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Paolo
Aldo Rossi
Direttore
scientifico di Anthropos & Iatria
Negli
"anni caldi" della Rivoluzione Scientifica v'era a
Parigi un frate, dell'Ordine dei Minimi di San Francesco da
Paola, che s'era accollato, in assoluta umiltà, come voleva
la sua particolare professione religiosa, l'onere di fare da
"secretair des savants". A lui giungevano, da
tutta Europa, le lettere degli scienziati in continua
"querelle" fra di loro, ed egli si incaricava di
trasmettere e ritrasmetterne la corrispondenza, di mediare
le polemiche più accese, di alimentare le discussioni o, in
buona sostanza, di tenere le fila di tutta una serie di
dibattiti filosofici e scientifici di fondamentale
importanza nel travaglio della nascita della "scienza
moderna".
Attraverso
di lui passarono numerose missive di Descartes, Galileo,
Keplero, Gassendi, Campanella, Hobbes ... che
rappresentarono le basi delle grandi discussioni
scientifiche ed epistemologiche della prima metà del XVII
secolo. Padre Marino Mersenne, tale è il nome del Nostro,
pur essendo uno scienziato ed un filosofo di vaglia, non
cercò mai di comparire, anzi lasciò che molte delle sue
idee gli venissero Il rubate" ed invero né si lamentò
né se ne dolse, solo quando ebbe a che fare con i "sorçiers",
i maghi, si accalorò, trascese, perse di vista la sua
funzione di mediatore ed entrò pesantemente nella polemica.
Ora
"si parva licet", anche da parte nostra si cerca
di fare da tramite fra gli studiosi delle più diverse
estrazioni, di stimolare discussioni, di mediare polemiche,
di intervenire nella divulgazione di nuove prospettive
epistemologiche e scientifiche. In questa prospettiva,
Mersenne potrebbe essere pensato quasi come il nostro
"santo protettore". Il nostro continuo "giro
epistolare" con autori, lettori e corrispondenti è un
iceberg, la cui parte emersa è la Rivista, ma quella
sommersa è composta di una gran mole di materiale che
rappresenta le ricerche, le opinioni, i pensieri di quanti
ci sono stati accanto sia nella ricerca scientifica che
nella pratica medica. Anche per noi, però, vi sono i maghi,
coloro che tutto gia sanno o perché la Verità è già
stampata in loro ab aeterno o perché le verità sono state
trasmesse da uomini così degni di fede che è impossibile
controbatterli. Noi, comunque, non entriamo in polemica,
intendiamo promuovere e svolgere ricerche e studi - sia
medico-scientifici che storico-epistemologici - sulle
"discipline di frontiera", nelle loro molteplici
forme e relazioni e in contesti storico-teorici determinati.
Per "discipline di frontiera" intendiamo tutti
quei complessi teorici che non appartengono alla magia e
travalicano i confini della "scienza ufficiale"
sia sul piano dei metodi che dei contenuti.
Esse
hanno avuto una storia, divenendo a volte le basi di ricchi
e fecondi sistemi di razionalità, altre volte sono rimaste
sterili o dannose. Il più delle volte sono state, e
continuano ad essere, vittime dei pregiudizi e delle
ideologie dello scientismo. In altre parole: a) lo studio di
sistemi di razionalità "altre" rispetto
all'attuale modello della razionalità scientifica; b)
l'analisi storica di pregiudizi e ideologie che hanno
condotto "le scienze ufficiali" a perseguitare
"discipline di frontiera" in seguito riabilitate
ed elevate al rango di "scienza normale"; c) la
ricostruzione storica di errori e incertezze della
"scienza ufficiale" e della loro pervicace
resistenza; d) la presentazione e l'indagine critica di
discipline di frontiera che studiano eventi non inquadrati
e/o inquadrabili nell'attuale status teoretico della scienza
normale, ma potrebbero, qualora si escogitasse un diverso
quadro concettuale, entrare in un nuovo e corretto ambito
teorico; e) l'indagine sui rapporti fra "scienza
ufficiale" e "pseudoscienze eretiche" in
determinati ed emblematici momenti storici, nonché
l'analisi dei relativi errori, illusioni, imbrogli, verità
in anticipo e anticipi di verità; f) lo studio dei
meccanismi consci ed inconsci attraverso i quali la cultura
discriminata si difende dalla rimozione operata dalla
cultura dominante e si rigenera costantemente.
Le
medicine antropologiche fanno ancora parte delle discipline
di frontiera ed è proprio perciò che il nostro impegno
dovrà essere solido e serio nel rifiutare ogni sorta di
magia e ciarlataneria, ma anche energico nell' analizzare le
"verità" della scienza ufficiale.
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