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Anno I

Numero III

Settembre - Ottobre 1997

 

La pratica taoista del Qigong

 

Stefano Piemonte e Fabio Gaudio

 

 

E’ accettabile definire il Qigong come una pratica esperienziale. Non la possiamo prevedere, sintetizzare, analizzare con la logica, é possibile invece provare sensazioni, stati d’animo, emozioni;avvertire pensieri.
Noi per natura e principalmente cultura, siamo abituati a cercare spiegazioni, ad esprimere giudizi, abbiamo l’esigenza di definire un evento esaurientemente. Dimentichiamo che questo evento é comunque relazionato a mille altre cose, situazioni, relazioni ambientali, interazioni sociali e quant’altro, che evidentemente non sarà possibile tenere presente sempre e comunque. Di fatto questa esigenza é tutt’altro che soddisfatta. E’ evidente che questo criterio standardizzato d’agire viene proposto ad ogni aspetto della nostra vita.
Il fatto é che noi non siamo singoli mattoni o elementi disgiunti dal tutto, anche le singole parti del nostro corpo non possono essere definite parti, sarebbe meglio osservare noi stessi come una struttura interdipendente ed organizzata, verificando che questa struttura é a sua volta inserita in un’altra struttura organizzata molto più vasta. Questa visione sistemica sta attualmente prendendo campo anche nel mondo scientifico.
Come esempio possiamo prendere in considerazione una grossa impresa dove decine o centinaia di persone lavorano, collaborano, litigano, si organizzano. Se la maggior parte di questi impiegati e dirigenti battono la fiacca, l’azienda si troverà in cattive acque.
Cosa c’entra tutto ciò con il qigong? Abbiamo esordito dicendo che il qigong é una pratica esperienziale. Il miglior modo per iniziare questa sperimentazione é l’ascolto, senza giudizio, con calma, senza farci distrarre.
Ascoltare sembra facile, é in realtà un’attività un po' più complessa dal momento che é una non attività. Noi siamo abituati a pensare che per raggiungere un obiettivo si debba agire. Diversamente nel qigong se imponiamo la nostra volontà attiva per ascoltarci, otterremo solo ulteriore tensione. Aggiungeremo insomma una tensione ad un’altra preesistente.
Il nostro scopo iniziale é quello di ascoltare il nostro essere nel suo insieme, come un rete collegata all’ambiente circostante.
Per comodità possiamo iniziare ad ascoltarci come un insieme singolo, cercando innanzitutto di percepirci come un qualcosa di collegato.
Questo é ciò che, per esempio, propone la posizione del Ti Bao. L’ideogramma di Ti Bao rappresenta una mamma che abbraccia il suo bambino, la posizione, fisicamente, ricorda il tenere, o sostenere qualcosa, spesso si utilizza l’immagine di una palla molto leggera.
Torniamo al discorso dell’ascolto, dal momento che il Ti Bao é una posizione statica, potremmo avvertire dolori, tremori, sensazioni di fastidio o altro. Verificheremo che molte di queste sgradevoli sensazioni sono dovute ad irrigidimenti muscolari dimenticati: se noi, per esempio, notiamo che abbiamo le spalle rigide e con il tempo e la calma riusciamo a sciogliere questa tensione, scopriamo che si esaurirà parte della tensione che avvertivamo al collo o tra le scapole. Questo é un esempio che rende bene anche l’idea di come noi siamo un sistema organizzato. Agendo su una nostra parte possiamo, nel bene come nel male, causare una modificazione in altre.
La pratica iniziale del qigong prevede questo: raggiungere quello che é stato definito stato di tranquillità, durante questo processo saremo in grado di effettuare un riallineamento che inizialmente sarà fisico. Dobbiamo iniziare da ciò che ci é più vicino e che rappresenta il grado di difficoltà minore.
Nel precedente articolo abbiamo introdotto il percorso detto delle Tre Regolazioni o San Tiao (vedi numero XXX della rivista pag. XXX), evidenziando che per raggiungere un livello più elevato di pratica, dobbiamo prima superare il livello che lo precede.
E’ necessario sciogliere il corpo, eliminare le tensioni muscolari, decomprimere le articolazioni, dovremo ottenere delle buone sensazioni. Come ebbe modo di spiegare il prof. Li Xiao Ming in una sua conferenza al Centro di Biotecnologie Avanzate, dell’Ospedale di S. Martino di Genova, proprio quest’anno: "durante la pratica bisogna sentirsi trasportati, sentirsi come se il vento vi accarezzasse, vi cullasse; dovrete alleggerire il vostro peso, la vostra fisicità e ad un certo punto sentirete come galleggiaste in aria".
Tutto ciò è ottenibile, certo non senza impegno. L'idea chiave è: tranquillità, sentirsi felici, eliminare il nostro fardello insomma dimenticare noi stessi, inteso come dimenticare i nostri problemi, ciò che noi abbiamo legato a noi stessi ma che non ci appartiene. Se io ho un problema e la mia mente lo segue, ecco che ho distolto la mia concentrazione dalla pratica. Allo stesso modo sarò deconcentrato sul lavoro, con la mia famiglia e così via.
Il qigong é efficacissimo nel riacciuffare ciò che abbiamo perso della nostra vita. In ciò non c’è niente di miracoloso o magico, tutto ciò che otterremo dalla pratica sarà un nostro regalo fatto a noi stessi. Perciò la pratica deve diventare esperienziale.
Il concetto di Qi in medicina cinese é forse l’aspetto più importante da considerare, é la caratteristica fondamentale degli esseri umani; abbiamo già citato la massima meglio che rende l’idea di Qi : la differenza tra una persona viva ed una morta é che la viva ha Qi e la morta no.
Ebbene se raggiungiamo un livello sufficiente di pratica, un livello sufficiente di rilassamento durante la pratica ovvero lo stato di tranquillità é possibile avvertire la circolazione energetica del qi. Dapprima sotto forma di sensazioni, poi diventerà una precisa presenza energetica.
Un altro aspetto estremamente significativo è che durante la pratica ci si rigenera, la sensazione deve essere di benessere fisico, di vigore fisico; se ci si sente stanchi é segno che abbiamo impostato male il nostro lavoro.
Dobbiamo riuscire ad acquisire la possibilità di restare nella posizione del Ti Bao per un tempo sufficiente lungo da permettere alle nostre tensioni di scomparire facendo spazio alle sensazioni di benessere che ricerchiamo nella pratica. Quando si riesce ad acquisire questo, allora la sensazione di leggerezza, di benessere sarà talmente forte che il corpo potrà rigenerarsi, la nostra energia ricomporsi. E’ chiaro che anche in questa attività ha diversi livelli di espressione. All’inizio lo scopo della nostra pratica sarà quello di cercare una armonizzazione di questo tipo; cercando delle sensazioni di benessere superando quelle fastidiose o dolorose che inevitabilmente si presenteranno durante il lavoro. Naturalmente sarà possibile superare ogni cosa che si presenterà durante la pratica, l’importante é la costanza. Dal momento che queste sono soltanto le nostre esperienze, quindi limitate, speriamo di essere comunque riusciti almeno ad incuriosirvi.