrum (Veratrum provoca
dolori lancinanti che costringono a camminare, ma non è
presente nessuno degli stati febbrili ed eccitamento di
Chamomilla); ostruzioni catarrali, Nux vomica, Stamb. Stict.;
salivazione notturna, Nux vomica, Phos., Rhus.-tox.
BIBLIOGRAFIA
1) CHARETTE, G.:
"La Materia Medica Omeopatica Spiegata.".
2) CLARKE, J.H.:
"Dizionario di Farmacologia Omeopatica Clinica.".
3) GIUSTO, E.:
"Chamomilla. Clinica, Farmacologia, Usi
terapeutici."
4) HODIAMONT, G.:
"Trattato di Farmacologia Omeopatica.".
5) JOUANNY, J.:
"Materia Medica Omeopatica.".
6) TETAU, M.:
"Materia Medica."
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