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Anno I

Numero III

Settembre - Ottobre 1997

 

Un nuovo rimedio per la terapia di fondo della malattia allergica IgE mediata

Rino Clemente Zironi

 

Pneumatologia-Allergologia - Specialista in Malattie dell'apparato respiratorio -
Medicina dello sport e Malattie infettive. Abitazione: Corso Cavour 40/4 -
41100-MODENA - Telefono 0337/574011, 059/226520 (abitazione)

 

 

Le malattie allergiche cosiddette "atopiche" comprendono la rino-congiuntivite, I'asma bronchiale allergica e la dermatite atopica. Queste sono state raggruppate insieme per le loro strette correlazioni epidemiologiche, cliniche, genetiche ed immunologiche.

Le loro caratteristiche immunologiche sono rappresentate principalmente da livelli più o meno elevati di IgE totali nel siero, dalla presenza di Ac IgE specifici per allergeni e dalla espansione di linfociti Th2 allergene-specifici, particolarmente a livello dei tessuti sede di flogosi allergica.

Altri esempi di malattie allergiche correlate con la presenza degli Ac IgE sono rappresentati dalle manifestazioni associate con le reazioni allergiche al veleno di Imenotteri (vespe, api, calabroni), a certi farmaci ed alimenti. Queste sindromi possono clinicamente esprimersi come orticaria-angioedema, disturbi gastrointestinali e anafilassi.

Generalmente possono avvenire sia in soggetti "atopici" che "non-atopici". Solo la prevalenza dell'allergia alimentare appare più elevata nei bambini con dermatite atopica.

La notevole diffusione delle malattie allergiche nella popolazione dei paesi industrializzati ha posto costantemente e sempre con maggiore attenzione il problema della diagnosi di queste affezioni. Questo problema ha sollevato interessi sia in campo scientifico che socio-economico, anche perché attualmente le affezioni allergiche coinvolgono una discreta percentuale della popolazione (10-15%). Vedi Figura 1

Come si evince dallo schema, modificato rispetto all'originale, la reazione immunologica prende avvio dal macrofago che viene attivato dall'antigene. Dopo questa attivazione inizia la produzione di glicoproteine solubili localmente attive ad azione pseudo-ormonale, dette citochine o interleuchine, che influenzano la risposta immunologica fra le varie popolazioni cellulari.

La IL1 macrofagica stimola la maturazione sia dei linfociti Th (Helper) che dei linfociti B. Dal punto di vista funzionale i linfociti Th, quando opportunamente stimolati, possono favorire, mediante la produzione delle suddette citochine, la crescita e la differenziazione di linfociti B e quindi la produzione di Anticorpi.

Inoltre è importante ricordare che i linfociti Th esercitano una funzione "helper" indispensabile anche nei confronti della differenziazione dei linfociti T e dei dei macrofagi, come avviene, ad esempio, nei fenomeni di ipersensibilità ritardata.

Recentemente sono stati individuati differenti sottotipi di linfociti T "helper" in base alla loro capacità di produrre diversi tipi di citochine.

In particolare si distinguono linfociti Th di tipo Th2, scoperti dapprima in animali da esperimento e successivamente dimostrati anche nell'uomo, capaci di produrre principalmente IL-4, IL-5 e IL-10 ma non IFN-y, e linfociti di tipo Th1 capaci di produrre principalmente IL-2, IFN-y e TNF-Beta.

La differenza di produzione di queste citochine comporta un diverso coinvolgimento di tali cellule nei differenti meccanismi della risposta immunologica.

Infatti, mentre i linfociti Th1 sono importanti per le reazioni di ipersensibilità ritardata e le risposte verso gli agenti infettivi batterici ed agenti patogeni intracellulari, i linfociti di tipo Th2 controllano la produzione degli anticorpi implicati nella difesa verso i parassiti e nelle reazioni allergiche Ig E-mediate.

I linfociti Th1 e Th2 rappresentano due tipi con caratteristiche e funzioni molto polarizzate. Essi si espandono in particolari condizioni fisiopatologiche. Va notato che tra questi due tipi esiste un ampio spettro di linfociti Th con caratteristiche diverse, capaci di produrre combinazioni variabili di citochine. E' tuttavia possibile proporre una precisa correlazione tra i linfociti Th1 e Th2 e gruppi diversi di condizioni morbose.

La malattia allergica può essere vista come uno squilibrio immunologico coinvolgente primitivamente e prevalentemente i linfociti Th (helper).

E' stato dimostrato da tempo che i linfociti Th2 sono le cellule necessarie per la produzione degli Ac IgE. Sono stati individuati diversi segnali indispensabili per la sintesi di IgE da parte dei linfociti B. Un segnale fondamentale è rappresentato dalla IL-4, prodotta dai linfociti Th2, che costituisce lo "switch" verso l'isotipo IgE.

L' IL-4 è in grado di favorire la differenziazione dei precursori Th in Th2, che producono IL-4 e IL-5; quest'ultima in grado di attivare gli eosinofili.

IFN-y, prodotto dai Th-1 e dai linfociti T8, è in grado di antagonizzare gli effetti dell’ interleuchina 4.

E' stato provato che l'IL-4, come altre citochine della stessa famiglia siano prodotte, oltre che dai linfociti Th2, anche dai mastociti e dai basofili.

Una nuova strategia che viene attualmente investigata per combattere l'asma allergico e le allergie consiste nello spostare "l'ago della bilancia" a sfavore dei linfociti Th2. (Gretchen Vogel su SCIENCE).

I linfociti Th2 e Th1 sono in grado di influenzarsi reciprocamente in senso soppressivo a mezzo di interleuchine.

Alcune ricerche sono pertanto volte ad ottenere dei vantaggi impiegando certi batteri, ad esempio Micobatteri non patogeni opportunamente trattati, capaci di indurre una vigorosa risposta Th1, la quale si concretizza nella produzione di mediatori in grado di inibire l'attività dei linfociti Th2 che producono citochine normalmente dirette contro parassiti invasori, come pure atte ad incrementare la produzione di IgE da parte dei linfociti B, elemento quest'ultimo caratteristico dell'allergia.

Questa terapia immunologica, affinata e perfezionata, è stata applicata con successo su gatti allergici all’ Università di San Diego di California da Eyal Raz. Si è dimostrato un calo delle IgE ematiche e degli eosinofili nel polmone, nonché un minore rilascio citochinico da parte dei linfociti Th2.

Nel settore delle terapie modulanti il sistema immunitario, i confini tra allopatia ed omeopatia tendono a sfumare. Si potrebbero così citare dei farmaci non omeopatici che agiscono secondo un meccanismo che potrebbe essere considerato un'applicazione del principio di similitudine. Un significativo esempio è fornito dai prodotti a base di estratti di Klebsiella pneumoniae, Diplococcus pneumoniae, Hemophilus influenzae, ecc., per cui esiste una vasta letteratura dimostrativa, e che sono riportati nella categoria delle sostanze immunostimolanti nel Repertorio Farmaceutico Italiano. Tali farmaci sono indicati, in piccole dosi, per la profilassi e la terapia delle infezioni del tratto respiratorio.

E' interessante il fatto che la somministrazione di questi preparati causa, come effetto non desiderato, un temporaneo aumento dei sintomi in seguito ai primi dosaggi, fenomeno caratteristico riportato anche dalla letteratura a riguardo dell’ azione dei prodotti omeopatici (P.Bellavite- A.Signorini).

Il rimedio Th2 della ditta Homeopharm, sulla base dei presupposti sopra indicati, è pertanto così costituito:

Klebsiella Pneumoniae alla 9 CH e Candida Albicans alla 9 CH con intento di fornire ai macrofagi primitive informazioni tali da orientare la successiva reazione anticorpale lungo il braccio Th1.

Interleuchina 6 alla 30 CH con funzione soppressiva sulla differenziazione ed accrescimento dei linfociti T e soprattutto B che producono gli anticorpi in eccesso implicati nelle reazioni allergiche.

Interleuchina 4 alla 30 CH con funzione soppressiva del braccio immunologico dei Th2, implicato, come più volte sopra riportato, nei meccanismi di difesa verso i parassiti e nelle reazioni allergiche IgE mediate.

Interleuchina 2 alla 4 CH con funzione adiuvante il braccio immunologico Th1, implicato nella produzione di anticorpi diretti contro agenti infettivi batterici ed agenti patogeni intracellulari. IL-2 è inoltre un importante fattore di crescita per i linfociti T8, sia Tc che Ts. Queste ultime cellule Ts (soppressive) sono in grado di frenare la produzione di anticorpi di un sistema se raggiungono in esso un numero sufficiente.

Manganese Gluconato alla D4 che influisce sulla respirazione cellulare ed è capace di attivare svariati processi enzimatici, soprattutto reazioni di ossido-riduzione.E' infatti noto che un gran numero di enzimi contengono nella loro molecola, come cofattore, un oligoelemento. Una carenza di oligoelemento perciò porterà ad un deficit di attività enzimatica e di conseguenza ad un blocco di una determinata reazione biochimica e quindi ad un blocco metabolico. La conseguenza di questa carenza sarà inevitabilmente l'instaurarsi di una malattia funzionale, la cui caratteristica nei confronti della malattia lesionale è la reversibilità. La diatesi allergica conferisce al soggetto che ne e' portatore una serie di caratteristiche di tipo iperergico che coinvolgono tutta la sua personalità, sia fisica che psichica. Essa risente favorevolmente del manganese che è un grande equilibratore biologico.

Benzochinone alla D6, D12,D30, principio attivo nel metabolismo energetico,capace anch'esso di attivare sistemi enzimatici bloccati, in particolare a livello della catena respiratoria ed attivo nei confronti di intossicazioni e di infezioni virali e fungine, che spesso fanno da importante corollario alla malattia allergica.

Formica Rufa alla D6,D12,D30 per agire sul terreno allergico in quanto questo rimedio diatesico è considerato un desensibilizzante aspecifico per le allergie cutanee e mucose in omeopatia.

La formulazione chimica del rimedio è in microgranuli, cosa che costituisce un vantaggio sia in termini di attività farmacologica che di compliance sul Paziente. La posologia proposta per l’Adulto è di due misurini al dì, somministrati al mattino ed alla sera 15 minuti prima del pasto. Dose dimezzata per il Bambino e ridotta ad 1/3 per il Lattante.

Trattandosi di un rimedio che deve interferire sul sistema immunitario, la sua somministrazione deve proseguire per un periodo di tempo abbastanza prolungato, almeno 60 giorni, preferibilmente prima dell’inizio della sintomatologia. Ad esempio nel caso dell’allergia ai pollini di graminacee si potrà iniziare nei mesi di febbraio-marzo. Se si tratta di antigeni perenni, ad esempio acari, sono consigliabili 2 cicli terapeutici all’anno, in primavera ed in autunno.

 

BIBLIOGRAFIA

 

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