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Chimere
e singolarità della generazione in età moderna tra pratica
dell'impostura e i presunti effetti dell'immaginazione
materna
Massimo
Angelini
1.
Novembre 1726 : a Londra circola una notizia straordinaria :
si dice che a Godalming, villaggio del Surrey vicino a
Guildford, da qualche mese una popolana stia partorendo
conigli. L' eco della notizia si diffonde rapidamente per la
capitale e presto raggiunge la Corte; quando il Re decide di
inviare un medico ad accertarne l' autenticità, la donna ha
già dato alla luce quattordici conigli e pare che ne
debbano nascere ancora. Tutto ciò, si dice, non può
derivare che da un desiderio insoddisfatto o da un repentino
spavento provato dalla donna durante la gravidanza : si
ritiene, infatti, che l' immaginazione materna possa
modificare la conformazione del feto fino a mutarne, come in
questo caso, la specie. Ma qualcuno sospetta che sia solo un
espediente fraudolento, un trucco da prestigiatori, e la
donna non sia che una ciarlatana.
Ho
ricostruito la vicenda di Godalming attraverso alcuni
resoconti pubblicati tra la fine del 1726 e i primi mesi
dell' anno successivo : si tratta delle relazioni che i
medici coinvolti hanno steso per difendere il proprio
operato o per denigrare quello dei colleghi. Che lo si
voglia cogliere in chiave epistemologica o in una
prospettiva storico-sociale, il caso è emblematico e si
presta ad alcune riflessioni sul rapporto tra la pratica
dell' impostura - nell' immaginario dotto attribuita alla
malizia e alla malvagità dei mendicanti e
"connaturate" tra le fasce marginali della
popolazione - e una rappresentazione del corpo femminile che
ha condizionato per tre secoli le idee sulla generazione.
Seguiamo la vicenda con ordine, a partire dalla prima
deposizione rilasciata dalla coney-breeder al medico
inviato da Giorgio I.
L'
antefatto risale alla primavera del 1726 quando Mary Toft,
incinta di poche settimane e intenta a sarchiare un campo di
luppolo, vede due conigli che invano cerca di catturare. Da
quel momento la donna ogni volta che ripensa ai conigli
viene còlta dall' irresistibile desiderio di mangiarne la
carne, ma è troppo povera per poterne acquistare uno. In
agosto abortisce una massa informe e, poco tempo dopo, ciò
che pare il fegato di un piccolo mammifero; in seguito
espelle a pezzi un coniglio insieme a tre zampe e un
intestino di gatto. Un gentiluomo di Guildford, il nove
settembre, scriverà a un medico di Ipswich che queste
membra "si sono formate nella immaginazione [di
Mary] a causa di un gatto che le piaceva tanto da farlo
dormire nel proprio letto".
Il
dottor John Howard, un vecchio ostetrico di Guildford, dopo
alcune perplessità si offre per assistere la donna durante
i primi parti - otto nell' arco di un mese - e ne ordina il
trasferimento presso la propria abitazione per seguire da
vicino lo strordinario caso da cui spera di ricavare fama.
Agli inizi di novembre, Nathaniel Saint-André, "medico
e anatomista di sua Maestà", riceve un primo resoconto
e due lettere dello stesso Howard che, annunciandogli l'
avvenuta nascita di altri conigli, lo invita a constatare di
persona il prodigioso evento. Incuriosito, Saint-André
raggiunge Guildford il 15 novembre in compagnia del
segretario del principe di Galles, Molineux, appena in tempo
per assistere alla nascita del quattordicesimo coniglio.
"La
donna - scriverà Saint-André - era alloggiata di fronte
alla casa del sig. Howard. La trovammo vestita con il suo
corsetto, seduta sul bordo del letto, con parecchie donne
vicino a lei. La visitai immediatamente e non trovandola
pronta per il parto, attesi che fosse presa nuovamente dalle
doglie, la qual cosa si verificò nel giro di tre o quattro
minuti. A quel punto l' assistetti personalmente durante il
concepimento del corpo scuoiato di un coniglio di circa 4
mesi, [...]. Ne tagliai immediatamente alcuni pezzi che
provai a immergere : sembravano poco più leggeri dell'
acqua e quando il signor Molineux li spinse verso il fondo,
essi risalirono molto lentamente". Furono queste le
prime impressioni del medico, pubblicate due settimane più
tardi in una dettagliata memoria.
Mary
viene descritta come una donna robusta, di piccola statura,
assai testarda, madre di tre figli e sposata con un
"povero merciaio ambulante", Joshua, figlio di
Joshua Toft e di una levatrice. Afferma di essere una
"che sa quello che vuole", e ammetterà un solo
grave difetto : quello di intercalare abitualmente con l'
imprecazione "al diavolo!", tanto da avere
meritato il soprannome Rawbittin-Mery. Pare che il
caso, nel frattempo, abbia suscitato parecchio clamore e un
certo allarmismo : si dice che la gente non voglia più
mangiare conigli, il cui consumo - lamentano gli allevatori
- nella sola capitale è sceso dei due terzi. Strano : Mary
partoriva conigli non per averli mangiati, ma proprio perché,
pur desiderandoli, non aveva potuto farlo !
Sospendiamo
il racconto per riflettere : una donna genera conigli; ne
genera molti in rapida successione; certamente - si afferma
- per effetto della propria immaginazione che, turbata dal
desiderio, ha corrotto e modificato la materia fetale :
tutte questioni che oggi parrebbero inverosimili così come
agli inizi del sec. xviii erano degne di cauto o
incondizionato credito perché conformi agli statuti
epistemologici dell' epoca.
Agli
inizi del XVIII secolo, che le donne possano partorire
animali non costituiva una novità. Oltre al potere
illimitato dell' immaginazione, per molto tempo si era
creduto alla possibilità di generare per nefario
concubitu, come veniva definito l' accoppiamento di un
uomo o di una donna con un animale. Nel 1671 a Copenhagen
erano state osservate strane masse abortive (molæ) a
forma di uccello e diversi medici avevano descritto parti di
topi senza coda, talpe e serpenti. A detta di Schenck
potevano essere partoriti anche gatti, conigli, polipi e
sanguisughe, e Michele Savonarola precisava che le donne
nobili non possono partorire che animali nobili, come l'
aquila, mentre le popolane danno alla luce solo bestie di
umile aspetto, come le lucertole : idea risibile - commenterà
qualcuno - "quasi natura in mostris edendos respectum
habeat ad Nobilitatis gradus" : come dire che anche la
nascita delle "chimere" - o, se si preferisce, di
"mostri" - dipende dalla gerarchia sociale. Ancora
in pieno secolo xviii si raccontava che, sulle coste delle
Fiandre, talvolta i bambini venissero partoriti in compagnia
di un orribile animaletto detto sooterkin. La
generazione umana di animali - a lungo considerati lusus
naturæ, ostentum providentiæ o effetti del nefarius
concubitus - contraddiceva il buon senso e il sapere
comune, ma non l' experientia che per molto tempo non
fu pratica diretta della conoscenza quanto citazione di auctoritates,
e non contraddiceva neppure correnti i modelli embriologici
oscillanti fra i caposaldi dogmatici di Ippocrate,
Aristotole e Galeno e, nel lungo passaggio tra Sei e
Settecento, ancora indecisi sulle presunte priorità del
seme maschile o dell' uovo femminile e, più in generale,
fra ipotesi epigenetiche e varianti del preformismo. Fra
tanta incertezza, la generazione umana di animali nel corso
della prima età moderna era stata spiegata soprattutto
ricorrendo alla relazione tra la fantasia materna e la
conformazione del feto che al tempo dei fatti di Godalming,
lungi dal rappresentare una curiosa credenza, offriva a
livello sia accademico sia popolare la più comune e
accreditata spiegazione della conformazione neonatale e dei
suoi misteri, dalla somiglianza parentale alle malformazioni
congenite. Il potere plastico dell' immaginazione femminile,
che dalla seconda metà del secolo xvi s' impose
parallelamente al retrocedere delle spiegazioni di carattere
soprannaturale e occulto, per molto tempo colmò il vuoto
lasciato dalla Provvidenza divina in attesa del consolidarsi
dell' embriologia sperimentale e solo alla fine del terzo
decennio del Settecento - proprio dopo la vicenda di
Godalming - venne sottoposto a un primo e argomentato
tentativo di confutazione. Ma torniamo ai conigli di Mary
Toft.
Il
19 novembre il Re invia a Guildford il dottor Cyriacus
Ahlers, medico della famiglia reale, con l' incarico di
scrivere una relazione sulla vicenda. Ahlers, dopo avere
assistito al parto del sedicesimo coniglio, si dichiara
pienamente convinto dell' autenticità del fatto e in serata
riparte per Londra con alcuni esemplari, conservati sotto
spirito, da mostrare a Corte. Secondo la testimonianza del
dottor Howard, Ahlers aveva estratto personalmente e con
notevole soddisfazione alcune parti dell' animale e in
seguito aveva dato una ghinea a Mary promettendole che si
sarebbe interessato per farle assegnare una pensione, come
confermerà la proprietaria della locanda The white Hart,
e con lei i testimoni chiamati a deporre alcuni giorni più
tardi in presenza del sindaco di Guidford, Joss Burtt. Il 22
novembre viene partorito il diciassettesimo e ultimo
coniglio. Alcuni giorni dopo a Londra, in presenza del Re e
di numerosi medici, Saint-André esegue una dimostrazione
anatomica su alcuni dei corpi estratti da Mary, per provarne
- pare peraltro con scarso successo - la preternaturalità.
Ormai tutti parlano dei conigli di Mary. A fine mese, in un
clima di crescente curiosità, iniziano a uscire alcuni
libelli a favore e contro l' autenticità del caso. Nel
frattempo viene ripubblicato per la terza volta il trattato
del dott. Daniel Turner sulle malattie della pelle, nel
quale si trova un capitolo interamente dedicato alla
fantasia materna come causa dei nèi e in generale delle
deformità congenite. Agli inizi di dicembre gli avvenimenti
precipitano : mentre Mary viene condotta a Londra per essere
mostrata a Corte, tra la gente di Godalming trapelano alcuni
retroscena della vicenda : un tessitore racconta di avere
venduto nel precedente mese a Joshua Toft alcuni piccoli
conigli vivi e uno morto, che il marito di Mary considerava
utile quanto gli altri; dello stesso tono sono le
deposizioni rese da uno stalliere, dalla moglie di un
contadino e dalla nutrice di Mary. Il 5 dicembre la donna
viene accusata di avere ordito una truffa. Di fronte alle
sue resistenze, il dottor Manningham, con un bluff, le
prospetta un doloroso esperimento per verificare se
internamente è conformata come le altre donne o se nasconde
"some peculiar way of conveying Rabbets into her Uterus".
Il trucco funziona e la donna, terrorizzata, venerdì 7
dicembre confessa la frode. Nello sgrammaticato racconto
attribuito a Mary, le viene fatto sostenere di essere stata
raggirata dai medici, che "come tutti sanno, non sono
fra gli uomini più onesti". La storia dei conigli
visti nel campo è stata inventata ad arte contro la sua
volontà e i fatti sono andati in tutt' altro modo. Secondo
la nuova versione, tutto cominciò quando la donna fu
invitata a pranzo da un uomo che, nel rivolgerle strane
proposte, le fece assaggiare un coniglio dal sapore
particolare : tanto buono che mai ne aveva mangiato uno
simile e del quale per molto tempo le restò il desiderio.
In seguito giunsero molti medici che la tastarono e la
tormentarono ripetutamente senza che potesse riuscire a
comprendere cosa stesse succedendo. Quanto ai conigli
partoriti, Mary afferma di non saperne nulla e che, per
quanto la riguarda, possono averglieli "infilati"
gli stessi medici. "Hanno combinato un bel pasticcio,
ma io cosa c' entro ? Come mi hanno tirata dentro, così mi
lascino perdere, io sono decisa a discolparmi, loro si
arrangino come possono". Mary appare una vittima un po'
sempliciotta e comunque del tutto ignara di una vicenda che
- questo la sa bene - le potrebbe costare caro. Forse è
stato il desiderio dello squisito coniglio, forse i medici
hanno tramato a sua insaputa, in ogni caso assicura tutti
"che possono mangiare conigli, mattina, mezzogiorno e
notte, senza paura o pericolo per il futuro; perché tutto
ciò che è stato detto […] è una maledetta bugia".
Tra le più dure prese di posizione, si registra quella del
dottor Thomas Braithwaite che bolla Howard e Saint-André
con l' epiteto di gulliverians, ovvero divulgatori di
storie favolose - con un esplicito riferimento al fortunato
romanzo di Jonathan Swift, pubblicato pochi mesi prima - e
invita Saint-André a scrivere una soddisfacente
ritrattazione. Un improbabile dottor Lemuel Gulliver, "surgeon
and anatomist to the kings of Lilliput and Blefuscu, and
fellow of the Academy of Sciences of Baluibardi",
accusa a sua volta il Saint-André di faciloneria,
incompetenza ed eccessiva fiducia. Un medico scettico sui
poteri attribuiti alla vis imaginativa, James A.
Blondel, commenterà che se la truffa di Godalming non fosse
stata scoperta, il caso avrebbe rappresentato un eccellente
esempio per gli immaginazionisti. Mary finisce in prigione;
Ahlers ritratta il suo atteggiamento compiacente e giura di
non avere mai creduto all' autenticità del caso; Saint-André,
ormai alla berlina, fa pubblicare un annuncio nel quale si
assume la responsabilità di avere indotto a prestare fede
nell' impostura e si ripromette di divulgare al più presto
una memoria. Nel corso del 1727, dai pamphlet dei medici la
vicenda passa nella pubblicistica satirica e sulle tavole
dei cantastorie.
Lo
stesso anno esce anonimo un trattato scritto per confutare
il potere plastico attribuito alla vis imaginativa :
il pretesto è dato dal caso di Mary Toft, ma l' obiettivo
polemico è il dodicesimo capitolo del trattato di Daniel
Turner e, più in generale, la teoria immaginazionista.
2.
Non è certo la prima volta che nell' Inghilterra del primo
Settecento mistificazioni fraudolente sono propagandate per
eventi prodigiosi. Agli inizi del secolo veniva mostrato un
giovane che su un occhio riportava la scritta Elohim,
in caratteri ebraici, e sull' altro Deus. Il caso
riscosse l' interesse della Sinagoga e fu istruita un'
indagine per accertare se si potesse trattare del Messia. Un
medico londinese ricorda di avere visto quel ragazzo e di
avere evitato prudentemente di esternare in pubblico i
propri sospetti per timore delle reazioni della folla. Il
trucco, scoperto in seguito, consisteva in due lenti "a
contatto", "two thin Pieces of painted glass,
commonly known by tha Name of artificial Eyes",
sulle quali erano state incise le due scritte prima di
essere applicate sugli occhi del giovane. Già nel 1584
Reginald Scot, nel Discoverie of Witchcraft, aveva
richiamato l' attenzione su simili espedienti.
La
pratica dell' impostura era per i più poveri una risorsa
come l' ostensione di tutto ciò che muove la curiosità o
la compassione altrui, e chi non aveva mutilazioni o
malformazioni da esibire poteva provare a fingerle con i
trucchi descritti nei numerosi libri vagatorum e caveat
pubblicati nella seconda metà del Cinquecento : gli stessi
che hanno alimentato la letteratura sulla furfanteria e i
luoghi comuni sulla malizia di poveri e mendicanti.
Particolare
è il caso rappresentato dalla pubblica esposizione di mole
abortive e neonati gravemente deformi, capaci di suscitare
meraviglia più che pietà, condotti sulla piazza del
mercato e, mediante il sollevamento di un panno, mostrati
dietro compenso. La loro nascita veniva spiegata dai
genitori come un prodigio o - più spesso, dalla fine del
xvi secolo - come l' effetto di un' immagine terrificante
impressa nella mente della madre incinta. Alcuni arrivavano
a sostenere che nelle famiglie più bisognose la nascita di
una chimera era una benedizione, come annotava nel 1616
Fortunio Liceti riguardo ai genitori risollevatisi dalla più
profonda miseria proprio grazie all' ostensione di un figlio
malformato.
Le
chimere erano esposte per il tempo - solitamente breve -
della loro sopravvivenza; alla morte, quando non venivano
dissezionate, finivano nelle collezioni dei gabinetti
medici. La loro esibizione fu a lungo un motivo di grande
richiamo, una vera attrazione, come testimonia la fama di
due gemelle unite per i fianchi, Judith e Helena, nate in
Ungheria nel 1701 e mostrate per tutta l' Europa sino alla
loro morte, avvenuta nel 1723. Ancora una volta, la causa
prossima della loro conformazione era stata attribuita all'
imprudenza della madre che, durante i primi mesi della
gravidanza, aveva osservato con eccessiva attenzione due
cani intenti ad accoppiarsi. La curiosità, la paura o l'
indignazione, ma anche il sottile fascino dell' orrido
assicurava un duraturo successo alle chimere esibite - per
fini di lucro o (come ancora è accaduto ai nostri giorni)
per propaganda ideologica - prima sulle strade, più tardi
nelle fiere e nei teatri e, in anni recenti, fra i fenomeni
da baraccone.
In
una singolare relazione di Fabricio Hildano leggiamo di un
fanciullo di diciotto mesi, con la testa straordinariamente
gonfia, esposto a pagamento nel 1593 per le strade di
Parigi. Probabilmente un caso di idrocefalia,
fantasiosamente spiegato come effetto di un malvagio
artificio dei genitori che avrebbero dilatato la testa del
fanciullo riempiendola di aria attraverso una cannuccia.
Allo stesso modo, agli inizi del xviii secolo, Eustache
Marcot, per screditare l' attendibilità di un caso
raccontato da Nicholas Malebranche, affermava che il giovane
nato con le membra straziate perché - secondo la
spiegazione fornita dallo stesso Malebranche - la madre
incinta aveva assistito all' esecuzione di un malfattore,
forse fu storpiato ad arte dalla stessa donna, stretta dalla
miseria e priva di scrupoli : "chi sa che, ridotta alla
dura necessità di mendicare il pane, non abbia commesso
questo orribile crimine, per muovere la pietà altrui,
attirarsi la compassione della gente caritatevole e ricevere
i più grandi aiuti". Del resto - aggiungeva - da una
persona in stato di bisogno c' è da aspettarsi di tutto.
La
maggiore visibilità delle chimere nate tra le famiglie più
misere e destinate alla pubblica esposizione più che dubbi
sulle carenze di alimentazione e d' igiene suscitava
raccapriccianti sospetti sulla condotta dei genitori.
Osservando i numerosi bambini condotti a mendicare per le
strade di Londra, le cui insolite mutilazioni su mani e
piedi venivano presentate come conseguenze dell'
immaginazione materna, Blondel nel 1727 commentava : "I
am afraid many of these Vagrants deserve to be tried upon
the Coventry Act". Il pregiudizio sull'
immoralità e la crudeltà dei poveri e dei vagabondi
condusse fino a fare credere che gli infelici esposti e
impiegati nell' accattonaggio fossero forniti ai mendicanti
da gruppi di nomadi specializzati nel rapimento e nella
deformazione dei fanciulli. Nacque così il mito -
immortalato da Victor Hugo, ne L' homme qui rit - dei
comprachicos, individui senza scrupoli che rapivano o
compravano bambini per "confezionarli" nella
maniera più orribile per poi cederli sul mercato della
mendicità.
L'
organizzazione dell' accattonaggio svolto per mezzo di
fanciulli sfigurati ad arte è soprattutto un luogo comune
letterario, sul quale le fonti sono inevitabilmente
sospette. Di tale pratica, per quanto ritenuta diffusa tra
Cinque e Seicento, ho sinora trovato traccia documentaria
solo negli atti di un' inchiesta istruita nel 1597 dal
Senato della Repubblica di Genova. Il fascicolo si apre con
una denuncia anonima in cui veniva segnalata la vendita di
bambini, ai quali alcuni individui "rompono brati e
mani gambe e piedi et altri spettacoli di tegna per farli
par degni di ellemosina". Ma dalle concordi
testimonianze non emergono tanto le crudeltà denunciate,
quanto i modi con i quali da alcune famiglie di un villaggio
del Levante ligure veniva organizzato ed esercitato, l'
accattonaggio stagionale tra Genova e la pianura padana di
fanciulli presi in affitto e qualche volta esibiti col viso
coperto di vesciche prodotte per mezzo di erbe urticanti.
Questi mendicanti, ricordava un testimone, "pigliono
doe pietre e spremono detta herba in messo di esse et del
sugo di essa se ne fregono le bracie e gambe, e in poco
tempo li vien certe piaghe, le quali parono che sian state
mangiate da li cani e fanno croste, ma perche non voleno
guarire vanno di continuo levando le croste".
3.
Il sospetto che dietro una chimera o un piccolo mutilato si
nascondesse una manipolazione fraudolenta del neonato
imponeva una maggior attenzione sulla reputazione dei
genitori. I medici che inviavano comunicazioni su parti
mostruosi, per dare credito alla testimonianza raccolta o
per fugare il dubbio che si tratti di un' impostura,
sottolineavano preliminarmente l' onestà della madre. Nei
resoconti della "Miscellanea Curiosa" è normale,
quasi d' obbligo, trovare in principio di relazione
locuzioni come foemina honesta, nobilissima
matrona, honesta uxor, paesana fide digna,
honesta mulier, uxor spectabilis, ecc.
Balthasar Chiliani in una dissertazione sulle gravi
malformazioni neonatali elencava quattro casi e ogni volta
si preoccupava si definire la protagonista honesta, o
addirittura honestissima. L' attendibilità della
donna garantiva sulle circostanze che nel bambino avevano
generato deformità, ulcerazioni o macchie e se la colpa
confessata consisteva nella sregolata fantasia la madre era
creduta senza difficoltà. Questa dinanzi al neonato
deforme, talora su incoraggiamento dei medici più spesso
per propria iniziativa, iniziava a scandagliare la memoria
lungo il segmento temporale compreso tra il concepimento e
il parto alla ricerca di un evento, anche insignificante, al
quale l' anomaliasi potesse venire ricondotta come a un
fattore presumibilmente teratogeno. Argenterio osservava che
spesso le donne dicono di non avere pensato durante la
gravidanza a ciò cui rinviano le alterazioni sulla cute o
nell' aspetto del neonato, salvo ricordarsene in seguito
regredendo dagli effetti alle cause fino a trovare, per
analogia, una spiegazione accettabile.
Alcuni
esempi. A Praga nel 1610 un bambino nato con le interiora
estroflesse muore poche ore dopo il parto; interrogata, la
madre dichiara di non averne responsabilità e si discolpa
narrando che tre mesi prima un soldato l' aveva costretta a
guardare un vitello squartato. A Lovanio il protonotario
apostolico Philipp Meurs riferisce di una sorella nata con
il corpo normale e un' enorme conchiglia al posto della
testa. La chimera visse ben undici anni, poi morì per avere
stretto con troppa forza fra le "valve", fino a
spaccarsele, il cucchiaio col quale veniva nutrita. Tutto ciò
accadde, spiega Meurs, perché la madre non aveva potuto
soddisfare il desiderio di mangiare i mitili visti in una
pescheria. Sebastian Munster spiega che due bambini erano
nati congiunti per la fronte perché un tale, per scherzo,
aveva battuto la testa della madre incinta contro quella di
un' altra donna. Si racconta che nel 1517, vicino a
Fontainebleau, fu partorito un bambino col volto simile a
quello di una rana. Il fatto, riportato da Ambroise Paré,
era stato osservato da molti gentiluomini, tra i quali un
notaio e un procuratore reale. Il padre del bambino,
interrogato sulla causa dell' evento, ricordava solo che
nove mesi prima si era congiunto con la moglie mentre questa
stava stringendo in mano una rana - come le era stato
consigliato da una vicina per fare cessare un violento
attacco di febbre - poi l' immaginazione aveva fatto il
resto. Con lo stesso procedimento analogico, una macchia
rossa insorta sulla mano di una neonata veniva ricollegata
all' impressione provocata da un incendio, e un neo peloso
sulla nuca di un bambino era giustificato dalla madre, cui
era stato domandato - potremmo dire, suggerito - cosa avesse
causato quella "signaturam muriformem", con il
fatto che proprio quattro mesi prima del parto aveva temuto
che un topo le potesse cadere addosso. Nel marzo del 1670,
presso il villaggio di Waltersdorf, da genitori assai
indigenti nasce una chimera. Informato da alcuni vicini, il
pastore riferisce il caso al senato locale che incarica il
medico Vom Lankisch di sezionare il neonato e interrogare la
madre per accertare se possa essere accusata di qualche
colpa. La donna ricorda solo di avere già in passato avuto
un altro figlio deforme e aggiunge di essersi astenuta con
cura da lavori faticosi e avere evitato spaventi e
contusioni.
Questi
casi ricordano come la posizione della puerpera sia
sensibilmente più vicina a quella di un' imputata che di
una paziente, e aiutano a comprendere come, in un contesto
entro il quale la nascita di una chimera può essere segno
di relazione innaturale o immorale, la madre, dinanzi al
neonato deforme e al grave sospetto di avere avuto rapporti
abominevoli o adulterini, spesso non esiti - spostando l'
attenzione su di una colpa minore - a riconoscere nella
malformazione l' effetto di una voglia insoddisfatta o di
un' immagine impressionante che, certamente, in nove mesi
non può essere mancata. Ella ha tutto l' interesse a
forzare il proprio ricordo in cerca di un evento che possa
giustificare, anche solo con una relazione analogica, la
conformazione del neonato, perché è proprio attraverso
quest' operazione, che quasi sempre rinvia alla vis
imaginativa, che si ricompone l' orrore della creatura
deforme e si allontana il sospetto che grava sulla condotta
della madre. In alcuni casi giunge dalla levatroce - e più
tardi dal medico - uno spunto per la madre, cui viene
domandato se durante la gravidanza non abbia desiderato quel
determinato cibo, al quale anche lontanamente può
somigliare la forma del nèo o la testa del feto. Premura
tutt' altro che disinteressata, perché non solo assolve la
madre, ma talvolta scagiona la stessa levatrice o l'
ostetrico dall' accusa di avere danneggiato il feto durante
l' estrazione. A tale proposito, Fortunio Liceti, nel De
Monstris, aveva messo in guardia dall' imperizia dei
chirurghi : "Hæc autem extra uterum monstra gignuntur,
quæcumque artis ministerio constituuntur". Anche
Blondel osserva che l' immaginazione a volte viene presa a
pretesto solo per nascondere gli incidenti e gli errori che
possono accadere durante il parto.
F.
Hildano, di fronte a un neonato venuto alla luce con un
ampio taglio attribuito a un forte spavento subito dalla
madre alcuni mesi prima del parto, si era domandato come il
feto potesse essere giunto vivo al termine della gravidanza.
Rispondendo a tale obiezione, qualcuno suggerirà che la
protezione assicurata dal liquido amniotico al feto è
altrettanto grande quanto il potere dell' immaginazione
materna. Su queste premesse, il dottor Cyprianus, nel 1696
sulle "Philosophical Transactions", racconta di
avere assistito alla nascita di un bambino che presentava
una profonda ferita sul petto lunga quattro dita, perché
due mesi prima la madre aveva udito la toccante notizia di
una donna assassinata dal marito con una coltellata al
petto. Consapevole di quanto possa sembrare sospetto che a
distanza di due mesi una ferita da taglio si presenti
inalterata, il medico premètte che si era trattato di un
parto semplice e spontaneo e che il bambino era nato senza
alcuno sforzo, "so that consequently it got not this
Wound in its Birth". Resta il fatto che la presunta
ferita, pur avendo avuto tutto il tempo di rimarginarsi o
andare in suppurazione, al momento della nascita sanguinava
copiosamente; concludendo, Cyprianus suppone che era rimasta
inaterata, grazie alla capacità isolante del liquido
amniotico che aveva impedito ogni contatto con l' aria.
In
un caso simile avvenuto nel 1735, la nascita di una bambina
con un taglio alla testa e il volto deformato viene
imputata, dalle donne che hanno assistito al parto, alla
maldestra azione della levatrice, accusata tra l' altro di
conoscere alcune pratiche innaturali e illegali con le quali
avrebbe potuto mutare il naturale aspetto della neonata.
Rigettando ogni responsabilità, quella ribatte di non
sapere nulla di tutto ciò; quanto alle malformazioni della
bambina, non possono dipendere che dagli strani timori della
madre, gli unici che possono avere prodotto "so great a
Change from the natural Form the Child might otherwise have
had".
Sono
rari i casi in cui l' indagine anamnestica lasci emergere
spiegazioni differenti dall' onnipotere dell' immaginazione.
Ne è un buon esempio il racconto di una giovane serva di
Ebeleben che aveva partorito nel 1680 due gemelli
mostruosamente congiunti. La ragazza affermava di essere
rimasta incinta dopo uno stupro e di avere cercato di
nascondere la propria condizione portando abiti così
stretti da comprimere l' utero e far crescere i feti uniti.
Scharf accetta la versione e commenta che le donne farebbero
bene a guardarsi da simili artifici per non partorire figli
deformi. Ma altro non sono d' accordo perché le stesse
prostitute, quando sono gravide, adottino l' accorgimento di
fasciarsi strettamente l' addome e ciononostante
partoriscono figli perfettamente sani. La spiegazione a cui
si riferisce la deposizione della giovane si distacca
singolarmente dalle consuete giustificazioni adottate dalle
altre puerpere e rinvia a un genere di cause
"meccaniche" - traumi e contusioni nella regione
addominale, malformazione dell' utero, denutrizione -
considerate con scarsa attenzione almeno sino alla metà del
xviii secolo.
4.
Siamo partiti da una vicenda avvenuta nell' Inghilterra del
primo Settecento, per tracciare un percorso di
contestualizzazione sul legame tra lo sfruttamento delle
anomalie della generazione, come possibile risorsa dei più
indigenti, e il supporto ideologico di una teoria - il
presunto potere plastico dell' immaginazione della donna
gravida sul feto - che giustifica per lungo tempo l'
apparire di malformazioni congenite o provocate ad arte. Che
dipendano dalla fantasia delle donne o dalla crudeltà dei
mendicanti, non potendo essere spontanee o altrimenti
attribuite a Dio le mostruosità devono essere l' effetto di
una grave colpa, i cui responsabili vanno ricercati tra le
fasce più deboli della società
Alcuni
dei temi qui proposti - dalla storia di quella teoria al
ruolo giuridico della donna in rapporto alla nascita delle
chimere; dal significato economico dell' impostura in antico
regime alla pratica della mendicità fondata sullo
sfruttamento "imprenditoriale" dei minori - sono
stati appena accennati e richiedono ulteriori
approfondimenti, non potendo d' altra parte rinviare che a
una letteratura carente. Non è certo il caso della mendicità
in antico regime, oggetto di un considerevole numero di
studi recenti; sebbene non si conoscano molti esempi di
analisi dei comportamenti economici e delle strategie che
informano certi fenomeni di mobilità rurale caratterizzati
dal preminente ruolo della mendicità, organizzata in forma
itinerante e - si propone come ipotesi di ricerca - su base
parentale .
Che
dire poi dell' immaginazione materna : un' idea che per
secoli ha spiegato relazioni comprese solo con gli sviluppi
dell' embriologia sperimentale e, in seguito, della
genetica. Si tratta di un tema sfuggito agli storici delle
idee, sul quale disponiamo di pochi ed episodici contributi
per lo più filtrati dalla storia della teratologia o
dedicati alle critiche rivolte alla teoria immaginazionista
da J. A. Blondel.
Tra
gli scopi di questo saggio è anche quello di contribuire a
colmare una lacuna.
Massimo
Angelini
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