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La
pratica taoista del Qigong
Stefano
Piemonte e Fabio Gaudio
E’
accettabile definire il Qigong come una pratica
esperienziale. Non la possiamo prevedere, sintetizzare,
analizzare con la logica, é possibile invece provare
sensazioni, stati d’animo, emozioni;avvertire pensieri.
Noi per natura e principalmente cultura, siamo abituati a
cercare spiegazioni, ad esprimere giudizi, abbiamo
l’esigenza di definire un evento esaurientemente.
Dimentichiamo che questo evento é comunque relazionato a
mille altre cose, situazioni, relazioni ambientali,
interazioni sociali e quant’altro, che evidentemente non
sarà possibile tenere presente sempre e comunque. Di fatto
questa esigenza é tutt’altro che soddisfatta. E’
evidente che questo criterio standardizzato d’agire viene
proposto ad ogni aspetto della nostra vita.
Il fatto é che noi non siamo singoli mattoni o elementi
disgiunti dal tutto, anche le singole parti del nostro corpo
non possono essere definite parti, sarebbe meglio osservare
noi stessi come una struttura interdipendente ed
organizzata, verificando che questa struttura é a sua volta
inserita in un’altra struttura organizzata molto più
vasta. Questa visione sistemica sta attualmente prendendo
campo anche nel mondo scientifico.
Come esempio possiamo prendere in considerazione una grossa
impresa dove decine o centinaia di persone lavorano,
collaborano, litigano, si organizzano. Se la maggior parte
di questi impiegati e dirigenti battono la fiacca,
l’azienda si troverà in cattive acque.
Cosa c’entra tutto ciò con il qigong? Abbiamo esordito
dicendo che il qigong é una pratica esperienziale. Il
miglior modo per iniziare questa sperimentazione é
l’ascolto, senza giudizio, con calma, senza farci
distrarre.
Ascoltare sembra facile, é in realtà un’attività un po'
più complessa dal momento che é una non attività. Noi
siamo abituati a pensare che per raggiungere un obiettivo si
debba agire. Diversamente nel qigong se imponiamo la nostra
volontà attiva per ascoltarci, otterremo solo ulteriore
tensione. Aggiungeremo insomma una tensione ad un’altra
preesistente.
Il nostro scopo iniziale é quello di ascoltare il nostro
essere nel suo insieme, come un rete collegata
all’ambiente circostante.
Per comodità possiamo iniziare ad ascoltarci come un
insieme singolo, cercando innanzitutto di percepirci come un
qualcosa di collegato.
Questo é ciò che, per esempio, propone la posizione del Ti
Bao. L’ideogramma di Ti Bao rappresenta una mamma che
abbraccia il suo bambino, la posizione, fisicamente, ricorda
il tenere, o sostenere qualcosa, spesso si utilizza
l’immagine di una palla molto leggera.
Torniamo al discorso dell’ascolto, dal momento che il Ti
Bao é una posizione statica, potremmo avvertire dolori,
tremori, sensazioni di fastidio o altro. Verificheremo che
molte di queste sgradevoli sensazioni sono dovute ad
irrigidimenti muscolari dimenticati: se noi, per esempio,
notiamo che abbiamo le spalle rigide e con il tempo e la
calma riusciamo a sciogliere questa tensione, scopriamo che
si esaurirà parte della tensione che avvertivamo al collo o
tra le scapole. Questo é un esempio che rende bene anche
l’idea di come noi siamo un sistema organizzato. Agendo su
una nostra parte possiamo, nel bene come nel male, causare
una modificazione in altre.
La pratica iniziale del qigong prevede questo: raggiungere
quello che é stato definito stato di tranquillità,
durante questo processo saremo in grado di effettuare un
riallineamento che inizialmente sarà fisico. Dobbiamo
iniziare da ciò che ci é più vicino e che rappresenta il
grado di difficoltà minore.
Nel precedente articolo abbiamo introdotto il percorso detto
delle Tre Regolazioni o San Tiao (vedi numero XXX
della rivista pag. XXX), evidenziando che per raggiungere un
livello più elevato di pratica, dobbiamo prima superare il
livello che lo precede.
E’ necessario sciogliere il corpo, eliminare le tensioni
muscolari, decomprimere le articolazioni, dovremo ottenere
delle buone sensazioni. Come ebbe modo di spiegare il prof.
Li Xiao Ming in una sua conferenza al Centro di
Biotecnologie Avanzate, dell’Ospedale di S. Martino di
Genova, proprio quest’anno: "durante la pratica
bisogna sentirsi trasportati, sentirsi come se il vento vi
accarezzasse, vi cullasse; dovrete alleggerire il vostro
peso, la vostra fisicità e ad un certo punto sentirete come
galleggiaste in aria".
Tutto ciò è ottenibile, certo non senza impegno. L'idea
chiave è: tranquillità, sentirsi felici, eliminare il
nostro fardello insomma dimenticare noi stessi,
inteso come dimenticare i nostri problemi, ciò che noi
abbiamo legato a noi stessi ma che non ci appartiene. Se io
ho un problema e la mia mente lo segue, ecco che ho distolto
la mia concentrazione dalla pratica. Allo stesso modo sarò
deconcentrato sul lavoro, con la mia famiglia e così via.
Il qigong é efficacissimo nel riacciuffare ciò che abbiamo
perso della nostra vita. In ciò non c’è niente di
miracoloso o magico, tutto ciò che otterremo dalla pratica
sarà un nostro regalo fatto a noi stessi. Perciò la
pratica deve diventare esperienziale.
Il concetto di Qi in medicina cinese é forse l’aspetto più
importante da considerare, é la caratteristica fondamentale
degli esseri umani; abbiamo già citato la massima meglio
che rende l’idea di Qi : la differenza tra una
persona viva ed una morta é che la viva ha Qi e la morta
no.
Ebbene se raggiungiamo un livello sufficiente di pratica, un
livello sufficiente di rilassamento durante la pratica
ovvero lo stato di tranquillità é possibile avvertire la
circolazione energetica del qi. Dapprima sotto forma di
sensazioni, poi diventerà una precisa presenza energetica.
Un altro aspetto estremamente significativo è che durante
la pratica ci si rigenera, la sensazione deve essere di
benessere fisico, di vigore fisico; se ci si sente stanchi
é segno che abbiamo impostato male il nostro lavoro.
Dobbiamo riuscire ad acquisire la possibilità di restare
nella posizione del Ti Bao per un tempo sufficiente lungo da
permettere alle nostre tensioni di scomparire facendo spazio
alle sensazioni di benessere che ricerchiamo nella pratica.
Quando si riesce ad acquisire questo, allora la sensazione
di leggerezza, di benessere sarà talmente forte che il
corpo potrà rigenerarsi, la nostra energia ricomporsi. E’
chiaro che anche in questa attività ha diversi livelli di
espressione. All’inizio lo scopo della nostra pratica sarà
quello di cercare una armonizzazione di questo tipo;
cercando delle sensazioni di benessere superando quelle
fastidiose o dolorose che inevitabilmente si presenteranno
durante il lavoro. Naturalmente sarà possibile superare
ogni cosa che si presenterà durante la pratica,
l’importante é la costanza. Dal momento che queste sono
soltanto le nostre esperienze, quindi limitate, speriamo di
essere comunque riusciti almeno ad incuriosirvi.
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