|
La
pratica taoista del Qigong
Stefano
Piemonte e Fabio Gaudio
L’inizio della
storia del Qigong si perde nell’antichità delle leggende
cinesi. È una pratica che attraversa il mondo del
"Regno di Mezzo" permeandosi delle culture
Buddhista, Confuciana ma soprattutto Taoista.
In tal senso
possiamo pensare ai Taoisti come ad una sorta di fisici, di
studiosi della natura, che hanno empiricamente trovato una
loro risposta alla necessità di una teoria quantistica
della relatività.
Nei loro studi non
hanno mai disgiunto il macro dal microcosmo e non hanno mai
immaginato l’uomo, la vita animale, quella vegetale e
minerale al di fuori del sistema universo. Grazie a Chen
Tuan, un famoso Taoista vissuto nell’epoca Song (circa
800 anni fa), si trovò una precisa relazione tra la
meccanica celeste e l’uomo. Tutta la loro teoria è basata
sull’attenta osservazione della natura, compito
pazientemente distribuito nel corso di diverse centinaia di
anni. Questo ha consentito di ottenere un risultato
estremamente elevato in termini di ricerca, persone
coinvolte, studi e risultati.
Oggi é decisamente
facile e di moda trovare sullo scaffale della nostra
libreria preferita, copie de il Tao Te Jing di LaoTzu
oppure del classico dei mutamenti, l’Yi Jing. Entrambi
questi antichi testi contengono tutte le informazioni
necessarie per accedere alla conoscenza Taoista, la
difficoltà é che non sono, purtroppo, di così facile
interpretazione nonostante molti studiosi, contemporanei e
non, si siano seriamente impegnati nel loro studio.
Lo stesso Confucio
all’età di 50 anni, al massimo della sua posizione socio
culturale, cominciò a studiare l’Yi Jing. Il suo lavoro
fu talmente serio che consumò per ben tre volte i legacci
di cuoio che tenevano unite le strisce di bambù su cui era
scritto il testo. Egli commentò l’Yi Jing da 10 diversi
punti di vista, dovette però ammettere che anche se avesse
avuto ancora a disposizione tutta una vita, non avrebbe
potuto cogliere l’intero significato del testo, proprio a
causa del suo vastissimo contenuto.
Qigong
letteralmente significa lavoro sul Qi. L’ideogramma di Qi
indica contemporaneamente qualcosa di materiale e di
immateriale. E’ la rappresentazione di una pentola di riso
il cui coperchio vibra a causa del vapore che fuoriesce.
Ciò significa che
il Qi può essere materiale come il riso o senza forma come
il vapore. Si é tentato da più parti di dare una
spiegazione all’ideogramma traducendolo come energia
vitale. Il Qi é in realtà il Qi, é necessario sforzarsi
di capire il suo significato mantenendo il suo nome
inalterato.
Il Qi, secondo la
visione Taoista, é la base della materia di cui é formato
l’universo, quindi l’uomo. E’ il fondamento per la
vita dell’uomo; uno degli esempi più chiarificatori che
ci é capitato di sentire é il seguente: la
differenza tra una persona viva ed una morta é che la viva
ha Qi e la morta no.
Il Qigong, in
quanto pratica psicofisica, é una disciplina codificata in
tecniche statiche, dinamiche e di respirazione, il primo
traguardo che si deve prefiggere il praticante é quello che
viene definito Ru Jing ovvero lo stato di
tranquillità.
Ottenere questa
condizione comporta un certo lavoro, lungo ma estremamente
gratificante. E’ un vero e proprio addestramento che
coinvolge ed utilizza il nostro insieme corpo-mente. Questa
disciplina non é mai stata disgiunta dalla Medicina
Tradizionale Cinese, dal momento che ha l’identica radice
Taoista. Oggigiorno il Qigong viene utilizzato, nella
pratica clinica degli ospedali cinesi, al pari
dell’agopuntura, del massaggio, della fitoterapia e della
medicina occidentale.
Nella pratica del
Qigong esiste un percorso che aiuta a raggiungere lo stato
di tranquillità. Tale percorso é evidenziato attraverso le
Tre Regolazioni in cinese San Tiao. La regolazione
del Corpo (Tiao Shen), della Respirazione (Tiao Xi) e quella
del Cuore (Tiao Xin).
Nella prima fase lo
scopo è quello di regolare il corpo finchè non lo si porta
in una situazione di equilibrio. All’inizio della pratica
del Qigong è possibile rendersi conto che il proprio corpo
non è in equilibrio, questa è una percezione che capita
spesso ai praticanti, più riusciamo a rilassarci più
sentiamo il nostro squilibrio.
Nella posizione di
Ti Bao (una posizione base del Qigong), è possibile provare
sensazioni diverse alla mano destra ed a quella sinistra,
alcuni avvertono differenze tra il lato destro del corpo e
quello sinistro.
E’ molto
importante durante la pratica rendersi conto di questa
disarmonia. Solo scoprendo questo squilibrio possiamo
riarmonizzare il corpo.
Se praticando non
si riesce a sentire questo squilibrio non significa che si
è equilibrati, solo che non si è ancora abbastanza
sensibili da percepirlo. Significa che non si è ancora
riusciti ad entrare in uno stato di tranquillità.
E’ possibile
tonificare ogni parte del corpo, sciogliere i muscoli,
decomprimere le articolazioni, beneficiare gli organi ed i
visceri oltre a rafforzare le nostre difese naturali. E’
un lento ma efficace processo di ascolto, un lavoro basato
sulle nostre sensazioni, non esiste un limite a ciò.
Entrare nella
pratica e restare immobili ed in pace finché non ci si
sente come una montagna o come il mare. Immaginiamo di
essere stabili ed in pace assoluta come la massa di
una montagna, ciò vuol dire mettere da parte qualsiasi tipo
di preoccupazione. Questo è il problema fondamentale nella
pratica del Qigong.
Il secondo aspetto
da considerare nella pratica è la regolazione del respiro.
Attraverso la regolazione della respirazione naturale e
spontanea, si può entrare in una particolare condizione.
Se siamo calmi,
tranquilli e sereni possiamo portare la nostra respirazione
ad 1 o 2 soli atti respiratori nell’arco di 1 minuto ed è
possibile scendere ancora. A questo livello il nostro corpo
risponderà in maniera molto diversa e diverso sarà il modo
in cui immagazzinerà e gestirà l’energia raccolta dalla
respirazione. Riuscendo a regolarizzare la respirazione
possiamo riequilibrare spontaneamente la circolazione del
sangue nei vasi, il sistema nervoso, il metabolismo,
migliorare l’apporto di ossigeno ed energia alle cellule.
Inspirando tranquillamente prendiamo energia nuova e pulita,
espirando ci liberiamo di quella impoverita.
Il terzo livello è
quello della regolazione del Cuore. Il Cuore è il pensiero,
la mente, l’attività cerebrale. Si addestra la mente a
mantenere uno stato di attenzione passiva, in modo da poter
inibire gli stimoli che la corteccia cerebrale invia ai
processi neurovegetativi spontanei del corpo.
Si è sperimentato
in Cina che l’efficacia di 15 minuti di distacco
dall’attività mentale supera in efficacia 4 ore di un
buon sonno profondo.
Un esercizio di
questo tipo libera da ogni forma di stanchezza, è come
rinascere. Se si riesce a restare 1 minuto in pace assoluta,
passare poi da 1 a 2 minuti sarà più facile e da 2 a 3 lo
sarà ancora di più.
Questo è solo un
assaggio che la nuova rubrica di Antropos Iatria proporrà
regolarmente. Il nostro intento è quello di far conoscere
ed apprezzare il Qigong partendo dalla nostra personale
esperienza di studio con il prof. Li Xiao Ming, Direttore
dell’Istituto Scientifico di Ricerca sul Qigong della
facoltà di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino, la cui
presenza in Italia è garantita da ormai oltre 10 anni
dall’ A.I.QI.GO. (Associazione Italiana di Qigong).
Ringraziamo l’A.I.QI.GO.
nella persona della Sig.ra Maria Teresa Marchese che ci ha
sostenuto ed incoraggiato in questa iniziativa e la
redazione di Antropos Iatria per lo spazio concessoci.
Un ringraziamento
particolare al Dott Alessandro Thea con il quale ci
confrontiamo giornalmente sui diversi aspetti della pratica
del Qigong.
|