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Un
nuovo rimedio per la terapia di fondo della malattia
allergica IgE mediata
Rino
Clemente Zironi
Pneumatologia-Allergologia
- Specialista in Malattie dell'apparato respiratorio -
Medicina dello sport e Malattie infettive. Abitazione: Corso
Cavour 40/4 -
41100-MODENA - Telefono 0337/574011, 059/226520 (abitazione)
Le
malattie allergiche cosiddette "atopiche"
comprendono la rino-congiuntivite, I'asma bronchiale
allergica e la dermatite atopica. Queste sono state
raggruppate insieme per le loro strette correlazioni
epidemiologiche, cliniche, genetiche ed immunologiche.
Le
loro caratteristiche immunologiche sono rappresentate
principalmente da livelli più o meno elevati di IgE totali
nel siero, dalla presenza di Ac IgE specifici per allergeni
e dalla espansione di linfociti Th2 allergene-specifici,
particolarmente a livello dei tessuti sede di flogosi
allergica.
Altri
esempi di malattie allergiche correlate con la presenza
degli Ac IgE sono rappresentati dalle manifestazioni
associate con le reazioni allergiche al veleno di Imenotteri
(vespe, api, calabroni), a certi farmaci ed alimenti. Queste
sindromi possono clinicamente esprimersi come
orticaria-angioedema, disturbi gastrointestinali e
anafilassi.
Generalmente
possono avvenire sia in soggetti "atopici" che
"non-atopici". Solo la prevalenza dell'allergia
alimentare appare più elevata nei bambini con dermatite
atopica.
La
notevole diffusione delle malattie allergiche nella
popolazione dei paesi industrializzati ha posto
costantemente e sempre con maggiore attenzione il problema
della diagnosi di queste affezioni. Questo problema ha
sollevato interessi sia in campo scientifico che
socio-economico, anche perché attualmente le affezioni
allergiche coinvolgono una discreta percentuale della
popolazione (10-15%). Vedi Figura 1
Come
si evince dallo schema, modificato rispetto all'originale,
la reazione immunologica prende avvio dal macrofago che
viene attivato dall'antigene. Dopo questa attivazione inizia
la produzione di glicoproteine solubili localmente attive ad
azione pseudo-ormonale, dette citochine o interleuchine,
che influenzano la risposta immunologica fra le varie
popolazioni cellulari.
La
IL1 macrofagica stimola la maturazione sia dei linfociti Th
(Helper) che dei linfociti B. Dal punto di vista funzionale
i linfociti Th, quando opportunamente stimolati, possono
favorire, mediante la produzione delle suddette citochine,
la crescita e la differenziazione di linfociti B e
quindi la produzione di Anticorpi.
Inoltre
è importante ricordare che i linfociti Th esercitano una
funzione "helper" indispensabile anche nei
confronti della differenziazione dei linfociti T e dei dei
macrofagi, come avviene, ad esempio, nei fenomeni di
ipersensibilità ritardata.
Recentemente
sono stati individuati differenti sottotipi di linfociti T
"helper" in base alla loro capacità di produrre
diversi tipi di citochine.
In
particolare si distinguono linfociti Th di tipo Th2, scoperti
dapprima in animali da esperimento e successivamente
dimostrati anche nell'uomo, capaci di produrre
principalmente IL-4, IL-5 e IL-10 ma non IFN-y, e linfociti
di tipo Th1 capaci di produrre principalmente IL-2,
IFN-y e TNF-Beta.
La
differenza di produzione di queste citochine comporta un
diverso coinvolgimento di tali cellule nei differenti
meccanismi della risposta immunologica.
Infatti,
mentre i linfociti Th1 sono importanti per le reazioni di
ipersensibilità ritardata e le risposte verso gli agenti
infettivi batterici ed agenti patogeni intracellulari, i
linfociti di tipo Th2 controllano la produzione degli
anticorpi implicati nella difesa verso i parassiti e nelle
reazioni allergiche Ig E-mediate.
I
linfociti Th1 e Th2 rappresentano due tipi con
caratteristiche e funzioni molto polarizzate. Essi si
espandono in particolari condizioni fisiopatologiche. Va
notato che tra questi due tipi esiste un ampio spettro di
linfociti Th con caratteristiche diverse, capaci di produrre
combinazioni variabili di citochine. E' tuttavia possibile
proporre una precisa correlazione tra i linfociti Th1 e Th2
e gruppi diversi di condizioni morbose.
La
malattia allergica può essere vista come uno squilibrio
immunologico coinvolgente primitivamente e prevalentemente i
linfociti Th (helper).
E'
stato dimostrato da tempo che i linfociti Th2 sono le
cellule necessarie per la produzione degli Ac IgE. Sono
stati individuati diversi segnali indispensabili per la
sintesi di IgE da parte dei linfociti B. Un segnale
fondamentale è rappresentato dalla IL-4, prodotta dai
linfociti Th2, che costituisce lo "switch" verso
l'isotipo IgE.
L'
IL-4 è in grado di favorire la differenziazione dei
precursori Th in Th2, che producono IL-4 e IL-5;
quest'ultima in grado di attivare gli eosinofili.
IFN-y,
prodotto dai Th-1 e dai linfociti T8, è in grado di
antagonizzare gli effetti dell’ interleuchina 4.
E'
stato provato che l'IL-4, come altre citochine della stessa
famiglia siano prodotte, oltre che dai linfociti Th2, anche
dai mastociti e dai basofili.
Una
nuova strategia che viene attualmente investigata per
combattere l'asma allergico e le allergie consiste nello
spostare "l'ago della bilancia" a sfavore dei
linfociti Th2. (Gretchen Vogel su SCIENCE).
I
linfociti Th2 e Th1 sono in grado di influenzarsi
reciprocamente in senso soppressivo a mezzo di interleuchine.
Alcune
ricerche sono pertanto volte ad ottenere dei vantaggi
impiegando certi batteri, ad esempio Micobatteri non
patogeni opportunamente trattati, capaci di indurre una
vigorosa risposta Th1, la quale si concretizza nella
produzione di mediatori in grado di inibire l'attività dei
linfociti Th2 che producono citochine normalmente dirette
contro parassiti invasori, come pure atte ad incrementare la
produzione di IgE da parte dei linfociti B, elemento
quest'ultimo caratteristico dell'allergia.
Questa
terapia immunologica, affinata e perfezionata, è stata
applicata con successo su gatti allergici all’ Università
di San Diego di California da Eyal Raz. Si è dimostrato un
calo delle IgE ematiche e degli eosinofili nel polmone,
nonché un minore rilascio citochinico da parte dei
linfociti Th2.
Nel
settore delle terapie modulanti il sistema immunitario, i
confini tra allopatia ed omeopatia tendono a sfumare. Si
potrebbero così citare dei farmaci non omeopatici che
agiscono secondo un meccanismo che potrebbe essere
considerato un'applicazione del principio di similitudine.
Un significativo esempio è fornito dai prodotti a base di
estratti di Klebsiella pneumoniae, Diplococcus pneumoniae,
Hemophilus influenzae, ecc., per cui esiste una vasta
letteratura dimostrativa, e che sono riportati nella
categoria delle sostanze immunostimolanti nel Repertorio
Farmaceutico Italiano. Tali farmaci sono indicati, in
piccole dosi, per la profilassi e la terapia delle infezioni
del tratto respiratorio.
E'
interessante il fatto che la somministrazione di questi
preparati causa, come effetto non desiderato, un temporaneo
aumento dei sintomi in seguito ai primi dosaggi, fenomeno
caratteristico riportato anche dalla letteratura a riguardo
dell’ azione dei prodotti omeopatici (P.Bellavite-
A.Signorini).
Il
rimedio Th2 della ditta Homeopharm, sulla base dei
presupposti sopra indicati, è pertanto così costituito:
Klebsiella
Pneumoniae alla 9 CH e Candida Albicans alla 9 CH
con intento di fornire ai macrofagi primitive informazioni
tali da orientare la successiva reazione anticorpale lungo
il braccio Th1.
Interleuchina
6 alla 30 CH con funzione soppressiva sulla
differenziazione ed accrescimento dei linfociti T e
soprattutto B che producono gli anticorpi in eccesso
implicati nelle reazioni allergiche.
Interleuchina
4 alla 30 CH con funzione soppressiva del braccio
immunologico dei Th2, implicato, come più volte sopra
riportato, nei meccanismi di difesa verso i parassiti e
nelle reazioni allergiche IgE mediate.
Interleuchina
2 alla 4 CH con funzione adiuvante il braccio
immunologico Th1, implicato nella produzione di anticorpi
diretti contro agenti infettivi batterici ed agenti patogeni
intracellulari. IL-2 è inoltre un importante fattore di
crescita per i linfociti T8, sia Tc che Ts. Queste ultime
cellule Ts (soppressive) sono in grado di frenare la
produzione di anticorpi di un sistema se raggiungono in esso
un numero sufficiente.
Manganese
Gluconato alla D4 che influisce sulla respirazione
cellulare ed è capace di attivare svariati processi
enzimatici, soprattutto reazioni di ossido-riduzione.E'
infatti noto che un gran numero di enzimi contengono nella
loro molecola, come cofattore, un oligoelemento. Una carenza
di oligoelemento perciò porterà ad un deficit di attività
enzimatica e di conseguenza ad un blocco di una determinata
reazione biochimica e quindi ad un blocco metabolico. La
conseguenza di questa carenza sarà inevitabilmente
l'instaurarsi di una malattia funzionale, la cui
caratteristica nei confronti della malattia lesionale è la
reversibilità. La diatesi allergica conferisce al soggetto
che ne e' portatore una serie di caratteristiche di tipo
iperergico che coinvolgono tutta la sua personalità, sia
fisica che psichica. Essa risente favorevolmente del
manganese che è un grande equilibratore biologico.
Benzochinone
alla D6, D12,D30, principio attivo nel metabolismo
energetico,capace anch'esso di attivare sistemi enzimatici
bloccati, in particolare a livello della catena respiratoria
ed attivo nei confronti di intossicazioni e di infezioni
virali e fungine, che spesso fanno da importante corollario
alla malattia allergica.
Formica
Rufa alla D6,D12,D30 per agire sul terreno allergico in
quanto questo rimedio diatesico è considerato un
desensibilizzante aspecifico per le allergie cutanee e
mucose in omeopatia.
La
formulazione chimica del rimedio è in microgranuli,
cosa che costituisce un vantaggio sia in termini di attività
farmacologica che di compliance sul Paziente. La posologia
proposta per l’Adulto è di due misurini al dì,
somministrati al mattino ed alla sera 15 minuti prima del
pasto. Dose dimezzata per il Bambino e ridotta ad 1/3 per il
Lattante.
Trattandosi
di un rimedio che deve interferire sul sistema immunitario,
la sua somministrazione deve proseguire per un periodo di
tempo abbastanza prolungato, almeno 60 giorni,
preferibilmente prima dell’inizio della sintomatologia. Ad
esempio nel caso dell’allergia ai pollini di graminacee si
potrà iniziare nei mesi di febbraio-marzo. Se si tratta di
antigeni perenni, ad esempio acari, sono consigliabili 2
cicli terapeutici all’anno, in primavera ed in autunno.
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