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Il
ruolo dell'Arnica nella prevenzione della
patologia venosa da terapia infusionale protratta
1)
- Valutazione della aggregabilità piastrinica.
2)
- Valutazione mediante ultrasonografia doppler.
1)
- C. AMODEO, R. MUSSO, A. MISSIATO, P. CAGLIA', P.F. VEROUX
e F. RICCIOTTI.
Istituto
di Patologia Chirurgica III, Direttore: Prof. G. Veroux -
Università di Catania
2)
- C. LANAIA, A. MICALE, M. MIRABELLA, A. PULVIRENTI, C.
AMODEO, F. RICCIOTTI.
Istituto
di Patologia Chirurgica III, Direttore: Prof. G. Veroux -
Università di Catania.
L'accesso
venoso periferico in corso di nutrizione artificiale,
infusione protratta o chemioterapia ha delle importanti
limitazioni legate sia alla durata che alla concentrazione
delle soluzioni infuse. Pertanto sono di frequente
riscontro: dolore in sede di incannulamento, comparsa di
flebiti anche gravi, variazioni cutanee che vanno
dall'iperemia sino alla comparsa di ematomi ed infine alla
difficoltà di accesso venoso.
Gli
Autori hanno trattato 39 pazienti utilizzando un prodotto
omeopatico, l'ARNICA, per verificare se esisteva un'azione
favorevole sulla prevenzione degli ematomi, delle lesioni
loco-regionali, del dolore ed un maggiore utilizzo venoso.
Gli AA. oltre allo studio clinico hanno condotto una ricerca
ematologica sull'aggregabilità piastrinica e sulla fase di
contatto-attivazione. I risultati sono stati valutati anche
mediante l'ultrasonografia doppler.
INTRODUZIONE
L'Omeopatia
prende origine nel 1796, quando Hahnemann, nel suo saggio su
di un nuovo principio per scoprire le proprietà curative
delle sostanze medicinali, affermava che per guarire una
malattia bisognava somministrare una sostanza che diluita e
dinamizzata era in grado di determinare la stessa
sintomatologia nel soggetto sano.
Relegata
fino a pochi anni orsono nel novero delle "Medicine
alternative" l'Omeopatia sta per scrollarsi da
quell'alone di scetticismo che l'avvolgeva, per diventare
una terapia basata su validi dati scientifici. Nel 1984
Bourgois ha condotto degli studi sulla protezione della
parete venosa in pazienti trattati con terapie infusionali a
lungo termine, utilizzando l'Arnica e ottenendo risultati
soddisfacenti.
L'utilizzazione
della tintura di arnica, estratta da una pianta della
famiglia delle composite, trova una sua applicazione nel
trattamento di ematomi, di fratture, distorsioni,
menometrorraggie, aumentando la resistenza capillare, l'aggregabilità
piastrinica e riducendo il tempo di sanguinamento.
Come
prodotto omeopatico l'Arnica ha numerose applicazioni
cliniche (ecchimosi, fratture, lussazioni, durante e dopo il
parto, metrorragie, ecc.).
Scopo
della nostra ricerca è quello di verificare se l'Arnica
esplica un'azione favorevole sulla prevenzione delle
complicanze della terapia infusionale protratta e valutare
la sua efficacia nella prevenzione delle flebiti, nel
migliorare l'accessibilità venosa e nella possibilità di
utilizzare la stessa vena per lunghi periodi.
MATERIALI
E METODI
Le
nostre ricerche sono state condotte su 39 pazienti, 14 di
sesso femminile e 25 di sesso maschile, con età compresa
tra i 24 e 60 anni. I pazienti sono stati suddivisi in tre
sottogruppi in base alle sostanze utilizzate ed alla durata
dell'infusione: 21 pazienti in nutrizione parenterale; 9 in
infusione protratta oltre le 72 ore; 9 in trattamento
chemioterapico.
La
metodica di studio è stata condotta in doppio cieco,
utilizzando Arnica alla 5 CH (quinta Centesimale
Hahnemaniana) contro placebo. Ai pazienti sono stati
somministrati 3 granuli di Arnica quattro volte al giorno
per via sub-linguale, una settimana prima, durante e una
settimana dopo il trattamento.
La
valutazione è stata effettuata in base a rilevamenti
clinici (dolorabilità, alterazioni cutanee e tempi di
utilizzo della stessa vena), mediante valutazione dell'aggregabilità
piastrinica e in base a rilevamenti strumentali (Velocimetria
doppler).
RISULTATI
E CONCLUSIONI
Nei
pazienti trattati con Arnica non si è rilevata alcuna
alterazione cutanea degna di nota o dolenzia acuta
loco-regionale, evidenziata invece nei pazienti trattati con
placebo (Tabb. I, II, III) (Fig.1).
In
nessun paziente si sono evidenziati effetti collaterali da
intolleranza (anoressia, vomito, modificazioni dell'umore).
La valutazione della aggregabilità piastrinica, condotta in
collaborazione con l'Istituto di ematologia dell'Università
di Catania, si è basata su prelievi ematici eseguiti pre e
post-trattamento con Arnica o con placebo.
Abbiamo
così valutato sia la funzione aggregativa piastrinica con
induttori tipo ADP (1 micro M), Collagene (3 micro g) ed
Epinefrina (2 micro M), la fase di contatto della via
intrinseca della coagulazione (Fattore XII e Prekallicreina)
prima e dopo somministrazione di Arnica o placebo.
I
risultati ottenuti hanno dimostrato che nel gruppo trattato
con Arnica la funzione aggregativa delle piastrine era
aumentata a testimonianza che la capacità responsiva dei
trombociti agli induttori, anche a distanza di giorni
dall'applicazione dello stimolo irritativo, era conservata.
Nel
gruppo trattato con Placebo la risposta funzionale
aggregativa delle piastrine era evidentemente ridotta (per
attivazione prima ed esaurimento dopo delle stesse) (Fig.
2).
Per
quanto riguarda la fase di contatto-attivazione, nel gruppo
trattato con Arnica, sia il Fattore XII che la
Prekallicreina, dopo permanenza del catetere venoso o dopo
somministrazione farmacologica, si presentavano
incrementati, a dimostrazione che tali fattori plasmatici
non erano stati attivati né consumati. Invece, nel gruppo
trattato con Placebo è stata osservata una chiara riduzione
sia del Fattore XII che della Prekallicreina in quanto
attivati e pertanto diminuiti (Fig. 3).
La
somministrazione dell'Arnica ha consentito nei pazienti in
nutrizione parenterale ed in infusione protratta un
miglioramento del tempo di utilizzazione della vena in
cambio-ore, con una durata media di 7-8 giorni con un minimo
di 72 ore ed un massimo di 288 ore (Fig. 4), l'assenza di
sintomatologia dolorosa acuta, e solo in tre casi il
riscontro di una dolenzia intermittente dopo 21 giorni di
terapia infusionale (Fig. 1).
In
tutti i pazienti trattati con Arnica non si sono rilevate
alterazioni cutanee o ematomi, che invece erano facilmente
obbiettivabili nei pazienti trattati con placebo. Questi
rilievi clinici sono stati confermati da uno studio
ultrasonico. Infatti la velocimetria doppler ha rilevato nel
50% dei pazienti trattati con placebo una diminuzione della
velocità di flusso con demodulazione in rapporto agli atti
respiratori (Fig. 5), e nel 25% dei casi assenza di flusso
per trombosi occludente (Fig. 6), mentre in tutti i pazienti
trattati con Arnica, non si sono rilevati segni morfologici
ed acustici di processi tromboflebitici in atto (Fig. 7).
Dalla
valutazione globale dei protocolli clinici e strumentali da
noi eseguiti si evince che l'Arnica esercita un'efficace
azione protettiva sulle vene in quei pazienti che devono
essere sottoposti a nutrizione artificiale, infusione
protratta e chemioterapia. L'Arnica consente infatti non
soltanto un maggior periodo globale di trattamento, ma un più
prolungato uso della stessa vena rispetto ai controlli senza
che compaiano segni locali (dolore, iperemia, edema) di
particolare significatività. La ricerca ematologica da noi
condotta ci consente inoltre di esprimere alcune
interessanti considerazioni. Infatti, i risultati ottenuti,
potrebbero essere la chiave di volta per spiegare il
meccanismo con cui l'Arnica esplica il suo effetto
protettivo sulle vene. Ci proponiamo pertanto di verificare,
su una casistica più ampia, questi nostri risultati
preliminari, che non hanno riscontro nella letteratura
mondiale, in quanto riteniamo che essi possano essere
forieri di vaste ed interessanti applicazioni cliniche.

Fig.
1 - Comportamento del dolore nei pazienti in infusione
protratta e nutrizione artificiale.
Fig.
2 - Andamento dell'aggregabilità piastrinica in PRP citrato
nei pazienti trattati con Arnica e Placebo in risposta ad
ADP, Epinefrina e Collageno. Aggregazione espressa come % di
cambio in O.D.
Fig.
3 - Fase di contatto-attivazione della coagulazione
sanguigna. A sinistra le variazioni plasmatiche della
Prekallicreina e del Fattore XII dopo trattamento con
Arnica. A destra le variazioni plasmatiche della
Prekallicreina e Fattore XII dopo placebo.
Fig.
4 - Pazienti in nutrizione artificiale. Durata del
trattamento in giorni. Utilizzo delle vene in cambio-ore.
Fig. 5 - Ultrasonografia doppler: diminuzione delle velocità
di flusso e demodulazione in rapporto agli atti respiratori.
Fig. 6 - Ultrasonografia doppler: assenza di flusso per
tromboflebite occludente.
Fig. 7 - Ultrasonografia doppler: tracciato normale.
BIBLIOGRAFIA
1)
- Amodeo, C., Musso, R., Missiato, A., Caglià, P., Veroux,
P.F., Ricciotti, F. : "Il ruolo dell'Arnica nella
patologia venosa da terapia infusionale protratta.
Valutazione della aggregabilità piastrinica." -
Atti del IX Congresso Nazionale della Società Italiana
di Patologia Vascolare. - Copanello, 6-9 Giugno 1987.
Patologia Vascolare 87 - Ed. Monduzzi - Bologna (Italy).
2)
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3)
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chez les perfusees au long cours, dans le cancer du sein,
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4)
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Thèse pour le Doctorat en Mèdicine. - Paris, 1973.
5)
- Lanaia, C., Micale, A., Mirabella, M., Pulvirenti, A.,
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prevenzione della patologia venosa da terapia infusionale
protratta. Valutazione mediante ultrasonografia doppler."
- Atti del IX Congresso Nazionale della Società
Italiana di Patologia Vascolare. - Copanello, 6-9 Giugno,
1987. - Patologia Vascolare 87 - Ed. Monduzzi - Bologna .
6)
- Merlen. J. F.: "Aspects cliniques, ètiologie ed
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superficielles des membres." - J. Sc. Med. Lille,
92, 133 - 1974.
7)
- Raso, A.M.: "Le flebiti superficiali:
fisiopatologia, eziopatogenesi, clinica, terapia medica,
terapia chirurgica." - C.I.C. Ed. - Roma, 1982.
8)
- Raso, A.M., Castagno, P.L.: "Le flebiti
superficiali su vena sana." - Atti 2° Congresso
Italiano di Flebologia. - Ed. Min. Med. - 1986.
9)
- Royer, J.F.: "Arnica montana, ètude botanique et
pharmacotoxicologique." - Homéopathie francaise,
Janvier-Février - Tome 72, n° 1 - 1984.
10)
- Tétau, M.: "La materia medica omeopatica clinica
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Palermo - France Ed. - 1989.
11)
- Veroux, G., Trovato, G., Cosentino, F., Immè, A., Amodeo,
C., Franco, S.: "La nutrizione enterale in chirurgia
addominale. Min. Chir. 39, 1984.
12)
- Veroux, G., Ricciotti, F., Musso, R., Amodeo, C., Missiato,
A., Mirabella, M., Veroux, P.F. : L'arnica nella
prevenzione della patologia venosa nelle perfusioni a lungo
termine. Studio clinico." - Relazione al 42°
Congresso della Lega Internazionale di Medicina Omeopatica.
- Arlington, Virginia, USA - 29 Marzo - 2 Aprile 1987.
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